Nuovi elementi emergono dall’inchiesta sulla tentata scalata a Banca di San Marino e sul cosiddetto “piano parallelo”. Come riporta San Marino RTV, i magistrati hanno desecretato oltre 3.000 atti e documenti che erano finora coperti da segreto istruttorio, consentendo di delineare con maggiore precisione il quadro accusatorio.
Il primo filone dell’indagine, aperto il 25 luglio, ipotizza i reati di amministrazione infedele, corruzione privata e riciclaggio. Tra gli indagati figurano Andrea Del Vecchio, la moglie Marina Manduchi, il figlio Alessandro Manduchi Del Vecchio, il finanziere bulgaro Assen Christov, la società Ibc srl – ritenuta possibile veicolo di una tangente da 500 mila euro – e San Marino Group Spa.
Un secondo filone riguarda invece il presunto “piano parallelo”, con accuse molto più gravi come attentato contro l’integrità territoriale e la libertà perpetua della Repubblica e minaccia all’autorità. In questa parte dell’inchiesta risultano indagati i coniugi Del Vecchio e Manduchi, insieme a Assen Christov, Silvia Rometti e Federico Cerbella. Il commercialista Franco Norri è indagato per falsa testimonianza e, insieme a Natale Arcuri, anche per favoreggiamento.
Secondo quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti ritengono che vi fosse un tentativo di fare pressione per ottenere l’archiviazione dell’indagine e la restituzione delle somme sequestrate, così da rilanciare l’operazione di acquisizione delle quote della banca. Tra gli episodi citati figura anche un incontro a Roma tra Del Vecchio e Christov l’11 gennaio, poco dopo il rientro dell’imprenditore da Tenerife, dove si trovava in vacanza con la moglie tra il primo e il secondo arresto.
Negli atti emergerebbero inoltre strategie di pressione mediatiche e politiche, sia in Italia sia all’interno di San Marino, con l’individuazione di figure istituzionali da avvicinare o da colpire mediaticamente. In alcune conversazioni, riportano gli investigatori, si arriverebbe persino a ipotizzare azioni intimidatorie contro i magistrati titolari dell’indagine.
Sullo sfondo dell’inchiesta compare anche l’ombra della massoneria. In una delle intercettazioni, Del Vecchio parlerebbe con il figlio del contesto nel quale sviluppare il “piano parallelo”, affermando: «Quassù è umbra e laziale». Gli inquirenti hanno inoltre rilevato che la sede del Grande Oriente d’Italia a Perugia si trova nello stesso edificio dell’ufficio di Federico Cerbella, indicato come uno dei presunti sodali coinvolti nell’indagine.
Elementi che, secondo quanto riferisce San Marino RTV, contribuiscono a delineare un quadro investigativo complesso, nel quale si intrecciano interessi finanziari, pressioni politiche e possibili reti di relazioni occulte.




