La sentenza pubblicata nei giorni scorsi dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo riaccende il confronto politico a San Marino sulla riforma della giustizia varata nella scorsa legislatura. A intervenire è Repubblica Futura, che parla di una decisione che “ha del clamoroso” e che, secondo il movimento, “sconfessa buona parte delle politiche in materia di giustizia portate avanti nella scorsa legislatura”.
“Sia chiaro: Repubblica Futura non intende entrare nel merito delle legittime richieste avanzate da un magistrato sammarinese, ma l’intera vicenda pone comunque più di un interrogativo sul piano generale”, si legge nel comunicato diffuso dall’Ufficio stampa.
Al centro della vicenda, secondo RF, vi è la legge qualificata n. 1/2020, che modificava retroattivamente la composizione del Consiglio Giudiziario. “Oggetto della censura della Corte europea infatti è proprio la legge qualificata n. 1/2020 approvata dalla maggioranza dell’epoca e sempre assiduamente contestata dal nostro movimento, norma che andava a modificare retroattivamente la composizione del Consiglio Giudiziario”.
Il movimento richiama le conseguenze di quella riforma: “La conseguenza di questo obbrobrio normativo ha comportato la revoca di quattro giudici e del Dirigente del Tribunale dell’epoca (…) nella famigerata seduta fiume del Consiglio Giudiziario del 24 luglio 2020, ed una redistribuzione dei fascicoli in Tribunale attuata con il favore delle tenebre”.
RF ricorda di aver contestato fin dall’inizio la riforma. “Repubblica Futura infatti aveva da subito capito il potenziale devastante della riforma targata Massimo Andrea Ugolini, ed ha promosso un referendum confermativo, allora non ammesso dal Collegio Garante”. Nel comunicato si sottolinea inoltre che “Ogni tentativo promosso nelle sedi competenti da RF è stato rigettato. Sempre”.
Il movimento cita anche i richiami arrivati in passato da organismi internazionali: “Allo stesso tempo erano arrivati anche pesanti moniti sull’applicazione aberrante della legge retroattiva dal Segretario Generale del Consiglio d’Europa, dal Commissario Europeo per i Diritti Umani, ed infine da un nutrito gruppo di giuristi italiani ex membri del Collegio Garante. Tutti appelli caduti nel vuoto”.
Secondo Repubblica Futura, “La sentenza di oggi quindi, seppur non definitiva, pare purtroppo annunciata e travolge – questo sì – l’intera Repubblica di San Marino agli occhi dell’opinione pubblica internazionale, mostrando come tanti sforzi deve ancora compiere il nostro Paese per adeguarsi agli standard internazionali in materia di stato di diritto”.
Nel comunicato si evidenzia inoltre “l’assoluto silenzio sul punto da parte di maggioranza e governo, affetti da un comprensibile imbarazzo” e si pongono interrogativi sulle scelte compiute in merito alla ricusazione del Giudice nazionale a Strasburgo e su eventuali deliberazioni del Congresso di Stato.
“Ci chiediamo ora se Libera sosterrà un possibile ricorso alla sentenza, qualora il Governo lo volesse proporre. Noi attenderemo serenamente i passi che saranno compiuti. Quando ci sarà una verità definitiva stabilita dalla Corte europea, allora sarà il caso di rispettarla e di capire davvero cosa è successo quella tragica notte del 24 luglio 2020”, conclude RF.
Il movimento ribadisce infine la propria posizione: “Anche su questo RF continuerà come sempre a far sentire la propria voce e non serviranno minacce, provocazioni o lusinghe per metterci a tacere. Poco importa se, come va ripetendoci qualcuno dalla maggioranza, non andremo mai al governo se non cambieremo la nostra posizione sulla giustizia. Noi combattiamo per il diritto, per i sammarinesi, per l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge”.




