Il 5 febbraio la Repubblica di San Marino celebra una delle ricorrenze più significative della propria storia: la liberazione dall’occupazione del cardinale Giulio Alberoni, avvenuta nel 1740, e la Festa di Sant’Agata, co-patrona della Repubblica. Una giornata che unisce memoria storica, tradizione religiosa e valori identitari, profondamente radicati nella comunità sammarinese.
La ricorrenza ricorda la fine dell’occupazione imposta dal cardinale Alberoni, episodio che segnò un momento cruciale per l’autonomia e la sovranità dello Stato. Accanto alla dimensione civile, la giornata è dedicata anche al culto di Sant’Agata, figura centrale nella tradizione religiosa sammarinese e simbolo di protezione e fedeltà alla Repubblica.
Tra gli elementi più caratteristici delle celebrazioni vi è la processione verso la Basilica, guidata dai parroci del Castello di Serravalle e del Castello di Borgo Maggiore. Un ruolo che affonda le radici nella storia: all’arrivo delle truppe occupanti, infatti, i cittadini di questi due Castelli non manifestarono particolare opposizione all’invasore. Per questo motivo, ancora oggi, sono loro ad aprire il corteo religioso, raggiungendo per primi la Basilica del Santo come segno di fedeltà alla Repubblica.
La Festa di Sant’Agata rappresenta così un momento di forte valore storico e identitario, che rinnova il legame tra la Repubblica, le sue istituzioni e la tradizione religiosa. È anche un’occasione per riscoprire il Centro Storico di San Marino, il suo patrimonio culturale e il significato profondo delle sue celebrazioni civili e religiose.




