San Marino, scontro sulla Commissione d’Inchiesta: D-ML pungola la maggioranza

da | 22 Feb 2026

Con un editoriale diffuso il 22 febbraio 2026, il presidente di DOMANI – Motus Liberi, Lorenzo Forcellini Reffi, interviene sul recente confronto politico relativo alla proposta di istituire una Commissione di Inchiesta, alla luce delle dichiarazioni del Dirigente del Tribunale su un presunto “piano parallelo” contro la Repubblica.

“Non so quanto la popolazione sia consapevole di come vadano le cose nelle stanze in cui si guida il nostro Paese, ma se legge anche per sommi capi le vicende che si susseguono mese per mese un ragionevole dubbio su chi ha eletto al ‘comando’ è d’obbligo”, si legge nel comunicato.

Nel testo si ripercorre il clima politico degli ultimi mesi, con riferimento alle difficoltà, secondo il partito, incontrate dalle proposte avanzate dall’opposizione. “Fino a qualche tempo fa, la nostra preoccupazione era rivolta principalmente al fatto che qualsiasi proposta di miglioramento nella gestione del bene pubblico venisse stroncata, con l’ovvio obiettivo di non permettere agli elettori di accorgersi che in politica esiste qualcuno che si prende cura del Paese più che del proprio potere”, afferma Forcellini Reffi. E ancora: “Non parlo solo del nostro Partito, che certamente non ha mai digerito questo subdolo modo di fare, ma di tutti coloro che hanno provato a offrire un sano contributo e che sono stati puntualmente accompagnati alla porta”.

Il passaggio centrale dell’editoriale riguarda le notizie riferite dal Dirigente del Tribunale su un presunto “piano parallelo” sostenuto da “personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari contro San Marino”, con menzione di reati di “attentato contro la integrità e la libertà della Repubblica di San Marino”. Nel comunicato si sottolinea: “In sostanza, come Sammarinesi, siamo venuti a conoscenza che qualcuno, supportato da personaggi politici, associazioni private e uomini d’affari, ha avuto l’intenzione di mettere a repentaglio la nostra sovranità, con i suoi oltre 1700 anni di storia”. E ancora: “Non so se è chiaro che – e qua prendo in prestito le parole di altri dell’Opposizione – in ordine di gravità, ‘dopo l’omicidio c’è questo’”.

Il presidente di D-ML ricostruisce quindi l’iter politico seguito in Consiglio Grande e Generale. “Appurata quindi la gravità della situazione, come si sono comportate le forze politiche in un momento così importante? In parole povere, per alcune di queste si tratta davvero di una ‘breve storia triste’”, si legge nel testo, che elenca le diverse posizioni assunte in Aula, evidenziando come la Maggioranza non abbia sostenuto l’Ordine del Giorno presentato dall’Opposizione per l’istituzione di una Commissione di Inchiesta e come si siano registrate divisioni interne.

Il comunicato prosegue richiamando la successiva presentazione di un progetto di legge da parte di AR per istituire la Commissione con tempistiche differenti. “Ora, indipendentemente dalle spiegazioni più o meno logiche che arrivano da diverse parti, potremo tutti quanti accettare di essere, nostro malgrado, nelle mani di una Maggioranza che, anche di fronte ai reati più gravi che minacciano la Repubblica, si comporta in questo modo?”, si legge ancora. “Perché il ‘no’ alla Commissione di Inchiesta o l’incapacità di riuscire a proporre una propria linea in una fase così delicata è un segnale tanto forte quanto inquietante”.

Nelle battute finali l’editoriale richiama il tema della responsabilità politica e della necessità di maggiore competenza. “Quello che sicuramente ci auguriamo è che i tentativi di distogliere l’attenzione della popolazione da ciò che sta accadendo siano inutili”, si legge, con riferimento a fatti di cronaca e annunci amministrativi ritenuti non comparabili alla portata della vicenda. La conclusione è affidata a un passaggio netto: “Ci serve di più. Al nostro Paese serve competenza dove può trovarla. E ci serve, in fretta, chi abbia davvero l’interesse a proteggere questa Repubblica”.

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