Si è conclusa con una piena assoluzione la vicenda giudiziaria che aveva coinvolto il professionista sammarinese Mark Pasquale Berti, condannato in primo grado nel 2023 per riciclaggio in concorso. La sentenza di appello, depositata a maggio 2025, ha ribaltato il precedente verdetto, stabilendo che il fatto non sussiste.
Secondo l’impostazione accusatoria originaria, Berti avrebbe contribuito a occultare 490.000 euro su un conto dell’ex Banca Cis, somme che l’accusa riteneva riconducibili a reati di appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta e violazioni tributarie. Il giudice David Brunelli, pronunciandosi in appello, ha invece disposto anche la restituzione integrale del denaro sottoposto a sequestro.
I difensori, Stefano Pagliai ed Elena Zaghini, hanno riferito che la decisione mette definitivamente fine a una vicenda che aveva avuto pesanti ricadute personali, reputazionali ed economiche sull’imputato e sulla sua famiglia. Attraverso i legali, Berti ha fatto sapere di non aver mai perso fiducia nelle istituzioni, nonostante la condanna di primo grado a 4 anni e 4 mesi di reclusione.
Sempre secondo quanto riportato dalla difesa, le somme oggetto del procedimento provenivano da vendite effettuate tramite aste immobiliari nell’ambito di procedure esecutive gestite dalle autorità giudiziarie italiane, risultando quindi di provenienza lecita.




