Prosegue lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran mentre l’amministrazione americana valuta l’ipotesi di un’azione militare nelle prossime settimane. Secondo quanto riferito da fonti del Pentagono e della Casa Bianca al New York Times, il presidente Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva, ma le forze armate statunitensi sono già state messe “in posizione” per un possibile attacco.
Alti funzionari della sicurezza nazionale avrebbero informato il presidente, nel corso di una riunione nella Situation Room, che l’esercito è pronto a intervenire già da sabato. Tuttavia, secondo le stesse fonti riportate da Cbs News, è probabile che eventuali operazioni possano slittare oltre il fine settimana.
Il rafforzamento del dispositivo militare statunitense nell’area è significativo. Nella regione sono presenti due portaerei, una dozzina di navi da guerra, centinaia di caccia e diversi sistemi di difesa aerea. Nelle ultime 24 ore sono stati inviati ulteriori 50 velivoli – tra F-35, F-22 e F-16 – mentre prosegue un ponte aereo verso il Medio Oriente. La portaerei USS Gerald Ford sarebbe in avvicinamento allo stretto di Gibilterra, mentre la USS Abraham Lincoln opera al largo delle coste dell’Oman.
Secondo Axios, all’interno dell’amministrazione cresce la convinzione che un’azione militare sia sempre più probabile. Alcuni consiglieri avrebbero stimato una probabilità elevata di intervento nelle prossime settimane, anche se restano posizioni più prudenti che mettono in guardia dai rischi di un conflitto diretto.
Parallelamente, anche Teheran si sta preparando a uno scenario di scontro. Le autorità iraniane avrebbero decentralizzato la catena di comando militare, rafforzato la protezione dei siti nucleari e intensificato le misure di sicurezza interna. È stata inoltre annunciata un’esercitazione navale congiunta con la Russia nello stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico mondiale.




