Bonifazi, partiamo dall’andamento del mercato immobiliare sammarinese. Qual è la situazione in questo inizio 2026?
«In questo momento l’andamento è abbastanza stabile. Il 2025 è stato un anno positivo, mentre il 2026 è ripartito in maniera più rallentata, ma non per una mancanza di domanda. Il rallentamento è dovuto principalmente alla scarsa offerta presente oggi sul mercato.»
Quindi la domanda c’è, ma fatica a trovare risposte adeguate?
«Esattamente. È proprio per questo che sto cercando di creare un mercato diverso da quello attuale. L’idea è sviluppare palazzine con una concezione differente. Ritengo che oggi ci sia bisogno di un’offerta nuova: le persone hanno risorse da investire, ma vogliono farlo in modo corretto, scegliendo qualità e valore reale.»
Quanto incide la domanda interna rispetto a quella estera?
«La domanda interna pesa di più, ma negli ultimi anni anche l’estero ha dato un contributo importante. Le residenze hanno portato un indotto che a San Marino in parte mancava, aiutando a riequilibrare alcuni aspetti economici. Chi arriva dall’estero oggi rappresenta una clientela nuova, che prima non esisteva, e questo mi rende piuttosto fiducioso.»
Per quanto riguarda gli affitti, cosa sta accadendo dopo l’impennata degli ultimi anni?
«Gli affitti sono un tema più complesso. Con le residenze atipiche c’è stata una forte crescita negli ultimi due anni. Ora però il mercato si sta lentamente riassestando: la richiesta è diminuita e i prezzi stanno iniziando a ridimensionarsi. Non torneranno ai livelli di tre anni fa, ma saranno sicuramente inferiori rispetto a quelli dell’ultimo anno.»
La scarsità di alloggi resta quindi un problema strutturale?
«Sì, assolutamente. Con i prezzi attuali molte persone evitano di acquistare, anche l’usato, che ha registrato aumenti importanti. È necessario creare un nuovo mercato, più aderente alle esigenze reali di oggi. Io sto lavorando in questa direzione e mi auguro che anche altre imprese edili seguano questo percorso.»
Quanto pesa l’aumento dei costi di costruzione, ristrutturazione ed energia sulle scelte di chi compra?
«Pesa moltissimo. I costi di costruzione sono cresciuti in modo significativo e di conseguenza anche il nuovo ha raggiunto cifre molto elevate. Proprio per questo sto puntando sulla bioedilizia: una concezione ancora nuova per San Marino, ma già affermata da anni nel resto d’Europa. Dal punto di vista tecnologico consente di offrire un pacchetto completo, con standard qualitativi molto elevati già nel capitolato base, senza ricorrere a continui extra.»
Qual è il suo obiettivo per i prossimi anni?
«Portare un concept nuovo all’interno della Repubblica, mantenendo una qualità molto alta ma restando nei prezzi di mercato attuali. È una sfida impegnativa, ma è il mio obiettivo per i prossimi due o tre anni. Tutto questo si unisce all’obiettivo di voler portare una clientela di alto livello, specialmente dall’estero, molto focalizzata sul settore del lusso, senza però andare ad impattare sui normali prezzi e quindi con due format di mercato diversi»




