La guerra arriva anche dove fino a ieri c’erano solo hotel a sette stelle e piscine a sfioro. Dubai e l’isola artificiale di Palm Jumeirah sono finite nel mirino della rappresaglia iraniana contro Israele e Stati Uniti. Esplosioni e caccia nei cieli hanno trasformato uno dei simboli mondiali del turismo di lusso in un obiettivo militare.
Negli Emirati vivono migliaia di italiani, e molti altri si trovavano lì per vacanza. Tra loro anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, rimasto bloccato con la famiglia dopo la sospensione dei voli civili. Era partito da Roma per raggiungere i familiari, ma l’improvvisa escalation ha paralizzato il traffico aereo.
La presenza del ministro negli Emirati ha acceso lo scontro politico. Il Movimento 5 Stelle ha parlato di “marginalità internazionale” del governo, sostenendo che l’Italia sarebbe fuori dai tavoli decisivi. Immediata la replica di Fratelli d’Italia, che ha accusato l’opposizione di strumentalizzare la vicenda invece di augurare un rientro sicuro ai connazionali.
Intanto, tra chi si trovava negli Emirati, restano le ore di paura. Una giovane italiana ad Abu Dhabi racconta di aver visto un caccia sorvolare la città prima di sentire tre esplosioni. A Dubai, nei pressi di Palm Jumeirah, turisti e residenti hanno cercato riparo negli hotel mentre le ambasciate invitavano a restare al chiuso.
Quello che era un paradiso del relax si è ritrovato improvvisamente dentro il conflitto, con la tensione che ora si estende anche ai luoghi simbolo della globalizzazione e del turismo internazionale.




