Una scia di aggressioni nel giro di un’ora, poi l’inseguimento e gli arresti. È successo venerdì sera a Rimini, dove la Polizia di Stato ha fermato in flagranza tre cittadini tunisini, uno dei quali irregolare, accusati di lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.
Il primo episodio viene segnalato intorno alle 21 in via delle Mimose. Una donna chiama i soccorsi e racconta che alcuni suoi parenti sono stati aggrediti. Quando arrivano le volanti, uno dei feriti presenta un trauma cranico dopo essere stato colpito con una bottiglia al volto. I responsabili sono già scappati.
Pochi minuti dopo, nuova chiamata. Stessi soggetti, questa volta in via del Gelsomino, vicino alla fermata “Pascoli” del Metromare. Qui gli agenti trovano un uomo steso a terra con una ferita importante al volto. Viene soccorso e racconta di essere stato preso a calci e pugni e colpito con una bottiglia. Gli aggressori, ancora loro, si allontanano su monopattini elettrici.
La situazione si allarga rapidamente. Intorno alle 22 arrivano altre segnalazioni tra piazzale Kennedy e il Parco Cervi. A quel punto parte la ricerca coordinata. Una volante intercetta i tre, che tentano di far perdere le tracce: lasciano i monopattini e scappano a piedi.
Sul posto arrivano anche una seconda pattuglia e militari dell’Esercito. Dopo un breve inseguimento, i tre vengono bloccati. Ma non si arrendono subito: reagiscono, spingono e colpiscono gli agenti, provocando anche l’infortunio di un poliziotto.
Una volta portati in Questura, scattano gli arresti. I tre sono stati trasferiti in carcere e ora sono in attesa dell’udienza di convalida.
Resta da chiarire cosa abbia scatenato la serie di aggressioni che, nel giro di pochi minuti, ha toccato diverse zone della città. Per gli arrestati vale comunque la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.




