San Marino, Podeschi: “Riforma giustizia fallita dopo sentenze CEDU”

da | 11 Apr 2026

Una riflessione politica sulla giustizia sammarinese, alla luce delle recenti decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo. A firmarla è Marco Podeschi, che in un intervento pubblico su Facebook analizza le conseguenze delle sentenze relative ai casi Simoncini contro San Marino.

In Italia il governo traballa per l’esito del referendum sulla giustizia, a San Marino il governo non batte ciglio sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo”, scrive Podeschi, aprendo il suo intervento con un confronto tra i due sistemi.

Al centro della riflessione ci sono le decisioni della Corte europea. “Le decisioni sui casi Simoncini vs. San Marino impongono una riflessione”, sottolinea, mettendo in discussione il percorso di riforma avviato negli anni scorsi.

Nel mirino dell’analisi c’è la cosiddetta miniriforma della giustizia varata nella legislatura 2019-2024 sotto la guida dell’allora Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini. “La miniriforma della giustizia fatta a velocità della luce dal governo nella legislatura 2019-2024 con Massimo Andrea Ugolini Segretario di Stato per la Giustizia che senso ha avuto?”, si legge nel testo.

Podeschi richiama anche gli obiettivi dichiarati dalla Segreteria di Stato per la Giustizia, citando direttamente i documenti ufficiali: “Tra gli obiettivi da raggiungere dalla Segreteria e dal Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini vi era, in primis, il rinnovamento e il miglioramento dello Stato di Diritto della Repubblica di San Marino… É arrivata infine quella spinta riformatrice che da moltissimo tempo si attendeva”.

Secondo l’ex segretario, però, le valutazioni dei giudici europei vanno in direzione opposta. “Le considerazioni dei giuristi della corte europea contenute nei pronunciamenti seppelliscono la riforma Ugolini e la gestione della giustizia sammarinese dal 2020 in avanti”.

La critica si fa più netta entrando nel merito delle conseguenze. “Se la “spinta riformatrice che da moltissimo tempo di attendeva” è quella contenuta nelle motivazioni contenute nei casi Simoncini vs. San Marino, allora c’è da farsi qualche domanda rispetto a un totale disastro realizzato dal Segretario di Stato per la Giustizia”.

Nel confronto con l’Italia, Podeschi evidenzia una differenza di reazione politica. “Rispetto all’Italia in cui la riforma della giustizia è stata bocciata dai cittadini, con la regola democratica del referendum facendo traballare vistosamente l’esecutivo, qui è ancora peggio”.

Il giudizio sulla riforma è netto. “La riforma Ugolini e quello che ne è conseguito dopo… ha fatto regredire le lancette dello stato di diritto e portato alle decisioni della Corte”, scrive, sottolineando anche il ruolo di chi ha portato il caso davanti alla Corte europea.

Nel passaggio finale, la riflessione si concentra sulle responsabilità politiche e sulle possibili conseguenze economiche. “Il Segretario di Stato riformatore ha fatto un disastro ma non solo, ha arrecato danni economici allo Stato. Le pagherà lui gli oneri?”.

Podeschi ricorda comunque che il procedimento non è ancora definitivamente concluso. “Per onestà intellettuale ricordo che le parti potrebbero chiedere di accedere all’ultima fase del ricorso presso la CEDU, la Grande Camera”.

Resta però, secondo l’autore, un quadro già definito. “Ma il tenore delle considerazioni espresse dai giuristi è chiaro, limpido e tranchant”. E conclude con una domanda diretta: “Massimo Andrea Ugolini ha letto le decisioni della CEDU? Ammetterà il gigantesco errore commesso della sua miniriforma…?”.

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