Meloni: «Crisi in Medio Oriente figlia del diritto internazionale violato» — ma l’UE non è stata preventivamente avvisata
In un intervento medagliato di realismo e preoccupazione, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato la nuova ondata di tensioni internazionali dopo gli attacchi in Iran con una lettura netta: la crisi attuale è la figlia di una profonda crisi del diritto internazionale, originata dall’attacco russo all’Ucraina e dall’escalation successiva che ha trascinato l’Occidente e Medio Oriente in un vortice di violenze e contromisure.
Nel corso di un’intervista televisiva rilasciata al Tg5, Meloni ha espresso forte preoccupazione per il possibile allargamento del conflitto, evidenziando come «non sia realistico pensare che eventi così lontani non ci coinvolgano» e sottolineando come l’Italia si fosse spesa per un accordo sul nucleare iraniano proprio al fine di prevenire simili scenari.
Il punto politico centrale sollevato da Meloni riguarda la percezione di un’escalation che sfugge al controllo multilaterale: secondo la premier, la crisi del diritto internazionale — indebolito da mesi e anni di violazioni delle norme che regolano la convivenza tra Stati — ha prodotto una spirale di conflitti in cui decisioni unilaterali e attacchi militari senza un solido consenso globale hanno finito per generare nuovo caos.
Parallelamente alle sue dichiarazioni, fonti governative evidenziano che l’Unione Europea non sarebbe stata informata in via preventiva della decisione di colpire obiettivi iraniani, generando critiche da più fronti per la mancanza di coordinamento tra alleati e partner strategici — una circostanza che ha innescato tensioni anche all’interno delle istituzioni europee.
Sullo sfondo, si apre il dibattito politico interno: le opposizioni, con una lettera ai vertici di Camera e Senato, chiedono che la premier riferisca in Aula sulle scelte strategiche e l’assenza di consultazione preventiva con Bruxelles, chiedendo chiarezza sulle implicazioni giuridiche e diplomatiche per il nostro Paese.
In questo quadro, Meloni ha ribadito l’impegno italiano a proteggere i cittadini all’estero, mantenere il dialogo con partner europei e regionali e lavorare per una de-escalation di un conflitto che rischia di travolgere equilibri già fragili nel diritto internazionale contemporaneo




