Il conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele continua ad allargarsi, mentre crescono le vittime civili e aumentano i timori per una crisi energetica globale. Secondo le ultime stime, circa 500 mila persone sono state costrette a lasciare Beirut e le zone del Libano meridionale dopo i nuovi raid israeliani contro obiettivi di Hezbollah.
Nel frattempo l’Iran ha lanciato attacchi contro basi statunitensi in Kuwait, mentre nuove esplosioni sono state segnalate anche nella capitale Kuwait City, colpita da missili e droni. Teheran ha inoltre dichiarato di aver incendiato una petroliera statunitense nel Golfo, mentre il traffico nello Stretto di Hormuz risulta quasi completamente paralizzato.
Secondo il Washington Post, la Russia starebbe fornendo informazioni di intelligence all’Iran per colpire le forze americane nella regione. Una notizia che, se confermata, segnerebbe un ulteriore allargamento del conflitto sul piano geopolitico.
La situazione umanitaria appare sempre più grave. L’Unicef riferisce che almeno 180 bambini sono stati uccisi dall’inizio dell’escalation militare, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità parla di quasi mille morti complessivi in Iran e di grandi movimenti di popolazione in fuga dalle zone bombardate.
Sul piano militare e diplomatico cresce la mobilitazione internazionale. La Grecia ha annunciato lo schieramento di una batteria antimissile Patriot per proteggere la Bulgaria, mentre l’Italia ha inviato circa 160 militari della Marina verso l’area di Cipro per rafforzare la sicurezza dell’isola.
Preoccupazione anche per l’impatto economico. Il Qatar ha avvertito che, se la guerra dovesse continuare, i Paesi del Golfo potrebbero interrompere le esportazioni di energia, con conseguenze potenzialmente devastanti per l’economia mondiale.
Intanto emergono nuove polemiche su un attacco contro una scuola elementare in Iran. Secondo alcune indiscrezioni riportate da Reuters, gli investigatori americani starebbero valutando l’ipotesi che dietro la strage possano esserci gli Stati Uniti, mentre Teheran accusa direttamente Usa e Israele.
In un quadro sempre più instabile, lo Stretto di Hormuz è stato ufficialmente dichiarato area di operazioni belliche, con circa mille navi bloccate nelle sue acque e solo due imbarcazioni riuscite a transitare nelle ultime 24 ore.




