Nicola Renzi (Rf): Cercherò di essere il più celere possibile in questa analisi su un tema di cui si parla da tanto tempo e che è nato nella legislatura del governo Adesso.sm grazie all’impegno dei segretari Santi e Zanotti, ai quali va riconosciuto il merito insieme agli uffici che hanno svolto un lavoro enorme. L’ICEE è per sua natura uno strumento invasivo che tocca ramificazioni dell’amministrazione e interessi personali, quindi dobbiamo essere chiari con i cittadini: l’approvazione di questa legge non significa l’entrata in vigore immediata dello strumento, poiché servono ulteriori passi che speriamo siano compiuti con giudizio. La mia preoccupazione è che l’ICEE non sia un mezzo di equilibrio e ridistribuzione, ma diventi un nuovo strumento di accumulo o un raddoppio dell’IGR per fare cassa. In un paese come il nostro è difficile definire la ricchezza o l’indigenza, ma vedo famiglie che devono rimettere in discussione le proprie abitudini, arrivando a tagliare spese normali come la pizza mensile o piccoli extra per i ragazzi. Dobbiamo proteggere il ceto medio che ha subito colpi pesanti, perché senza di esso la coesione sociale è a rischio. Infine, mi chiedo quando la politica inizierà a riflettere seriamente sulla difesa del potere d’acquisto, dato che, come riportato dai giornali, l’erosione per le famiglie nell’ultimo anno è stata di circa 700 euro, un tema che a San Marino sembra ancora sconosciuto.
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