I Giovani Democratico Cristiani intervengono sul clima che caratterizza il dibattito pubblico e la comunicazione digitale, parlando di una crescente polarizzazione che incide direttamente sulle giovani generazioni.
Nel comunicato diffuso dall’Ufficio Stampa GDC si legge: “Come GDC sentiamo il dovere di intervenire su una questione che riguarda direttamente la nostra generazione e quelle che verranno: il clima di scontro permanente che sempre più caratterizza il dibattito pubblico, sui social network come nell’informazione.”
Il riferimento è anche a una recente lettera scritta da alcuni insegnanti della Scuola Media sammarinese. “Negli scorsi giorni alcuni insegnanti della Scuola Media sammarinese hanno scritto una lettera lucida e coraggiosa, che condividiamo e rilanciamo. Le loro parole raccontano una realtà che noi giovani viviamo ogni giorno: ciò che nasce online non resta confinato dietro uno schermo, ma entra nelle scuole, nelle relazioni, nella quotidianità. Entra nelle vite dei ragazzi e delle ragazze.”
Nel documento si sottolinea come, accanto ai progetti contro bullismo e cyberbullismo, esista una contraddizione nel modo in cui viene gestito lo spazio pubblico. “Mentre ai giovani si insegna il valore del rispetto, dell’ascolto e del confronto, lo spazio pubblico digitale e mediatico è sempre più dominato da una comunicazione fondata sullo scontro: o bianco o nero, o con me o contro di me. La ricerca della verità e del dialogo lascia spesso spazio alla semplificazione, alla provocazione, all’aggressività.”
Il comunicato evidenzia una ricaduta educativa e politica di questa dinamica. “Il problema non è solo morale, è profondamente educativo e politico. I giovani osservano ciò che li circonda. Vedono notizie costruite per dividere, commenti che alimentano l’odio, dibattiti che rinunciano alla complessità.”
Da qui il dubbio che, secondo GDC, si sta diffondendo tra i più giovani: “Crescono così con un dubbio sempre più diffuso: anche quando leggiamo una notizia, possiamo davvero fidarci? Possiamo capire cosa è vero e cosa no?”
Secondo quanto riportato, questa situazione genera sfiducia e disorientamento. “Questa confusione non è neutra. Genera sfiducia, disorientamento, paura di esporsi. E crea un terreno fertile per linguaggi violenti e polarizzati, che poi si riflettono anche tra i più giovani. Se tutto diventa scontro, se tutto è ridotto a tifoseria, il rispetto e la responsabilità perdono valore.”
Nel passaggio conclusivo, GDC richiama il ruolo delle istituzioni. “Per questo riteniamo grave l’assenza di prese di posizione chiare e pubbliche da parte delle istituzioni di fronte a dinamiche di odio e comunicazione tossica che attraversano i social e il dibattito pubblico. Il silenzio non è neutralità. Il silenzio legittima. E in una Repubblica piccola come San Marino, dove tutti si conoscono e le parole pesano di più, questo è ancora più grave.”
Il comunicato si chiude con un appello alla responsabilità condivisa. “Educare al rispetto significa prima di tutto praticarlo. Come giovani chiediamo coerenza, senso di responsabilità e un impegno concreto per un’informazione e una comunicazione che non alimentino lo scontro, ma aiutino a comprendere la realtà. Perché il futuro di San Marino passa anche – e soprattutto – dalle parole che scegliamo oggi.”




