Pianificazione territoriale: scontro totale in Commissione. Al via l’esame del progetto di legge

da | 7 Apr 2026

I lavori della Commissione si aprono con il comma “comunicazioni”: a tenere banco sono soprattutto  le tematiche riguardanti la crisi energetica e dei carburanti e i lavori per l’installazione di nuove antenne. Gaetano Troina (D-ML) apre criticando i lavori sull’antenna nelle adiacenze del Kursaal, chiedendo perché non siano stati spiegati né alla cittadinanza né alle forze politiche. Poi insiste sull’emergenza abitativa, parlando di affitti “fuori controllo” e di cittadini costretti a vivere fuori San Marino. Secondo Troina è evidente una speculazione sul mercato e servono interventi urgenti. Il tema energetico domina gran parte degli interventi. Miriam Farinelli (RF) collega la crisi dei carburanti alle tensioni internazionali e alla dipendenza dal petrolio, sostenendo che serva accelerare sulle energie rinnovabili e sull’efficienza. Si chiede anche se il Paese sia davvero pronto a gestire un’emergenza, ad esempio per garantire servizi essenziali come la sanità. Matteo Casali (RF) è ancora più critico e parla apertamente di mancanza di risposte da parte del Governo. Sottolinea che non esiste un vero piano, né strutturale né di emergenza, e pone domande all’esecutivo: ci sono scorte di carburante? per quanto durano? esiste un piano in caso di crisi nei trasporti? Secondo Casali la situazione sta peggiorando rapidamente e San Marino rischia di farsi trovare impreparato. Sulla stessa linea Emanuele Santi (Rete), che accusa il Paese di non fare nulla mentre la crisi si avvicina. Ricorda una proposta di legge sull’autonomia energetica, presentata da Rete e rimasta ferma, e critica anche la gestione del progetto dell’antenna, definendolo poco trasparente e mai condiviso. Guerrino Zanotti (Libera) sposta l’attenzione sugli effetti sociali della crisi. Richiama i dati della Caritas e sottolinea un aspetto molto preoccupante: anche chi lavora non riesce più ad arrivare a fine mese. Per Zanotti il problema non è solo energia o casa, ma anche salari e potere d’acquisto, e chiede al Governo di dare segnali chiari e concreti. In materia di caro-carburanti, il Segretario di Stato Matteo Ciacci riconosce la gravità della situazione e concorda sulla necessità di risposte più strutturate. Spiega che San Marino non può disallinearsi troppo dall’Italia sul fronte delle accise, ma sostiene che qualche intervento si possa comunque fare, a partire dalla SMAC. Ricorda poi che oggi la produzione interna di energia elettrica copre circa il 12% del fabbisogno e che entro l’anno dovrebbe superare il 20% grazie all’investimento a Brescia. Aggiunge che si sta lavorando con AASS per trovare strumenti più stabili e meno esposti alle oscillazioni del mercato, pur ammettendo che “non è sufficiente” e che serve una strategia più ampia. Sulla casa Ciacci dice che la legge ha dato risultati “a chiaroscuro”: alcuni segnali positivi ci sono stati, ma il problema non è risolto e resta centrale il tema dell’offerta abitativa. Sull’antenna, infine, riconosce le perplessità nate attorno al cantiere, ma difende la scelta spiegando che sono stati acquisiti i pareri favorevoli necessari per andare avanti. Infine Aida Maria Adele Selva (PDCS) collega la crisi energetica ai conflitti internazionali e invita a guardare il problema in modo più ampio. Sottolinea anche il peso del carovita sulle famiglie e aggiunge che le difficoltà aumentano nei nuclei separati, dove i costi raddoppiano.

