A quattro anni dall’inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono arrivati a Kiev dopo un lungo viaggio notturno in treno. Un gesto simbolico per ribadire la vicinanza dell’Unione al popolo ucraino, mentre il conflitto continua e il fronte politico europeo si fa più teso.
A pesare è lo scontro con il premier ungherese Viktor Orban. Budapest ha bloccato il prestito da 90 miliardi destinato all’Ucraina e ha messo il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, aprendo un braccio di ferro con Bruxelles.
“Non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace, una pace alle condizioni dell’Ucraina”, ha dichiarato von der Leyen all’arrivo. Costa ha definito “inaccettabile” il veto ungherese, assicurando però che il prestito “arriverà, prima piuttosto che poi”.
In programma un trilaterale con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguito dalla partecipazione alla riunione della Coalizione dei Volenterosi organizzata da Parigi e Londra.
Intanto, nella notte, un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savëlovskij di Mosca ha provocato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 79 droni ucraini.
Sul fronte politico europeo, il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “triplice fallimento” per Mosca, assicurando che l’Europa non cederà alla stanchezza. Dalla Germania, il cancelliere Friedrich Merz ha ribadito che “il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato il sostegno a una pace “giusta e duratura”.
Nel frattempo, Zelensky ha rivolto un appello al presidente americano Donald Trump chiedendo che Washington resti al fianco di Kiev e aumenti la pressione su Vladimir Putin.




