Chi non ha aderito alle deduzioni SMAC per l’anno 2025 può comunque recuperare lo sconto fiscale attraverso la dichiarazione dei redditi. A ricordarlo è la CSU, che invita lavoratori e pensionati interessati a rivolgersi alle proprie sedi per attivare il servizio di assistenza.
Nel comunicato diffuso il 4 marzo 2026, la Confederazione sottolinea che il tema è emerso durante il confronto sulla riforma dell’IGR. “In occasione della trattativa per la riforma IGR, la Segreteria di Stato per le Finanze ci ha informato che oltre 5.000 lavoratori non hanno aderito alle deduzioni SMAC per l’anno 2025, verosimilmente perché hanno ritenuto di non poter raggiungere la quota prevista dalla legge”, si legge nella nota.
Secondo quanto riferito dal sindacato, la situazione riguarda in larga parte lavoratori frontalieri. “In larghissima parte si tratta di lavoratori frontalieri. Lo stesso vale per i circa 3.000 pensionati non residenti a San Marino”, prosegue il comunicato.
La CSU evidenzia come molti contribuenti non siano consapevoli della possibilità di recuperare comunque il beneficio fiscale. “Nei mesi scorsi, fornendo la consulenza a centinaia di persone, abbiamo avuto la riprova che pochissime erano a conoscenza che, pur non avendo aderito alle deduzioni SMAC, hanno comunque la possibilità di recuperare lo ‘sconto fiscale’ corrispondente a quanto tracciato”, si legge ancora nella nota.
Per ottenere il rimborso è necessario presentare la dichiarazione dei redditi entro il 31 luglio 2026. Il comunicato ricorda inoltre il limite previsto per una delle principali voci di spesa. “Ricordiamo che l’importo massimo deducibile relativamente all’acquisto di carburanti, nel 2025, era pari a 750 euro”, mentre “il rimborso IGR spettante, purché richiesto, verrà accreditato sulla SMAC entro il 31 ottobre 2027”.
La Confederazione ha attivato un servizio dedicato per assistere i contribuenti che intendono recuperare l’imposta pagata in eccesso. “La CSU ha già attivato un servizio specifico per coloro che intendano recuperare la maggiore imposta IGR, esclusivamente con riferimento alle deduzioni SMAC”, si legge nel comunicato.
Gli interessati sono invitati a rivolgersi agli uffici delle organizzazioni sindacali per attivare la procedura. “Invitiamo gli interessati a recarsi al più presto presso gli uffici di CSdL e CDLS e delle rispettive Federazioni per compilare i moduli necessari ad abilitare la CSU SERVIZI quale soggetto deputato alla compilazione delle dichiarazioni dei redditi: è necessario presentare un documento d’identità o la patente di guida”.
L’obiettivo, spiegano i sindacati, è evitare sovraccarichi quando partirà la campagna fiscale completa. “Ciò al fine di non congestionare il servizio, che inizierà a fine marzo, rivolto al ritiro della documentazione per coloro i quali devono presentare la dichiarazione dei redditi per tutte le altre ragioni, quali la presenza di più redditi oppure, per i soli residenti, al fine di esercitare il diritto ad avvalersi delle consuete deduzioni, quali affitti, interessi sui mutui, spese sanitarie, ecc.”, prosegue il comunicato.
La CSU precisa inoltre che i residenti sono tenuti a dichiarare eventuali beni posseduti all’estero. “I residenti sono inoltre tenuti a dichiarare il possesso di beni mobiliari ed immobiliari detenuti all’estero”, ricorda la nota.
Una volta operativo il programma per la compilazione delle dichiarazioni, le pratiche relative alle deduzioni SMAC saranno trattate con priorità. “Non appena sarà operativo il programma per compilare le dichiarazioni dei redditi, verosimilmente a metà aprile, quelle relative al solo recupero delle deduzioni SMAC verranno immediatamente elaborate”, si legge nel comunicato, con l’obiettivo di consentire ai lavoratori frontalieri e ai pensionati non residenti di avere rapidamente la documentazione fiscale necessaria per gli adempimenti in Italia.
Il sindacato interviene infine per chiarire alcune informazioni che circolano sul tema. “Per sfatare le fake news che continuano a circolare, ricordiamo che non corrisponde al vero il fatto che il rimborso IGR ottenuto a San Marino comporti automaticamente un equivalente maggior aggravio fiscale in Italia, annullandone i benefici”, afferma la CSU.
In alcuni casi il recupero delle imposte può essere solo parziale, ma resta comunque conveniente, spiegano i sindacati. “Negli altri casi, ovvero coloro che pagano un conguaglio fiscale in Italia, il recupero delle imposte pagate a San Marino è parziale, per cui conviene comunque recuperare le maggiori imposte pagate nella RSM”, conclude il comunicato.




