San Marino, Repubblica Futura: “Serve un piano strategico”

da | 7 Apr 2026

A San Marino torna al centro del dibattito politico il futuro del sistema finanziario, con Repubblica Futura che interviene con un comunicato molto duro sul quadro bancario e sulla necessità di una strategia chiara per il Paese. Il partito punta il dito contro quella che definisce una gestione opaca delle informazioni e contro l’assenza, a suo dire, di una visione strutturata sul destino del comparto creditizio sammarinese.

Il comunicato si apre con una riflessione sul modo in cui le notizie legate al sistema bancario emergono nel dibattito pubblico: “Sarà un caso, ma per avere informazioni sul sistema finanziario a San Marino si legge il Sole 24 Ore”. Da qui parte una critica più ampia sul livello di trasparenza interna e sul fatto che, secondo RF, alcuni passaggi cruciali del settore arrivino all’opinione pubblica più attraverso la stampa economica estera che tramite un confronto politico chiaro e diretto dentro il Paese.

Nel testo si legge infatti che “siamo un paese buffo, mentre il solito risiko bancario nostrano avrebbe dato luogo all’ennesimo tentativo di ‘colpetto di stato’, il maggior quotidiano economico italiano, cioè estero, spiega sempre con dovizia di particolari cosa sta accadendo nel settore finanziario sammarinese”. Una lettura che il movimento collega a dinamiche di potere e di comunicazione calibrata, sostenendo che “è evidente come qualcuno ai piani alti dei centri di potere – laddove si prendono davvero le decisioni – è avvezzo a fare uscire informazioni con precisione chirurgica”.

Repubblica Futura inserisce questo scenario all’interno del confronto politico tra maggioranza e opposizione, sostenendo che, mentre il fronte di governo si muoverebbe su ipotesi di soluzione per l’istituto di credito privato finito al centro della vicenda, l’opposizione sarebbe rimasta senza elementi concreti su cui discutere. “E così mentre a San Marino le forze di opposizione hanno mangiato la colomba nel blackout informativo, nella maggioranza si dice che Libera e PSD chiedano la soluzione di sistema per la banca privata al centro della bufera”, scrive il partito, aggiungendo che “intanto si prepara la tavola a livello mediatico”.

Nel comunicato viene richiamato anche l’intervento del Segretario di Stato Ciacci in Consiglio, indicato come uno dei primi segnali di questa impostazione comunicativa. RF osserva infatti che “a dire il vero aveva iniziato prima di Pasqua il Segretario Ciacci, che, al microfono del Consiglio, aveva evocato un fantomatico ‘piano B’ per la Banca”. Da qui il partito mette in discussione il racconto che starebbe circolando attorno al possibile futuro dell’istituto: “La comunicazione è strategica: cosa c’è di meglio di raccontare che a Dogana c’è la fila di investitori con la valigia piena di milioni in arrivo da Malta, Cina, Rimini, Dubai, Lussemburgo per andare a Faetano?”.

Nel merito della questione, Repubblica Futura ribadisce una linea precisa: “il destino di un istituto di credito privato debba restare in mano ai propri azionisti”, ma allo stesso tempo chiede piena trasparenza sull’eventuale coinvolgimento pubblico. In particolare, il partito rivendica il diritto di sapere “se saranno spesi soldi pubblici (investimenti, finanziamenti, allocazione di fondi pensione, investimenti di aziende pubbliche)”.

Il punto politico centrale, per RF, è proprio questo: capire se esista davvero una linea condivisa dentro il governo e nella maggioranza sul futuro del sistema bancario sammarinese. “Repubblica Futura chiede di nuovo di conoscere se il governo e la maggioranza nelle sue articolate componenti hanno un’idea sul futuro del sistema finanziario”, si legge nel testo. E subito dopo arriva la sintesi più netta del giudizio politico espresso nel comunicato: “L’impressione osservando dall’esterno e leggendo il Sole 24 Ore è che tutto sia fuori controllo”.

Il partito allarga poi il ragionamento alle ricadute concrete della vicenda, sottolineando l’assenza di una discussione pubblica su alcuni nodi considerati essenziali. “Nessuno parla del futuro dei dipendenti, asset strategico per la banca e per il paese; nessuno dice se lo Stato avrebbe i soldi per un nuovo e costoso salvataggio bancario”, scrive RF, portando il confronto sul piano delle conseguenze economiche e occupazionali.

Da qui la richiesta, ribadita ancora una volta, di una pianificazione di lungo periodo. “Da anni chiediamo un vero e proprio ‘piano A’ per il sistema bancario e finanziario nella prospettiva dell’accordo di associazione Ue”, afferma il movimento, precisando di averne più volte indicato gli indirizzi senza però ricevere risposte. Nel comunicato si legge infatti che “ne abbiamo dato più volte le coordinate, sempre inascoltati, mentre pochi nel governo e nella maggioranza continuano a giocare al risiko bancario”.

Nella nota c’è poi un passaggio dedicato anche ad altri fronti aperti del settore finanziario, a partire dalla cosiddetta vicenda bulgara e dalla richiesta di arbitrato con 150 milioni di risarcimento. Su questo punto Repubblica Futura contesta l’atteggiamento dell’esecutivo, sostenendo che “intanto il governo reagisce debolmente o scompostamente sulla vicenda bulgara e sulla richiesta di arbitrato con i 150 milioni di risarcimento”.

Sul piano delle iniziative istituzionali, il partito torna inoltre a chiedere un passaggio formale di approfondimento e verifica. “Repubblica Futura torna a chiedere l’istituzione in tempi rapidi della Commissione d’Inchiesta sul cosiddetto piano parallelo per accertare ogni responsabilità”, si legge nel comunicato, che però sottolinea come questo, da solo, non basti.

Il cuore della proposta politica è infatti tutto concentrato sulla necessità di una strategia di sistema, che definisca il ruolo pubblico e i limiti dell’intervento statale nel comparto bancario e finanziario. Nella parte conclusiva del testo, RF afferma che “serve anche altro. Il Paese ha necessità di un piano di sviluppo per il settore finanziario, trasparente e condiviso, per valorizzare gli asset strategici, definendo il perimetro dell’azione dello Stato nel settore finanziario”.

E proprio l’ultima parte del comunicato riassume il messaggio politico che il partito intende lanciare: “non può continuare ad assorbire in modo infinito le risorse dei cittadini, frutto di imposte, tasse e debito pubblico”. Una posizione che riporta al centro del confronto il tema del rapporto tra banche, finanza pubblica e sostenibilità delle scelte future in un settore che, ancora una volta, si conferma uno dei più delicati per gli equilibri di San Marino.

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