Inizia quindi, al comma 2, la lunga maratona del progetto di legge “Disposizioni sulla Pianificazione Territoriale Strategica – Norme per lo sviluppo e la valorizzazione del Territorio – Interventi straordinari con finalità sociali”. Il Segretario di Stato Matteo Ciacci difende la scelta del Governo spiegando che non si è voluto inseguire un nuovo PRG complessivo, ma costruire una legge di pianificazione strategica territoriale capace di dare insieme una visione generale e alcune risposte immediate, soprattutto sul fronte abitativo. Ciacci afferma che “questa è una pianificazione di carattere generale” ma anche che contiene “disposizioni immediatamente applicabili”, pensate per affrontare bisogni sociali non più rinviabili. Da una parte la pianificazione tematica come strumento più flessibile e moderno, dall’altra interventi subito attivabili su cohousing, studentato e comunità abitative. Ciacci insiste molto sul fatto che “non possiamo però pensare di costruire tutto sui terreni agricoli o di procedere per continue deroghe sul nostro territorio” e presenta quindi la legge come un tentativo di usare aree già previste dal PRG del 1992 per rispondere all’emergenza casa senza consumare nuovo suolo in modo indiscriminato. Il Segretario ricorda che “non c’è alcun intervento sul dissesto idrogeologico, anzi. Noi andiamo semmai a intervenire con un piano di tutela specifico proprio sul dissesto idrogeologico, perché per il resto la cartografia che viene depositata è quella del 1992 e quindi tutto il tema del dissesto non viene minimamente toccato”. Ciacci difende anche il metodo seguito e rivendica che la legge nasce da studio interno e da una sintesi tra le forze politiche: “Non nascondo affatto che questa legge sia frutto di mediazione. Ma la mediazione è il cuore della politica”. Quindi replica alle critiche sollevate dalle opposizioni in conferenza stampa, sostenendo che “vi sia stata una lettura un po’ superficiale della norma” e che sia stata costruita “una narrazione completamente diversa rispetto al testo reale”. “Credo – è la conclusione del Segretario di Stato – che le esigenze sociali del nostro Paese meritino una risposta più veloce rispetto ai tempi della pianificazione territoriale generale e tematica. Ed è per questo che siamo voluti intervenire con un approccio più rapido e più concreto.  

 

L’opposizione, però, attacca in blocco questa impostazione. Matteo Casali (RF) è tra i più duri e sostiene che in due anni di legislatura si è passati dal dire che il PRG era lo strumento fondamentale al considerarlo improvvisamente superato. Per Casali il problema vero è che non si è mai spiegato fino in fondo perché il progetto Boeri sia stato accantonato e denuncia come grave il fatto che si rivendichi di aver fatto una legge “in casa” senza fare i conti con “un progetto e uno studio pagato dai cittadini”. La critica di Casali è radicale: non crede nella pianificazione “a strati”, non vede una vera visione di sviluppo e considera la legge pericolosa perché lascia troppo spazio alla politica e alla CPT. Il commissario parla di norma “reazionaria”, perché riporterebbe il Paese a una stagione di discrezionalità sul territorio, di “mani libere della politica o del politico di turno sul territorio”. Gaetano Troina (D-ML) richiama direttamente il programma di governo e legge in Commissione alcuni passaggi per chiedere conto di cosa sia stato davvero fatto in questi due anni. Pone quindi delle domande: quali soggetti hanno lavorato davvero a questo progetto? E soprattutto perché si è scelta questa strada invece di un PRG complessivo? Troina nega con forza che le critiche dell’opposizione siano generiche e reagisce alla frase di Ciacci sulle “falsità” dette in conferenza stampa. Dice infatti che il progetto è stato letto “molto bene” e che le osservazioni dell’opposizione sono “puntuali, tecniche”. Anche Troina insiste sul rischio che la nuova funzione H diventi uno strumento per aprire varchi in zone delicate e considera molto grave la norma sul dissesto idrogeologico, perché a suo giudizio consente di costruire anche in aree critiche se il tecnico assevera che, con determinate cautele, si può fare. Emanuele Santi (Rete) spiega che i gruppi di opposizione, pur lavorando separatamente, sono arrivati tutti alla stessa conclusione, cioè di trovarsi davanti a “un progetto pericoloso”. Accusa Libera e la Segreteria al Territorio di aver chiesto per anni il PRG e di aver poi cambiato strada una volta arrivati al governo. A suo giudizio il problema centrale è che si “spacchetta” il PRG del ’92 senza affrontare il quadro complessivo del territorio e senza dare risposta a nodi essenziali come la zonizzazione, la convivenza tra aree residenziali e industriali e la visione di sviluppo del Paese. Santi insiste molto anche sul rischio che studentati e cohousing, soprattutto in area privata, possano diventare operazioni immobiliari mascherate, dato che il vincolo della funzione H può decadere dopo un certo numero di anni. E chiude con un’accusa: secondo lui questa legge “non è uno strumento di tutela del territorio”, ma uno strumento che permetterà alla politica di “continuare a mettere le mani sul territorio”.

