In Tennessee l’interruzione volontaria di gravidanza potrebbe essere punita come omicidio di primo grado, con pene che arrivano all’ergastolo e, nei casi più gravi, alla condanna a morte. È quanto prevede un emendamento depositato al Parlamento statale nell’ambito dell’House Bill 570/Senate Bill 738. Il testo è stato assegnato a una commissione ma non è ancora stato messo in calendario per il voto.
La proposta, presentata dalla deputata repubblicana Jody Barrett e dal senatore Mark Pody, classificherebbe l’aborto come “omicidio fetale”, cancellando le attuali protezioni legali per le gestanti. In pratica, il danno a un feto verrebbe equiparato a quello contro una persona nata viva. Le pene previste sarebbero le stesse dell’omicidio di primo grado: carcere a vita, ergastolo senza possibilità di libertà condizionale e pena capitale.
Il testo esclude esplicitamente i casi di aborto spontaneo e le procedure salvavita per la madre o per l’embrione, ma non introduce altre eccezioni. Se approvata, la legge entrerebbe in vigore il primo luglio e non avrebbe effetto retroattivo.
I promotori parlano di “pari protezione” per i non nati e sostengono che l’obiettivo sia garantire ai feti la stessa tutela giuridica riconosciuta alle persone già nate. Tra i sostenitori figura anche l’organizzazione Foundation to Abolish Abortion. Il deputato repubblicano Monty Fritts, co-sponsor del provvedimento e candidato governatore, ha dichiarato che “l’omicidio è omicidio” e che l’aborto dovrebbe essere trattato come un crimine.
Di segno opposto le critiche delle associazioni per i diritti riproduttivi e di diversi giuristi, secondo cui la norma aprirebbe alla possibilità di condannare a morte le donne che interrompono una gravidanza, segnando un precedente senza ritorno.
La proposta si inserisce in un quadro già molto restrittivo. Dopo la decisione della Supreme Court of the United States che nel 2022 ha eliminato la tutela federale dell’aborto, il Tennessee applica uno dei divieti più severi attraverso la Human Life Protection Act, che vieta quasi del tutto l’interruzione di gravidanza salvo limitate eccezioni mediche.




