Opposizioni all’attacco: il caso Ciacci, nonostante le scuse, infiamma il Consiglio Grande e Generale

da | 19 Gen 2026

Il pomeriggio in Aula si annuncia carico di tensione politica. Nel comma comunicazioni del Consiglio Grande e Generale, le forze di opposizione hanno annunciato l’intenzione di “affondare il colpo” contro il Segretario di Stato Matteo Ciacci, riportando al centro il caso delle sue parole rivolte alla consigliera di Repubblica Futura Maria Katia Savoretti.

Una vicenda nata da messaggi privati e poi deflagrata nello spazio pubblico, tra social e prese di posizione politiche, che continua a produrre effetti in Aula. Nel frattempo, però, sono già arrivate le scuse di Ciacci, rilasciate ai microfoni di RTV, nel tentativo di ricomporre almeno sul piano personale una frattura che resta, invece, aperta su quello politico.

L’opposizione non si limita al piano simbolico. Sono state depositate sette istanze d’arengo e un progetto di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta, con l’obiettivo di portare la questione su un terreno formale e chiedere chiarimenti su eventuali responsabilità politiche e amministrative.

Dalla maggioranza, la linea annunciata è diversa: no a una commissione d’inchiesta politica, sì a una commissione tecnico-amministrativa, che — nelle intenzioni — dovrebbe affrontare i nodi emersi con un approccio più neutrale e meno conflittuale.

Il caso Ciacci, però, si inserisce in una seduta che ha già un’agenda pesante. Sul tavolo dell’Aula ci sono temi come l’ICEE, tornato a dividere maggioranza e opposizione, il decreto sull’accoglienza dei profughi palestinesi e la ratifica delle relazioni con lo Stato di Palestina, oltre al dossier sul cosiddetto “caso pedofilo” e una serie di ordini del giorno.

Non solo una giornata di scontro, dunque, ma un passaggio che mette alla prova la capacità del sistema politico di tenere insieme gesti di distensione personale — come le scuse pubbliche — e un confronto istituzionale che resta aspro e carico di implicazioni.

Seguiremo la seduta passo dopo passo, perché il nodo non è solo come finirà il caso Ciacci, ma che clima politico ne uscirà per il resto della legislatura. In Aula, oggi, non si misureranno solo parole e numeri, ma anche la tenuta di un equilibrio che, da settimane, appare sempre più fragile.

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