Il Partito Democratico Cristiano Sammarinese interviene sul dibattito legato al trenino e risponde all’ultimo intervento pubblico di Domani – Motus Liberi, contestando con decisione il riferimento al cosiddetto “vincolo democristiano”. In una nota diffusa dall’ufficio stampa, il PDCS definisce la ricostruzione “pretestuosa e fuorviante” e invita a superare polemiche che, a suo giudizio, non portano benefici concreti al Paese.
Secondo i democristiani, attribuire alla DC la responsabilità di opere realizzate in modo parziale e con costi elevati, ripetendo la stessa accusa anche in Consiglio “con toni da ‘disco rotto’”, rappresenta “una scorciatoia comunicativa: utile alla polemica, inutile al Paese”. La questione, viene sottolineato, non è politica ma tecnica e gestionale: “le opere pubbliche riescono o falliscono in base a scelte tecniche, progettuali e di governance”. Su questo terreno, scrive il PDCS, le critiche sarebbero credibili solo se accompagnate da esempi concreti di buona gestione, esempi che il partito afferma di non riconoscere nei propri accusatori.
Il comunicato rivendica poi il ruolo svolto dalla Democrazia Cristiana negli ultimi anni, sostenendo che “con la Democrazia Cristiana al Governo, il Paese ha compiuto passi avanti”, non per effetto di narrazioni, ma grazie alla stabilità del sistema, indicata come condizione indispensabile per programmazione, investimenti e continuità amministrativa. “Stabilità significa anche crescita, fiducia e tenuta economico-sociale”, elementi ritenuti necessari per pianificare e realizzare grandi opere.
Entrando nel merito del trenino, il PDCS respinge l’idea di aver sostenuto interventi parziali. Viene ricordato che il partito ha più volte promosso una visione diversa rispetto ai primi 500.000 euro spesi per circa 150 metri di binario, puntando invece a un’infrastruttura completa da Borgo Maggiore fino a Città, progettata in modo organico, con costi, tempi, impatti e integrazione con la mobilità esistente chiaramente definiti. Una linea già avviata, viene precisato, da uno studio preliminare di fattibilità del collegamento risalente al 2012. L’obiettivo dichiarato è evitare “interventi frammentari o ‘tratti simbolici’” che rischiano di apparire scollegati o dettati da logiche di consenso immediato.
Da qui il rifiuto dell’etichetta di “vincolo democristiano” come causa delle inefficienze. “Se un ‘vincolo democristiano’ esiste davvero, è quello della responsabilità”, afferma il PDCS, definendolo come la scelta di procedere “un passo avanti dopo l’altro, con prudenza ma senza scorciatoie”, per realizzare opere “credibili, utili e fatte bene”.
La chiusura è un richiamo alla concretezza. “San Marino non ha bisogno di propaganda”, si legge nel comunicato, ma di “numeri chiari, obiettivi misurabili, trasparenza e visione”. Una linea che il PDCS dichiara di voler continuare a seguire, rivendicando stabilità e crescita come “responsabilità quotidiana”.




