Palestinesi, Beccari: «L’accoglienza non toglie nulla alla protezione sociale interna: le tutele per i sammarinesi restano garantite»

da | 22 Gen 2026

Il Segretario di Stato per gli Affari Esteri Luca Beccari ha spiegato che il decreto sull’accoglienza nasce in un contesto che ha inevitabilmente acceso il dibattito politico, ma che si inserisce in continuità con iniziative analoghe già attuate da San Marino in passato per sostenere popolazioni colpite da conflitti. In particolare, ha ricordato come la popolazione palestinese viva da tempo una crisi profonda legata al conflitto armato a Gaza, una situazione che, pur avendo mutato forma nel tempo, non si è mai realmente conclusa e continua a produrre sofferenza e condizioni di vita disumane.

Beccari ha chiarito che San Marino non dispone dei mezzi di un grande Stato, ma questo non può giustificare l’inerzia di fronte a emergenze umanitarie, soprattutto quando esistono margini per azioni concrete e non solo simboliche. Da qui, ha ricordato, sono nati gli ordini del giorno che hanno dato mandato al Governo di sviluppare progettualità per programmi di accoglienza, anche temporanea, di persone provenienti da quei territori. Il decreto è stato costruito prendendo a riferimento il modello già sperimentato durante la guerra in Ucraina, esperienza che aveva consentito di mettere in campo un sistema efficace, sostenibile e privo di ricadute negative sulla collettività, adattandolo però alle nuove circostanze e alle criticità emerse allora.

Il Segretario ha precisato che il provvedimento è stato presentato come decreto legge per ragioni di urgenza, ma con effetti subordinati al confronto consiliare, ed è strutturato su misure minime di sostegno sanitario, scolastico e di mediazione linguistica, oltre a un tetto numerico pensato per garantire la sostenibilità dell’intervento. In assenza di strutture dedicate, il sistema si fonda anche sulla disponibilità di alloggi privati, così come avvenuto in precedenti esperienze di accoglienza.

Beccari ha rivendicato il carattere responsabile del decreto, sottolineando che esso non ignora le possibilità reali del Paese e dimostra come la tutela degli interessi e delle peculiarità di San Marino sia pienamente compatibile con forme di solidarietà internazionale. Ha respinto con decisione ogni parallelo con altri dossier politici, ribadendo che si tratta dell’attuazione di un mandato del Consiglio e di una scelta che il Paese compie in piena autonomia, senza obblighi esterni.

Particolarmente netto il rifiuto di qualunque allusione che assimili l’accoglienza di palestinesi a rischi di terrorismo o a problemi per la comunità ospitante, definendo tali accostamenti inaccettabili sia sul piano istituzionale sia su quello civile. Ha invitato a non cedere a paure o provocazioni legate a presunti rischi di contaminazione culturale, estranee alla tradizione sammarinese.

Infine, il Segretario ha chiarito che il provvedimento non sottrae risorse né strumenti alle politiche di protezione sociale interna, che restano pienamente garantite, ma rappresenta un’azione di solidarietà coerente con il percorso internazionale intrapreso dal Paese. Un’iniziativa che, ha concluso, potrà portare beneficio alle persone accolte e rafforzare l’immagine di San Marino come Stato capace di scelte autonome, credibili e in linea con la propria millenaria tradizione di accoglienza.

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