Nuova mattinata di tensione sui mercati finanziari. Dopo il forte calo registrato nella seduta precedente, il petrolio è tornato a salire, mentre le Borse europee si sono mosse in territorio debole e lo spread tra Btp e Bund ha mostrato un nuovo rialzo in avvio.
A spingere i listini resta soprattutto il quadro internazionale, con la tregua che appare più fragile e con il nodo di Hormuz che continua a pesare sulle aspettative degli investitori. In questo contesto, il Brent ha ripreso quota, segnando un rialzo del 2,4% fino a 97 dollari al barile, dopo la brusca discesa della giornata di ieri.
Sul fronte obbligazionario, in apertura lo spread tra i titoli di Stato italiani e tedeschi è salito a 78,8 punti, segnale di una rinnovata prudenza da parte del mercato. Sul versante azionario, invece, Piazza Affari ha aperto in leggero ribasso, con il Ftse Mib in calo dello 0,13%.
Tra i titoli sotto osservazione a Milano, l’avvio è stato più pesante per Diasorin, indicata tra le azioni più deboli nelle prime battute di contrattazione. In parallelo, si registra anche un arretramento dell’oro, che è tornato in territorio negativo dopo i recenti movimenti legati alla ricerca di beni rifugio.
Il quadro, almeno nelle prime ore della giornata, resta quindi improntato alla cautela: energia in risalita, listini poco mossi ma deboli e investitori ancora concentrati sull’evoluzione del contesto geopolitico e sui possibili effetti economici nelle prossime sedute.




