Sindacati e Ambasciata a confronto su lavoro e diritti

da | 5 Feb 2026

La CSdL e la CDLS hanno incontrato l’Ambasciatore d’Italia a San Marino, S.E. Fabrizio Colaceci, ospite martedì 3 febbraio nella sede della Centrale Sindacale Unitaria (CSU). La visita è avvenuta su invito delle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo, come dichiarato dall’Ambasciatore, di “capire la profondità della presenza sindacale in territorio”.

La permanenza si è protratta per oltre due ore e ha incluso una prima visita alle sedi della CSdL e della CDLS, seguita da un incontro con dirigenti, funzionari e dipendenti nei locali della CSU. Durante il percorso, l’Ambasciatore ha manifestato interesse per la mostra permanente dedicata alla storia del movimento sindacale sammarinese, esposta nei corridoi della Centrale.

Nel confronto con le rappresentanze delle due Confederazioni, guidate dai Segretari Generali Enzo Merlini per la CSdL e Milena Frulli per la CDLS, l’Ambasciatore ha riconosciuto il ruolo del sindacato come presidio di democrazia, richiamando la mobilitazione unitaria sulla Riforma IGR, culminata nei due scioperi generali. È stato evidenziato come l’azione sindacale abbia consentito di modificare in modo sostanziale la proposta legislativa iniziale, superando le discriminazioni nei confronti dei lavoratori frontalieri e arrivando a un testo ritenuto accettabile. In questo contesto, i Segretari CSU hanno sottolineato che “La possibilità di adesione parziale alle detrazioni Smac è stata una scommessa vincente”.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito che “I lavoratori e le lavoratrici frontalieri rappresentano una risorsa importante per San Marino. Per questo intensificare i rapporti con l’Ambasciata d’Italia è importante per estendere reciprocamente le tutele.” È stato inoltre ricordato come i circa 9.000 lavoratori impiegati in Repubblica costituiscano un beneficio anche per i territori italiani limitrofi, non solo sul piano occupazionale ma anche economico, attraverso la reimmissione dei redditi prodotti.

Un passaggio del confronto ha riguardato l’Accordo di Associazione all’Unione Europea. L’Ambasciatore ha espresso apprezzamento per il percorso intrapreso da San Marino verso questo traguardo, auspicandone una rapida conclusione e sottolineando come le prospettive di sviluppo del Paese siano legate all’integrazione europea piuttosto che all’isolamento. È stato richiamato il fatto che nessun piccolo Stato, compresi quelli aderenti allo Spazio Economico Europeo, abbia subito svantaggi da tali processi.

Sono state affrontate anche diverse criticità nei rapporti bilaterali, in particolare per quanto riguarda i lavoratori non residenti e i pensionati ex frontalieri. L’Ambasciatore ha ricordato il valore degli accordi del 1939 tra Italia e San Marino, definiti fondamentali per la valorizzazione dell’identità dei due Paesi. I Segretari Generali hanno tuttavia evidenziato la necessità di modificare e integrare alcune parti della Convenzione bilaterale del 1974.

Tra i temi ancora aperti figura il riconoscimento dei permessi retribuiti per l’assistenza ai familiari non autosufficienti, che i sindacati chiedono siano estesi anche ai lavoratori frontalieri, in particolare nei casi in cui non sia possibile usufruirne in Italia. È stato inoltre sollevato il problema del mancato cumulo dei contributi pensionistici per i dipendenti pubblici che hanno versato contributi in parte a San Marino e in parte in Italia. La CSU ha espresso il timore che le soluzioni previste dall’Accordo di Associazione con l’Unione Europea non risolvano le situazioni pregresse, rendendo necessario un intervento retroattivo sulla Convenzione.

Nel dibattito sono rientrati anche il superamento delle disparità sugli ammortizzatori sociali, attualmente a carico dell’ISS pur essendo percepiti in Italia, e il riconoscimento integrale del credito d’imposta sul reddito da lavoro frontaliero. È stata inoltre ripercorsa la questione della diversa interpretazione dell’Agenzia delle Entrate dell’Emilia-Romagna sulla tassazione dei pensionati ex frontalieri, tuttora irrisolta nonostante le sentenze della Corte di Cassazione abbiano ribadito un’interpretazione estensiva del concetto di pensione nell’ambito dei sistemi di sicurezza sociale.

Secondo quanto emerso, la soluzione dovrebbe passare attraverso un chiarimento politico tra i due Paesi, evitando di attendere ulteriori pronunciamenti giudiziari che potrebbero richiedere tempi lunghi, lasciando nel frattempo i pensionati in una situazione di incertezza.

L’incontro ha toccato infine il tema della cittadinanza, che riguarda numerosi cittadini in possesso sia di quella sammarinese sia di quella italiana. In questo ambito l’Ambasciatore ha chiesto la collaborazione del sindacato per supportare iniziative informative volte a favorire la conoscenza del diritto alla riacquisizione della cittadinanza italiana, previsto da una normativa recente, in particolare per le donne che vi avevano rinunciato per ottenere quella sammarinese. La CSU ha manifestato la propria disponibilità a collaborare.

CSdL e CDLS hanno concluso esprimendo l’auspicio che il dialogo avviato con la visita possa proseguire, mantenendo aperti canali di confronto utili ad affrontare le questioni attuali e future che interessano lavoratori, lavoratrici e cittadini di entrambi i Paesi.

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