Muratori (Libera): “La cittadinanza si fonda su scelta, tempo e partecipazione, non su una rinuncia forzata alle proprie radici”

da | 18 Feb 2026

Intervento nell’ambito del Comma 12: Progetto di legge “Norme relative alla cittadinanza per naturalizzazione” (presentato dalla Segreteria di Stato per gli Affari Interni) (II lettura) del Consiglio Grande e Generale

Giulia Muratori (Libera): Mi inserisco anch’io in questo dibattito e condivido quanto è stato precedentemente sottolineato, e cioè che la cittadinanza è quel rapporto giuridico e politico che lega una persona allo Stato. È appartenenza, ma è anche responsabilità; è identità, ma è anche partecipazione. È quindi normale che richieda un attaccamento autentico al Paese, ma a mio avviso l’attaccamento non si misura con un atto di rinuncia, si misura nel tempo vissuto, nella scelta quotidiana di restare, nel contribuire alla vita della comunità. Chi diventa cittadino per naturalizzazione compie una scelta consapevole, sceglie di rimanere a San Marino, di radicare qui la propria vita, di sposarne le tradizioni, le regole, le istituzioni e spesso, permettetemi di dirlo, chi sceglie di essere sammarinese finisce per sentirsi profondamente sammarinese proprio perché ne fa una scelta. La storia sammarinese è una storia di convivenza fatta di apertura e di integrazione.  Il percorso di questa legge non è stato semplice. All’inizio della legislatura forse è stata presentata in maniera un po’ frettolosa, ma nel tempo abbiamo costruito insieme una sintesi, a partire dai nostri colleghi di coalizione, dal PSD, e anche in maggioranza abbiamo trovato una sintesi. Si è scelto di concentrarsi solo sulla naturalizzazione perché la cittadinanza è una materia delicata e merita di essere affrontata gradualmente e si è accompagnato questo intervento con l’impegno a rivedere in modo organico l’intera normativa.  Oggi compiamo un passo di crescita istituzionale. Eliminiamo finalmente un obbligo che era diventato una discriminazione. La fedeltà nasce dalla partecipazione, non da una rinuncia forzata al passato e alle proprie radici. Nasce da un’integrazione reale, non da un passaggio burocratico.  La doppia cittadinanza non è un fenomeno nuovo. Nella nostra realtà, come è stato ricordato, ci sono tanti nostri concittadini che vivono all’estero e spesso hanno acquisito la cittadinanza del Paese in cui risiedono. Non possiamo considerare la doppia cittadinanza accettabile in alcuni casi e inaccettabile in altri solo perché cambia il percorso con cui si diventa sammarinesi. Inoltre dobbiamo guardare al contesto europeo, che è il percorso che stiamo facendo, e confrontarci con altri Stati europei. In questa legge sono stati mantenuti e inseriti requisiti rigorosi. Abbiamo mantenuto i vent’anni di residenza continuativa, i dieci anni di matrimonio, abbiamo ripristinato il giuramento che nella prima versione era stato eliminato per una svista e abbiamo richiesto l’attestazione della conoscenza della lingua italiana, della storia e delle istituzioni sammarinesi. Voglio essere chiara anche rispetto a chi ha proposto di intervenire sui tempi, aumentando la tempistica. Non lo condivido perché ritengo che i tempi siano già sufficientemente lunghi per radicare la propria vita nel territorio e sviluppare un attaccamento a San Marino. Vent’anni di residenza non sono un passaggio formale, sono un percorso di vita, sono lavoro, relazioni, responsabilità, contributo alla comunità.  Questo significa una cosa molto semplice: la cittadinanza non si ottiene per convenienza, ma perché si è scelto di appartenere. Stiamo facendo un passo di maturità istituzionale e Libera è orgogliosa di aver contribuito a questo risultato con responsabilità e coerenza. Lo facciamo con equilibrio, intervenendo su un punto preciso, mantenendo requisiti rigorosi e rinviando a un confronto più ampio la revisione complessiva della normativa sulla cittadinanza. Oggi non stiamo indebolendo il senso di appartenenza, lo stiamo fondando su ciò che conta davvero: la scelta, il tempo e la partecipazione. Perché una Repubblica è forte non quando esclude, ma quando riconosce chi ogni giorno sceglie di farne parte.

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