Un contatto sui social, poi i messaggi a sfondo sessuale, infine il ricatto. È così che un cittadino riminese è finito nel mirino di una truffa estorsiva online che si è conclusa con la denuncia di un 18enne incensurato residente nel Cremonese, deferito in stato di libertà dai Carabinieri della Stazione di Rimini Viserba con l’accusa di estorsione.
L’indagine è partita dalla denuncia presentata dalla vittima, che aveva iniziato a chattare con un interlocutore conosciuto attraverso una piattaforma social. Dopo una conversazione dai contenuti intimi, la situazione è precipitata in pochi istanti. Dall’altra parte dello schermo sono infatti arrivate pesanti minacce: al riminese è stato chiesto di versare 3.000 euro, con l’avvertimento che, in caso di rifiuto, sarebbero state diffuse false accuse sul presunto possesso di materiale pedopornografico.
Schiacciato dalla paura e dalla pressione psicologica, l’uomo ha finito per pagare la somma richiesta. Il denaro è stato trasferito su diversi conti correnti poi risultati riconducibili al giovane indagato.
A quel punto sono entrati in azione i militari dell’Arma, che si sono mossi subito per seguire la traccia del denaro e ricostruire i movimenti bancari. L’attività investigativa ha permesso di identificare il presunto autore e, soprattutto, di intervenire in tempo utile per evitare che il denaro sparisse.
Grazie al rapido contatto con gli istituti di credito e al successivo decreto di sequestro emesso dall’Autorità giudiziaria di Rimini, le somme versate sono state infatti bloccate, consentendo così alla vittima di poter recuperare quanto sottratto.
La vicenda riaccende l’attenzione su un fenomeno sempre più diffuso, quello delle estorsioni online a sfondo sessuale, che spesso partono da profili apparentemente innocui e da conversazioni private usate poi come strumento di pressione.
Proprio per questo i Carabinieri invitano a mantenere massima prudenza nelle interazioni sui social, evitando di condividere contenuti sensibili con persone sconosciute o profili non verificati. L’appello è anche quello di denunciare subito ogni minaccia o tentativo di ricatto: agire tempestivamente, in casi come questo, può fare la differenza.




