Si è svolto il terzo incontro del Corso di Alta Formazione organizzato dall’Università degli Studi della Repubblica di San Marino per lo staff e i quadri di USL. Al centro della lezione, il tema del mobbing e degli strumenti per riconoscerlo e difendere il posto di lavoro.
Il modulo formativo, costruito su misura per l’azienda sanitaria, ha visto come docenti Luca Cimino e Arianna Piermarini. Cimino è docente universitario e direttore scientifico del corso di vittimologia, con esperienza in psichiatria e criminologia forense. Piermarini è psicologa clinica specializzata in criminologia forense, con competenze nella tutela delle persone vulnerabili e nella mediazione.
Nel corso della lezione i relatori hanno sottolineato come il mondo del lavoro stia cambiando. Secondo quanto evidenziato, alcune patologie tradizionali sono diminuite, mentre si stanno diffondendo disturbi di natura psicologica, legati a condizioni di incertezza, contratti a termine, forte coinvolgimento emotivo e scarso equilibrio tra vita professionale e privata.
Il mobbing è stato descritto come una forma di pressione psicologica continuativa capace di incidere sull’identità della persona, non solo sul piano lavorativo ma anche su quello personale. I docenti hanno spiegato che situazioni di questo tipo possono arrivare a produrre conseguenze gravi e, nei casi più estremi, anche invalidanti.
È stato affrontato anche il tema della cosiddetta vittimizzazione secondaria. Quando chi subisce violenze o pressioni sul lavoro trasferisce lo stress nella sfera familiare, nel tempo possono nascere tensioni e fratture nei rapporti personali. Un effetto che, secondo i relatori, va prevenuto attraverso consapevolezza, formazione e strumenti adeguati di tutela.
Il corso proseguirà nei prossimi incontri con l’obiettivo di fornire ai partecipanti strumenti concreti per riconoscere situazioni di rischio e intervenire in modo corretto, sia sul piano organizzativo sia su quello individuale.




