Massimo Andrea Ugolini (PDCS) ha affermato che il suo gruppo si ritrova pienamente nelle parole del Segretario di Stato per gli Affari Esteri Beccari e nel discorso svolto in Aula, sottolineando come le azioni di solidarietà umanitaria o si compiano fino in fondo oppure non si compiano affatto. A suo avviso, nel momento in cui si è arrivati a discutere il decreto e a portarlo alla ratifica, è stata fatta una scelta chiara: proseguire nel solco di una tradizione di ospitalità e accoglienza che appartiene alla storia millenaria della Repubblica.
Ugolini ha ricordato che non si tratta di un fatto isolato, poiché San Marino durante la Seconda guerra mondiale accolse numerosi sfollati nelle proprie gallerie, così come in tempi più recenti ha attivato interventi di accoglienza nei confronti dei profughi ucraini e, alcuni anni fa, anche di una famiglia siriana. Ha ribadito che la Repubblica, compatibilmente con le proprie dimensioni, con i propri numeri e con le concrete possibilità operative, ha più volte dimostrato apertura e solidarietà verso popolazioni colpite da conflitti o guerre, e che quindi l’attuale provvedimento si inserisce in una linea di continuità storica.
Per questo motivo, Ugolini ha espresso dispiacere per l’intervento del consigliere Zeppa, ritenendo che abbia cercato di individuare questioni di natura politica all’interno di un’azione che, a suo giudizio, è esclusivamente umanitaria e non ha alcuna finalità politica. Ha chiarito che, quando nel testo si afferma che tra le persone da accogliere si intende dare priorità ai soggetti più deboli, non si introduce né una posizione di debolezza né tantomeno una discriminazione di carattere razziale. Si tratta piuttosto, ha spiegato, di una scelta di buon senso, che privilegia i minori accompagnati, naturalmente da un adulto o dal proprio nucleo familiare, e le persone che si trovano in condizioni di emergenza sanitaria.
Secondo Ugolini, non vi è nulla di problematico nelle integrazioni apportate al testo e non è condivisibile la lettura politica che è stata attribuita a queste modifiche. Ha osservato che non è mai stato scritto da nessuna parte che il decreto non potesse essere corretto o integrato, anche perché non tutte le situazioni e non tutti i popoli presentano le stesse caratteristiche. Proprio per questo, ha proseguito, si è ritenuto opportuno intervenire anche sulle modalità di rilascio dei permessi di soggiorno, prevedendo l’autorizzazione all’uscita dallo Stato di provenienza e l’ingresso attraverso corridoi umanitari, evitando così che le persone giungano sul territorio sammarinese senza poi avere la possibilità di uscire dalla Repubblica.
Ha inoltre sostenuto che anche il tema delle scadenze sia stato oggetto di una strumentalizzazione, ricordando come nel decreto relativo all’accoglienza degli ucraini fossero già previste date e termini temporali che, in base all’evoluzione delle esigenze, sono stati successivamente valutati e prorogati. A suo avviso, quindi, non si è in presenza di una riduzione o di un venir meno dell’accoglienza.
Per quanto concerne la questione degli alloggi, Ugolini ha spiegato che, compatibilmente con le disponibilità esistenti, è stato fatto riferimento a un regolamento proprio per fare chiarezza, come illustrato dal Segretario Beccari. Ha ricordato che le risorse abitative pubbliche sono limitate e devono essere bilanciate anche con esigenze interne di carattere sanitario o emergenziale che riguardano l’intera collettività. In questo contesto, ha ritenuto plausibile e naturale un coinvolgimento significativo di famiglie e soggetti privati disponibili all’accoglienza, sottolineando come il regolamento serva proprio a disciplinare in modo più ordinato questi aspetti.
In chiusura, Ugolini si è scusato per il tono acceso del proprio intervento, spiegando che il suo dispiacere nasce dal fatto che alcuni interventi precedenti abbiano trasmesso messaggi non corrispondenti alla realtà. Ha ribadito con forza che la volontà politica è chiara: l’assistenza e l’azione solidaristica umanitaria o si realizzano oppure no, e che, con gli emendamenti introdotti, il decreto rimane pienamente coerente con questo obiettivo.




