Il 2025 si chiude come un anno spartiacque per UniCredit, che archivia dodici mesi di risultati superiori alle previsioni e rafforza ulteriormente la propria strategia di creazione di valore. L’utile netto raggiunge i 10,6 miliardi di euro, con una crescita del 14 per cento su base annua, consentendo al gruppo di rivedere al rialzo gli obiettivi di remunerazione dei soci: 30 miliardi di euro complessivi nei prossimi tre anni e 50 miliardi nell’arco di cinque.
A sottolineare il cambio di passo è l’amministratore delegato Andrea Orcel, che parla apertamente di aspettative superate, nonostante un contesto macroeconomico meno favorevole rispetto agli anni precedenti. I numeri, infatti, raccontano una banca capace di mantenere una redditività elevata anche in una fase di normalizzazione dei tassi di interesse.
Dal lato dei ricavi, il quadro mostra una fisiologica frenata: i proventi complessivi si attestano a 24,5 miliardi di euro, in lieve calo dell’1,3 per cento, mentre i ricavi netti scendono a 23,9 miliardi. Il margine di interesse risente maggiormente del nuovo scenario monetario, arretrando del 4,3 per cento a 13,7 miliardi. Una flessione che, tuttavia, viene in parte assorbita dalla crescita dei volumi e da una gestione prudente della remunerazione dei depositi. A sostenere la struttura dei ricavi contribuisce in modo decisivo l’andamento delle commissioni e delle attività assicurative, che registrano un incremento del 5,6 per cento e arrivano a pesare per circa il 35 per cento del totale.




