“Non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle”. È quanto ha dichiarato Jessica Moretti, proprietaria del discobar Constellation di Crans-Montana, durante l’interrogatorio odierno nell’ambito dell’inchiesta sul rogo di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 persone.
Nel corso dell’audizione, Moretti ha anche sostenuto che la sera del 31 dicembre fossero presenti due buttafuori. Dalla documentazione raccolta dalla procura, però, risulterebbe formalmente ingaggiato un solo addetto alla sicurezza.
Pochi minuti prima dell’inizio dell’interrogatorio si è verificato un momento di tensione davanti all’aula universitaria dove si svolgeva l’audizione. I coniugi Moretti, arrivati scortati dalla polizia insieme ai loro legali, sono stati avvicinati da alcuni familiari delle vittime. Ne è nato un parapiglia con spintoni e accuse.
Durante il confronto verbale, una madre ha gridato: “Siete la mafia, avete pagato 200 mila franchi ed è finita!”. Jacques Moretti ha risposto: “No, non c’è mafia, sono un lavoratore”. Alla domanda “Dov’è mio figlio? Come dormite? Come mangiate? Come respirate? Mio figlio dov’è?”, il proprietario ha replicato: “Mi dispiace, mi dispiace, ci prenderemo le nostre responsabilità, siamo qui per la giustizia”.
Anche Michel Pidoux, padre di Tristan, 17 anni, tra le vittime dell’incendio, ha commentato l’accaduto: “Dicono che la colpa è di Cyanne, che la colpa è del Dj, che la colpa è del Comune, ma per niente è colpa loro, solo parole e parole, questa gente non ha il cuore, solo il cuore dei soldi”. E ha aggiunto: “Jacques ci ha detto che prenderà la sua colpa, ma non prende niente, solo parole. Quando va dentro non parla più dice che è colpa di tutti meno che sua e di sua moglie”.
L’inchiesta sul rogo del Constellation prosegue per accertare responsabilità e eventuali carenze nelle misure di sicurezza.




