Gli Stati Uniti hanno deciso di allentare temporaneamente le restrizioni sul petrolio russo, permettendo la vendita del greggio già caricato sulle petroliere prima del 12 marzo. La misura, annunciata dal Dipartimento del Tesoro, resterà in vigore fino all’11 aprile e riguarda petrolio e prodotti petroliferi che si trovano attualmente stoccati sulle navi.
La scelta arriva mentre i mercati energetici registrano forti tensioni sui prezzi, innescate dall’instabilità geopolitica legata al conflitto che coinvolge l’Iran e l’area del Golfo. La nuova licenza consente quindi la commercializzazione e la consegna in tutto il mondo delle partite di petrolio russo già imbarcate prima della data indicata.
Secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, la decisione potrebbe rimettere sul mercato centinaia di milioni di barili di greggio, contribuendo ad aumentare l’offerta globale. Bessent ha tuttavia precisato che questa apertura non dovrebbe tradursi in un vantaggio economico rilevante per Mosca, trattandosi di una misura limitata nel tempo e riferita a carichi già esistenti.
L’iniziativa statunitense punta soprattutto a contenere l’aumento dei prezzi dell’energia, aggravato dal blocco dello Stretto di Hormuz e dalle tensioni militari nella regione.
Da parte russa, l’inviato Kirill Dmitriev ha sottolineato come la stabilità del mercato energetico mondiale dipenda anche dalla presenza del petrolio russo, sostenendo che l’equilibrio dell’offerta globale sarebbe difficile da mantenere senza le forniture provenienti da Mosca.




