Un attacco con drone ha colpito la base di Ali Al Salem in Kuwait, dove sono presenti anche militari italiani. L’episodio è avvenuto ieri mattina, nel sedicesimo giorno del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. Nell’attacco è stato distrutto un velivolo della Task Force Air italiana, ma non si registrano feriti tra il personale presente nella struttura.
Nei giorni precedenti il dispositivo italiano era stato parzialmente ridotto per motivi di sicurezza, alla luce dell’evoluzione del quadro militare nella regione. Nella base restano comunque militari impegnati nelle attività essenziali della missione.
Secondo quanto riferito dalle autorità italiane, il velivolo colpito rappresentava un assetto importante per le operazioni, mantenuto nella base proprio per garantire la continuità delle attività operative.
La situazione viene monitorata costantemente dallo Stato maggiore della Difesa e dal Comando operativo interforze, che mantengono un collegamento diretto con il contingente sul terreno.
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che non ci sono rischi per i militari italiani, sottolineando che il Kuwait è diventato un obiettivo per l’Iran proprio per la presenza di basi statunitensi nella regione.
Nel frattempo il conflitto continua ad allargarsi nell’area del Golfo. Dall’Iran sono partiti missili e droni diretti verso Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, mentre Israele ha condotto nuovi attacchi contro strutture militari nell’Iran occidentale, in particolare centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie e dei Basij nell’area di Hamadan.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di non essere pronto a un accordo con Teheran, ritenendo che le condizioni non siano ancora sufficienti. Restano inoltre incerte le condizioni della nuova guida suprema Mojtaba Khamenei: secondo Trump non è chiaro se sia vivo, mentre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha assicurato che sta bene e continuerà a svolgere i suoi compiti.
Intanto le autorità militari israeliane hanno fatto sapere di avere piani operativi già definiti per le prossime settimane, almeno fino alla festività ebraica di Pesach e oltre, segnale che la crisi potrebbe proseguire ancora a lungo.




