È il Sole 24 Ore (Plus), edizione di sabato 14 febbraio 2026, pagina 14, a ricostruire l’escalation tra San Marino e la Bulgaria attorno alla vicenda della Banca di San Marino. Un caso che intreccia finanza, magistratura e diplomazia, con un colpo di scena finale legato a un furto nel caveau dell’istituto.
Il quotidiano parte da un parallelo storico: “nel 1648 San Marino non partecipò alle trattative sfociate nella Pace di Westfalia che mise fine alla guerra dei trent’anni. Pertanto, tecnicamente, da 348 anni San Marino risultava ancora, a tutti gli effetti, in guerra con la Svezia”. Un episodio definito “a dir poco sconcertante”, che introduce il clima attuale: “oggi lo stato di tensione (piuttosto elevata) è con la Bulgaria, o meglio con un finanziere bulgaro Assen Christov”.
Christov, “ceo del gruppo finanziario e assicurativo di Sofia Starcom holding”, nei mesi scorsi aveva tentato di acquisire la maggioranza della Banca di San Marino, “una delle ultime banche commerciali e retail presenti sul territorio del piccolo Stato”. Secondo la magistratura sammarinese, però, l’operazione sarebbe stata accompagnata dalla distribuzione di “laute mance (almeno) a due cittadini sammarinesi (arrestati)”. Da qui il sequestro conservativo di “15 milioni versata da Starcom holding a titolo di caparra confirmatoria”.
Il Sole precisa che il provvedimento “ha ovviamente scatenato le proteste dell’uomo d’affari”. Alcuni organi di stampa hanno definito la somma “vanished”, cioè svanita, ma “in realtà il denaro risulta segregato in un conto apposito”. La magistratura locale, guidata da “Giovanni Canzio, presidente emerito della Corte di Cassazione italiana”, ritiene che le “mance” possano essere state percepite anche da altri soggetti.
In questo contesto si inserisce “un ulteriore mistero: un furto verificatosi nei giorni scorsi nel caveau della Banca di San Marino”. Secondo le prime ricostruzioni riportate dal quotidiano, “i soliti ignoti si siano fatti chiudere in banca per agire indisturbati durante la notte”. Il caveau ha “due porte blindate: da una parte vi si custodisce il contante; dall’altra le cassette di sicurezza: ed è proprio lì che hanno colpito i ladri aprendone, sembra, una quindicina”.
Il tutto avviene in un passaggio delicato per il Titano. “In questi giorni al Consiglio europeo è previsto il voto sull’ok per l’ingresso di San Marino in associazione con l’Unione europea”, un passaggio definito “importante su cui sul monte Titano si sta lavorando da molto tempo”. Secondo alcune notizie apparse sul web, “gli uomini della Starcom holding stiano perorando la propria causa presso le autorità politiche di Sofia cercando di convincerle a porre il veto all’associazione, facendo così naufragare l’accordo”.
L’articolo si chiude con un riferimento a “un’ulteriore presa di posizione da parte del Tribunale locale che appare prelusiva a nuove imminenti iniziative giudiziarie”. E la conclusione è netta: “Insomma non sembra che le acque siano destinate a calmarsi. Almeno per il momento”.




