Medio Oriente, escalation senza precedenti: attacchi incrociati, allarme nel Golfo e giallo su Khamenei

da | 28 Feb 2026

La crisi tra Israele, Stati Uniti e Iran si allarga di ora in ora e lo scenario è ormai quello di un conflitto aperto destinato a durare giorni. Dopo i raid lanciati all’alba da Washington e Tel Aviv contro obiettivi militari in territorio iraniano, Teheran ha reagito colpendo basi americane nel Golfo Persico. Esplosioni sono state segnalate in Bahrein, ad Abu Dhabi e a Doha, mentre l’allerta è massima in tutta la regione.

Secondo le forze israeliane sarebbero stati centrati “centinaia di obiettivi” nell’Iran occidentale, comprese infrastrutture di difesa. Fonti locali parlano anche della morte del comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour e del ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh, notizie che però attendono conferme ufficiali definitive. Da Teheran arriva inoltre la denuncia di un raid che avrebbe colpito una scuola femminile nella provincia di Hormozgan, con decine di vittime.

Nel frattempo è mistero sulle condizioni della Guida Suprema Ali Khamenei. Media israeliani hanno parlato di una possibile morte, mentre il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che, per quanto a sua conoscenza, Khamenei sarebbe ancora vivo. La televisione di Stato ha annunciato un intervento imminente del leader religioso, ma l’incertezza alimenta tensioni e speculazioni.

Sul fronte diplomatico, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è stato convocato in serata. Il premier britannico ha confermato il coinvolgimento di jet del Regno Unito nella difesa degli alleati del Golfo, mentre Mosca ha definito l’azione contro l’Iran “un’aggressione immotivata”. L’Arabia Saudita ha denunciato un attacco su Riad e si è riservata il diritto di rispondere.

Donald Trump ha ribadito che gli Stati Uniti distruggeranno i missili iraniani e impediranno a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare, sostenendo di voler garantire “libertà al popolo iraniano”. Intanto l’Iran ha invitato gli abitanti di Teheran a lasciare la città, segnale di un possibile ulteriore inasprimento dei bombardamenti.

Le sirene continuano a suonare in Israele, anche se i soccorsi riferiscono che i vettori iraniani sarebbero stati intercettati prima di colpire il suolo. La sensazione, condivisa anche dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, è che non si tratti di un’operazione lampo ma dell’inizio di una fase di scontro prolungato, con conseguenze imprevedibili per l’intero Medio Oriente.

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