Dalla maggioranza, invece, arriva una difesa compatta. “Finalmente, dopo trent’anni dal PRG del 1992, si interviene di nuovo sul territorio” afferma Giulia Muratori (Libera).Il punto centrale, secondo Muratori, non è restare ancorati al dibattito sul piano Boeri, ma prendere atto che per decenni il Paese è rimasto fermo e che ora si sta almeno provando a sbloccare una situazione incancrenita. Difende lo strumento scelto definendolo “più dinamico, più moderno” e respinge l’idea che manchi una visione, sostenendo che la visione emergerà progressivamente attraverso i piani tematici. Muratori difende con forza anche la funzione H, spiegando che serve proprio a normare per legge funzioni nuove come cohousing e studentato, evitando che restino affidate alla discrezionalità della CPT. E rivendica la necessità di dare una risposta immediata all’emergenza abitativa e all’Università, dicendo senza mezzi termini che lo studentato viene chiesto “ormai in ginocchio” dall’ateneo sammarinese. Gian Carlo Venturini (PDCS) rafforza questa linea e sostiene che le critiche dell’opposizione siano “fuori luogo”. Per lui il pregio della legge è proprio quello di cambiare strumento e di farlo in modo più adatto alla realtà sammarinese, con piani tematici ordinati gerarchicamente e con una priorità data finalmente alla tutela idrogeologica e territoriale. Venturini difende anche l’idea che alcune funzioni nuove possano aiutare i Castelli più piccoli e rispondere a bisogni sociali concreti, ad esempio rafforzando la presenza di residenti dove oggi ci sono problemi di tenuta di servizi come scuole o uffici postali. Anche sulla rigenerazione speciale insiste sul fatto che non ci sarà una delega in bianco, perché le convenzioni dovranno comunque passare dal Consiglio. Paolo Crescentini (PSD) appoggia senza esitazioni il progetto e parla di una maggioranza che dimostra di “avere le idee chiare”. Per lui il valore della legge sta sia nel fatto che dopo 34 anni si torna a parlare davvero di pianificazione, sia nel fatto che si introducono strumenti come cohousing, studentato e comunità abitative. Anche lui, come altri esponenti della maggioranza, contrappone la scelta di oggi all’immobilismo del passato e rimprovera alle opposizioni di aver presentato soprattutto emendamenti abrogativi invece di proposte migliorative.

In fase di replica, il Segretario di Stato Matteo Ciacci è critico con Troina e Santi, ricordando che anche loro, nella scorsa legislatura, avrebbero potuto portare avanti il piano Boeri. Il Segretario ribadisce che la maggioranza considera questa riforma “un passo in avanti sicuramente importante” e insiste sulla logica delle “due velocità”: da una parte la pianificazione tematica, dall’altra interventi subito applicabili per rispondere alle emergenze sociali, soprattutto sul fronte abitativo. Difende la funzione H e respinge l’idea che ci siano aree già scelte discrezionalmente: “le aree non sono state individuate”, precisa, spiegando che per le aree private si introduce una norma generale, mentre per quelle pubbliche si parla di aree servizi già previste dal PRG. Matteo Casali (RF) replica contestando ancora una volta la pianificazione per strati, che secondo lui “non funziona in un territorio come il nostro”. Per Casali il problema è che questa legge non supera davvero il vecchio impianto, ma anzi “rende redivivo il PRG del ’92”. La critica più dura resta quella sulla funzione H, che a suo giudizio viene introdotta “d’emblée su tutto il territorio” nelle zone servizi pubbliche e private, lasciando troppo spazio alla CPT. Anche Emanuele Santi (Rete) insiste sulla mancanza di una visione complessiva e respinge la tesi di Ciacci secondo cui Rete e Motus avrebbero responsabilità particolari sull’abbandono del piano Boeri. Ricorda infatti che quel piano “l’ha fatto lei quando era al governo”. Poi torna sul nodo delle aree, citando un articolo di giornale in cui si faceva riferimento a località già ipotizzate per i primi interventi, e chiede al Segretario un chiarimento netto: “sono state individuate oppure no?”.  Gaetano Troina (D-ML) sceglie invece una controreplica molto politica e legge un vecchio comunicato di Libera del 2023 sul piano Boeri, per contestare la coerenza della maggioranza. Nella replica finale Ciacci torna sul punto che considera decisivo: “oggi questa maggioranza una norma sulla pianificazione territoriale strategica l’ha presentata”. Sulla questione delle aree ribadisce che non c’è stata alcuna scelta nuova e discrezionale, perché “le aree servizi le ha già scelte il PRG del ’92”. 

Inizia quindi l’esame dell’articolato a partire dall’articolo 1, approvato con 10 voti favorevoli, mentre viene respinto l’emendamento interamente soppressivo delle opposizioni. La Commissione riprenderà alle 21.00.

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