Taglio cesareo dolce a San Marino: sei interventi già eseguiti

da | 19 Mar 2026

All’Ospedale di Stato della Repubblica di San Marino sono stati eseguiti i primi interventi di taglio cesareo dolce, una tecnica che punta a rendere l’esperienza della nascita più partecipata e vicina al parto naturale.

Nel comunicato diffuso dall’Ufficio stampa si legge che “Durante il momento della nascita, attraverso la nuova tecnica del taglio cesareo dolce, diventano fondamentali la relazione madre-bambino e la partecipazione della famiglia”, sottolineando come l’approccio metta al centro l’aspetto relazionale oltre a quello clinico.

Ad oggi sono sei le donne che hanno usufruito con successo di questa metodica presso l’ospedale sammarinese. Il comunicato evidenzia che si tratta di una tecnica “in grado di garantire maggiore umanizzazione e accoglienza durante l’esperienza del parto cesareo, avvicinandola il più possibile al parto spontaneo”.

Il taglio cesareo dolce si basa su modalità operative specifiche, tra cui il contatto pelle a pelle immediato tra madre e neonato, l’estrazione graduale del bambino e la possibilità per il partner di essere presente in sala operatoria. In particolare, “Il contatto precoce pelle a pelle tra madre e bambino viene garantito immediatamente dopo l’estrazione attraverso un’apposita apertura del telo operatorio”, mentre il clampaggio tardivo del cordone ombelicale contribuisce a favorire l’adattamento del neonato nei primi momenti di vita.

L’introduzione di questa metodica segue le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle linee guida internazionali. Nel comunicato si precisa che “la metodica favorisce l’avvio dell’allattamento al seno e contribuisce alla riduzione di stress e ansia nella neo-famiglia”, con benefici che si estendono nel breve e nel lungo periodo.

L’adozione del taglio cesareo dolce rientra nel percorso di aggiornamento delle pratiche cliniche dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, orientato a migliorare la qualità dell’assistenza attraverso protocolli basati su evidenze scientifiche.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è il Direttore della UOC di Ostetricia e Ginecologia ISS Antonino Lo Re, che dichiara: “Questa tecnica rappresenta un investimento nella salute della famiglia attraverso il miglioramento degli aspetti relazionali e psicologici legati all’esperienza della nascita – dichiara il Direttore della UOC di Ostetricia e Ginecologia ISS Antonino Lo Re –. I risultati positivi dei primi sei interventi confermano la fattibilità dell’implementazione di questa metodica, che potrà essere progressivamente estesa a un maggior numero di pazienti che necessitano di parto cesareo, nel rispetto delle indicazioni cliniche specifiche e della valutazione caso per caso da parte dell’équipe medica”.

Tra gli elementi introdotti vi è anche la presenza del partner in sala operatoria, che consente di trasformare il parto cesareo in un momento condiviso.

La Segreteria di Stato per la Sanità e la Sicurezza Sociale evidenzia come questa innovazione si inserisca in una strategia più ampia di umanizzazione dell’assistenza sanitaria, sottolineando che ogni miglioramento dell’esperienza delle famiglie rappresenta un investimento per l’intera comunità.

Sulla stessa linea anche il Direttore Generale ISS Claudio Vagnini, che afferma: “L’implementazione del taglio cesareo dolce rappresenta un importante avanzamento nell’umanizzazione delle nostre pratiche cliniche – afferma il Direttore Generale ISS Claudio Vagnini –. Questa metodica dimostra come sia possibile coniugare l’eccellenza tecnica con l’attenzione alla dimensione umana del parto, garantendo al contempo sicurezza e qualità delle cure. L’introduzione del taglio cesareo dolce testimonia l’impegno dell’Istituto nell’adozione di pratiche assistenziali sempre più moderne che coniugano sicurezza clinica e umanizzazione delle cure, contribuendo al miglioramento continuo della qualità dei servizi erogati nell’ambito dell’assistenza ostetrica e per offrire, come in questo specifico ambito, alle famiglie un’esperienza di nascita più serena e partecipata”.

Il comunicato si chiude con il ringraziamento della Segreteria di Stato ai professionisti sanitari coinvolti nell’introduzione della nuova tecnica, considerata un passo ulteriore verso standard assistenziali sempre più moderni e centrati sulla persona.

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