San Marino nel caso dei voli fantasma: jet usati dall’Iran per aggirare l’embargo

da | 16 Mar 2026

Il nome di San Marino compare in un’inchiesta sui cosiddetti “voli fantasma” utilizzati dall’Iran per aggirare le sanzioni internazionali sull’aviazione civile. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, alcuni velivoli avrebbero volato con registrazioni sammarinesi falsificate, utilizzate per nascondere l’effettiva destinazione dei jet.

Il meccanismo sfrutterebbe vecchi aerei commerciali e documentazione alterata per permettere alle compagnie iraniane di acquistare o trasferire velivoli e pezzi di ricambio nonostante l’embargo occidentale. Da anni infatti le sanzioni vietano la vendita all’Iran di aeromobili civili e componenti come motori, ruote o parti strutturali.

Tra i casi citati dal Corriere della Sera compare un Boeing 737 di oltre trent’anni con codice T7-HRA, registrato formalmente a San Marino. Nel settembre 2025 l’aereo è decollato dall’Oman e, una volta entrato nello spazio aereo iraniano, ha spento il transponder, scomparendo dai sistemi di tracciamento dei voli.

Un episodio simile riguarda un MD-83 con matricola T7-AKR, partito anch’esso dall’Oman e ricomparso settimane dopo a Teheran con una nuova registrazione iraniana, integrato nella flotta di una compagnia locale.

Secondo l’inchiesta, la strategia utilizzata per aggirare le restrizioni si basa su triangolazioni internazionali e su registrazioni temporanee in Paesi con controlli meno stringenti. In diversi casi gli aerei risultano immatricolati in Stati africani o in registri aeronautici poco trasparenti.

La comparsa dei codici sammarinesi ha però spinto l’Autorità per l’aviazione civile di San Marino a intervenire. L’ente ha infatti segnalato all’Icao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’aviazione civile, che alcune matricole con prefisso “T7” sarebbero state utilizzate con documenti falsificati e non risultano registrate nel registro ufficiale del Titano.

San Marino ha quindi chiesto ai Paesi membri dell’Icao di bloccare immediatamente eventuali velivoli con quelle sigle qualora venissero individuati nei loro aeroporti. Tra i codici segnalati figurano T7-AKR, T7-FRI, T7-HMD, T7-HRA e T7-TNA.

Secondo il Corriere della Sera, il rischio per la piccola Repubblica è di essere coinvolta indirettamente nel traffico illegale di aeromobili, nonostante non abbia alcuna responsabilità diretta nelle registrazioni falsificate.

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