C’è una domanda che gira sottovoce, tra una serranda abbassata e una vetrina spenta: dove si incontrano oggi i giovani in Repubblica? Dove si passa il tempo, dove si cresce, dove si sogna un futuro che non abbia come prima fermata la Statale verso la Riviera?
Negli ultimi mesi, INSIDER.SM ha raccontato le chiusure che hanno segnato il centro e i Castelli: Enzu, Walter e Lella, Match Point. Nomi che non sono solo insegne, ma pezzi di memoria collettiva. Luoghi dove si è riso, discusso, fatto tardi, costruito amicizie. Oggi, al loro posto, resta spesso il silenzio.
Eppure non è sempre stato così.
C’è stato un tempo — anche nei periodi più duri, persino negli anni della Black List — in cui la Repubblica ribolliva di vita. Accanto agli “eroici” che resistono ancora, c’erano lo SNAPS, il King Bar, il Club Republic, la Divina Commedia, l’Exept, la Scala, poi Vision, il DNA. C’erano i weekend al Birraio, gli eventi al Multieventi, gli University Party in Città, il Bar del Tiro, e tanti altri che siamo sicuri scriverete nei commenti. Ogni fine settimana era una sfida: il DJ migliore, il tema più folle, la band che portava gente da tutta la zona.
C’era persino quella figura oggi quasi mitologica: il PR. A volte invadente, sì. Ma era una macchina organizzativa ambulante: aperitivo, cena, serata, pullman. Dovevi solo scegliere e uscire di casa. Il resto era già pronto.
Oggi, spesso, la scena è un’altra: si scorre un reel su Instagram, si esita, si prende la macchina e si scende in Riviera. E si torna con la sensazione che qui, in casa, qualcosa si sia fermato. La voglia di restare, di costruire, di inventare.
INSIDER.SM non vuole fare nostalgia. Vuole fare una chiamata.
Perché un Paese senza luoghi di incontro non perde solo locali. Perde energia, legami, futuro. E il disagio giovanile non nasce solo dai grandi problemi: nasce anche dal non sapere dove andare, con chi stare, cosa organizzare.
Cari giovani, questo è un appello a voi.
Non scappate. Non rassegnatevi. Fatevi sentire. Proponete, occupate spazi, chiedete, create. La vita di una Repubblica non la tengono accesa solo le istituzioni o le politiche pubbliche. La tengono accesa le persone che la vivono.
San Marino non è un Paese per soli “pensionati atipici”.
È — o può tornare a essere — un Paese per chi ha voglia di restare dopo cena, di continuare la serata, di immaginare qualcosa che non c’è ancora.
Le luci non si riaccendono da sole.
Si riaccendono quando qualcuno ha il coraggio di premere l’interruttore.
E quell’interruttore, oggi, è anche nelle vostre mani.
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