Mina (PDCS): «La reputazione della Repubblica non è merce di scambio e non permetteremo tentativi di destabilizzazione»

da | 16 Feb 2026

Alice Mina (PDCS): A proposito di piano parallelo e di tentativo di destabilizzazione della nostra Repubblica, intendo richiamare le affermazioni pronunciate dall’ex ministro irlandese Dick Roche mercoledì 4 febbraio, nel corso della conferenza tenutasi a Bruxelles e organizzata da EUA Live, intitolata “Microstati e associazioni con l’Unione Europea”, alla quale ha preso parte, guarda caso, anche un rappresentante di Starcom Holding. Cito testualmente: consentire a determinate pratiche o entità dei microstati di entrare nel mercato unico dell’Unione Europea è come introdurre cellule cancerogene nel corpo; possono sembrare piccole e innocue all’inizio, ma possono metastatizzare e contaminare l’intero organismo. Sono parole di una gravità inaudita, offensive, profondamente scorrette e in totale spregio nei confronti di un Paese che da anni ha intrapreso un percorso rigoroso e strutturato di adeguamento agli standard internazionali, in particolare in materia di trasparenza e contrasto al riciclaggio. A questi soggetti dobbiamo dire con chiarezza che la reputazione internazionale della nostra Repubblica non è oggetto di trattativa e che l’accordo di associazione non è merce di scambio. Nella nota del Tribunale si fa riferimento in modo generico anche a personaggi politici: un’espressione di questo tipo, se non chiarita puntualmente nelle sedi competenti, rischia di proiettare ombre indistinte sull’intera classe politica. Proprio perché crediamo nello Stato di diritto, dobbiamo pretendere che le responsabilità siano circoscritte e provate; se vi sono coinvolgimenti, interni o esteri, devono emergere con precisione, senza ambiguità e senza zone grigie; se non vi sono, deve essere altrettanto chiaro. Da qui passa la nostra credibilità come persone impegnate in politica, la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e la nostra autorevolezza nei consessi internazionali. Il richiamo a una responsabilità collettiva va oltre le appartenenze politiche. Condivido le parole del Segretario Canti quando afferma che è giunta l’ora di una sollevazione unanime della collettività contro chi, sammarinese o straniero, ha cercato e continua a cercare di condizionare il funzionamento democratico delle istituzioni della Repubblica. Qui non è in gioco una parte politica, ma il corretto funzionamento dei poteri pubblici, la credibilità internazionale del Paese e la nostra libertà istituzionale. La Repubblica ha attraversato nei secoli momenti difficili, ma ha sempre difeso la propria indipendenza e dignità con equilibrio e determinazione. Il nostro dovere oggi è duplice: tutelare le istituzioni e il percorso strategico del Paese, incluso quello europeo, e preservare la coesione interna, evitando che divisioni strumentali diventino terreno fertile per chi punta a indebolirci. In questo momento storico l’unità istituzionale non è un’opzione retorica, ma una necessità politica e morale. Dimostriamo che la Repubblica è più forte di qualsiasi tentativo di ricatto e che la nostra democrazia è solida perché sa reagire con maturità, nel rispetto delle regole e con la forza della propria identità.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.