Starcom Holding AD e il suo azionista di maggioranza Assen Christov annunciano l’intenzione di avviare un arbitrato internazionale contro la Repubblica di San Marino e la Banca Centrale sul caso legato alla Banca di San Marino. La comunicazione è contenuta in un comunicato stampa diffuso oggi, 1 aprile 2026, nel quale si spiega che la società bulgara ha già trasmesso una “Notice of Dispute” alle istituzioni competenti, primo passaggio formale verso l’apertura del procedimento davanti all’International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID) di Washington.
Secondo quanto riferito dalla società, la domanda arbitrale riguarderà “un importo di almeno EUR 150 milioni”, cifra che – si legge nel comunicato – potrebbe essere evitata “in caso di un’azione rapida per raggiungere una composizione equa”.
Nel testo, Starcom afferma che “Starcom Holding AD e Assen Christov, azionista di maggioranza nella holding bulgara, hanno ufficialmente notificato alla Banca Centrale e al Governo della Repubblica di San Marino che intendono avviare un procedimento arbitrale contro lo Stato presso l’International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID) a Washington” e precisa che “il motivo è il caso relativo alla Banca di San Marino”.
A spiegare la posizione della parte bulgara è lo stesso Assen Christov, riportato direttamente nel comunicato: “Se non raggiungeremo un accordo accettabile entro un termine ragionevole, proteggeremo i nostri interessi e il nostro investimento attraverso un arbitrato internazionale dinanzi a un tribunale indipendente e imparziale a Washington”. Starcom specifica inoltre che sarà assistita nello sviluppo della procedura da Pinsent Masons, definito “un primario studio legale internazionale”.
Nel comunicato, la holding sostiene che l’obiettivo sia “proteggere l’investimento bulgaro nella Banca di San Marino e affrontare le azioni malevole di alcuni alti funzionari nella Repubblica contro gli investitori bulgari”. La società motiva l’iniziativa con “la mancanza di qualsiasi azione adeguata o volontà di impegnarsi in un dialogo da parte delle autorità di San Marino” rispetto alla vicenda che coinvolge l’investimento effettuato attraverso San Marino Group, il veicolo costituito da Starcom e Christov.
Secondo la ricostruzione contenuta nella nota, “specifici alti funzionari di organi regolatori e autorità statali di San Marino, inclusi quelli all’interno del sistema giudiziario, abbiano adottato misure illegittime contro l’investitore bulgaro, in violazione delle norme giuridiche internazionali ed europee che disciplinano gli investimenti esteri”. Sempre nel testo si sostiene che “tali azioni hanno causato gravi danni e pregiudizi all’attività e al patrimonio della società”.
La holding fornisce anche alcuni dati sulla propria struttura, spiegando di “gestire attivi consolidati per quasi €1,7 miliardi, generare ricavi annui dello stesso ammontare, operare in 12 Paesi europei e impiegare 6.000 persone”. Nel comunicato si sottolinea che la decisione di promuovere un arbitrato internazionale da 150 milioni di euro sarebbe stata assunta “a seguito di una valutazione attenta e dettagliata di tutti i danni subiti come conseguenza delle azioni e omissioni di funzionari pubblici e alti dirigenti civili di San Marino”.
Una parte centrale del comunicato riguarda anche il possibile riflesso della vicenda sull’immagine del Paese. Starcom afferma infatti che “il caso relativo alla Banca di San Marino e il trattamento degli investitori internazionali quali Starcom a San Marino potrebbe costituire un pericoloso precedente che mina la fiducia nel sistema bancario della Repubblica e nel clima degli investimenti”. La società aggiunge inoltre che, “considerata l’intenzione di San Marino di concludere un accordo di associazione con l’Unione europea, potrebbe avere anche un impatto negativo sul Mercato Unico e sul mercato dei servizi finanziari dell’UE”.
Nel documento viene richiamato anche il valore dell’operazione originariamente prevista. Starcom ricorda che “l’investimento nella Banca di San Marino pianificato dal San Marino Group, il veicolo di scopo speciale costituito da Starcom e Assen Christov, da solo ammontava a un totale di €36,7 milioni – uno dei maggiori investimenti nella Repubblica negli ultimi 20 anni”. La holding aggiunge che erano previsti “diversi altri progetti per lo sviluppo del settore energetico e dell’economia del Paese”.
Il passaggio più duro del comunicato riguarda la gestione delle risorse economiche legate all’operazione. Starcom sostiene infatti che “alcuni rappresentanti delle autorità statali di San Marino non solo hanno fatto fallire l’investimento nella Banca di San Marino, ma, attraverso determinati alti funzionari del sistema giudiziario della repubblica, hanno bloccato e confiscato illegalmente fondi legalmente detenuti dagli investitori bulgari, depositati nella stessa banca”. Secondo la società, ciò sarebbe avvenuto “utilizzando un metodo che non ha analogo nella prassi mondiale o europea ed è in violazione degli standard giuridici internazionali ed europei”.
Nel comunicato si legge ancora che “le azioni malevole dei suddetti funzionari non solo hanno distrutto relazioni commerciali costruite nel corso degli anni, ma hanno anche minato la fiducia degli investitori nell’economia della Repubblica”.
La società precisa infine che, prima dell’avvio effettivo dell’arbitrato internazionale, resta aperta la possibilità di una soluzione negoziale. “Prima dell’avvio dell’arbitrato internazionale, le parti hanno l’opzione legale di risolvere la controversia mediante negoziati”, si legge nel testo. In caso contrario, conclude la nota, “Starcom e l’azionista di maggioranza della società presenteranno una domanda per un importo minimo di EUR 150 milioni contro la Repubblica di San Marino”.
Starcom Holding AD, conclude il comunicato, è una holding attiva nell’“acquisizione, gestione e sviluppo di società in Bulgaria e all’estero”, con partecipazioni nei settori “dell’energia, delle assicurazioni, del credito alle imprese, dell’intermediazione negli investimenti e della gestione patrimoniale”.




