Trump frena Netanyahu: “Stop agli attacchi sul petrolio iraniano”

da | 19 Mar 2026

Nuova frizione tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu sul fronte mediorientale. Il presidente americano ha invitato apertamente Israele a fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane, chiarendo: “Gli ho detto di non farlo”.

Dalla Casa Bianca, Trump ha smentito qualsiasi coinvolgimento degli Stati Uniti nel raid sul giacimento di South Pars, contraddicendo la versione israeliana. Pur ribadendo l’alleanza con Netanyahu, ha ammesso che non sempre le strategie coincidono.

Dietro la presa di distanza ci sarebbero timori concreti: un possibile aumento del prezzo del petrolio, effetti sui mercati globali e il rischio di rafforzare il regime iraniano colpendo la popolazione. Tra le opzioni allo studio, anche un’eventuale revisione delle sanzioni sul petrolio iraniano.

Intanto la situazione resta esplosiva. Gli attacchi nel Golfo continuano e un F-35 americano è stato colpito, costretto a un atterraggio d’emergenza. Trump ha però cercato di rassicurare: “Non voglio inviare soldati”, anche se indiscrezioni parlano di migliaia di marines in movimento verso l’area.

Sul tavolo anche scenari più pesanti, come un possibile intervento sull’isola iraniana di Kharg, strategica per il petrolio. Un’operazione che richiederebbe truppe e risorse enormi, mentre il Pentagono valuta una richiesta da 200 miliardi di dollari al Congresso.

La crisi resta aperta e delicata, con equilibri sempre più fragili tra diplomazia, interessi energetici e rischio di escalation militare.

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