Responsabilità giuridica e politica: due concetti chiave nel caso Bulgari a San Marino. Quanto vale il rispetto per un popolo? Il caso Bulgari a San Marino ha sollevato importanti questioni sulla responsabilità giuridica e politica di cui una, non deve escludere l’altra per arrivare alla verità. E’ il momento di far emergere tutte le figure che a vario titolo, sono coinvolte. Per capire meglio i piani di responsabilità che non sono in conflittualità l’uno dall’altro né tantomeno interferiscono sul piano della chiarezza e trasparenza delle azioni, è bene ricordare che la responsabilità giuridica si riferisce alla responsabilità di un individuo o di un ente di rispondere delle proprie azioni davanti alla legge. Nel caso Bulgari, la responsabilità giuridica è stata invocata per indagare su presunti multipli reati. La magistratura sammarinese ha aperto un’inchiesta e ha disposto misure cautelari per garantire la sicurezza delle prove e la presenza di indagati. i capi di imputazione sono i seguenti: – Attentato contro l’integrità e la libertà della Repubblica di San Marino: questo capo di imputazione riguarda le azioni volte a minare la stabilità e la sovranità dello Stato. – Attentato contro la libertà dei poteri pubblici: si riferisce alle azioni che ostacolano il funzionamento delle istituzioni pubbliche. – Minaccia contro l’autorità: riguarda le azioni che minacciano la sicurezza e l’autorità delle istituzioni pubbliche. – Corruzione privata: riguarda le azioni di corruzione che coinvolgono soggetti privati. – Amministrazione infedele: questo capo di imputazione si riferisce alle azioni di mala amministrazione che causano danni allo Stato o a soggetti privati. – Riciclaggio: riguarda le azioni volte a occultare l’origine illecita di denaro o beni. La responsabilità politica, invece, si riferisce alla responsabilità di un politico o di un governo di rispondere delle proprie azioni davanti al popolo. Nel caso Bulgari, la responsabilità politica è stata invocata per chiedere chiarimenti sulla gestione della vendita della Banca di San Marino e sulle presunte pressioni esercitate sulla magistratura. L’opposizione ha presentato un ordine del giorno per chiedere la costituzione di una commissione di inchiesta al fine di valutare le responsabilità politiche. La maggioranza però, ha deciso di posticipare la nomina di una Commissione di inchiesta al termine dell’inchiesta giudiziaria. Nel caso Bulgari, la distinzione tra responsabilità giuridica e politica è fondamentale per comprendere le dinamiche in gioco e per garantire che le istituzioni sammarinesi funzionino correttamente. Un Paese che dichiara la presenza statuaria di uno Stato di Diritto centenario, non dovrebbe aver paura di far luce sulla verità, indagare sui fatti e sulle circostanze che hanno portato alla situazione attuale. Identificare i responsabili di eventuali illeciti e raccomandare azioni per porre rimedio alle ingiustizie subite. Promuovere la trasparenza per garantire che i componenti delle istituzioni rendano conto delle loro azioni al fine di aiutare a restaurare la fiducia. Il governo di San Marino sembra avere paura della commissione di inchiesta sui bulgari perché potrebbe rivelare legami tra politici e la cosiddetta “Cricca”, un gruppo di persone sammarinesi e non, che risultano i registi degli atti illeciti. La commissione d’inchiesta potrebbe anche mettere in luce eventuali irregolarità nella vendita della Banca di San Marino (BSM) e questo potrebbe danneggiare la reputazione del governo e degli eventuali politici coinvolti. Le domande fondamentali che i cittadini devono porgersi in questo momento complicato per le Repubblica, sono le seguenti: ” la politica mi rappresenta e tutela i miei diritti?” ed ancora: “quanto vale la tutela del singolo a scapito della comunità?”, specialmente se quel singolo ha un ruolo istituzionale? La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che il diritto all’informazione è un aspetto fondamentale della libertà di espressione e dell’informazione, e che gli Stati hanno l’obbligo di garantire che i cittadini abbiano accesso a informazioni accurate e imparziali. Inoltre, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, prevede che gli Stati debbano garantire la trasparenza e l’informazione nella gestione della cosa pubblica e che i cittadini abbiano il diritto di accedere a informazioni relative alle attività pubbliche. Pertanto le commissioni di inchiesta sono strumenti fondamentali per fare luce sulla verità e promuovere la giustizia. Sono importanti per restaurare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e prevenire il ripetersi di errori. È necessario però istituire commissioni di inchiesta efficaci, con un mandato chiaro, membri indipendenti e risorse necessarie. Solo così possiamo costruire una società più giusta e più trasparente. La verità è come il sole, può essere offuscata per un momento, ma non può essere spenta (Anonimo).
Rita Mularoni Portavoce Comitato PRO SAN MARINO
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