Uno schianto devastante contro il muretto al centro della rotatoria, lo scooter distrutto e una conseguenza irreversibile: l’amputazione parziale della gamba destra. Era la notte del 17 agosto 2013 quando un 54enne riminese, in sella a una Yamaha T 400, si schiantò contro il manufatto in laterizio posizionato nell’isola spartitraffico di piazzale Curiel, a Riccione. Le sue condizioni apparvero subito gravissime ai sanitari del 118.
Dopo l’incidente, l’uomo ha chiesto un risarcimento sostenendo che proprio quel muretto avesse aggravato in modo determinante le conseguenze dell’impatto. In primo grado il Tribunale di Rimini aveva respinto la richiesta, evidenziando come il motociclista viaggiasse tra i 76 e i 78 chilometri orari in una zona con limite a 30 e con un tasso alcolemico di 1,43 grammi per litro.
In appello, però, la lettura è cambiata parzialmente. I giudici di Bologna hanno confermato la condotta gravissima del motociclista, ma hanno ritenuto che questo non escludesse del tutto la responsabilità dell’ente pubblico. È emerso infatti che il muretto in laterizio non era previsto nel progetto originario della rotatoria, che contemplava soltanto un cordolo rialzato di circa 16 centimetri. Le consulenze tecniche hanno inoltre evidenziato come l’impatto contro quel manufatto abbia inciso in modo determinante sull’aggravamento delle lesioni.
La Corte d’Appello ha quindi attribuito il 70% della responsabilità al motociclista, per l’eccesso di velocità e lo stato di ebbrezza, ma ha riconosciuto un 30% di colpa al Comune di Riccione per aver realizzato un’opera difforme dal progetto e con criticità sotto il profilo della sicurezza. All’uomo spetteranno circa 200mila euro per danno non patrimoniale. Respinta invece la richiesta di risarcimento per la perdita della capacità lavorativa, ritenuta non sufficientemente provata.




