Istanza d’Arengo n.1 per il maturamento del trattamento pensionistico relativo ai lavoratori che offrono assistenza continua a persone anziane o con disabilità

da | 13 Feb 2026

AGLI ECCELLENTISSIMI CAPITANI REGGENTI
Della Repubblica di San Marino

ISTANZA D’ARENGO

I sottoscritti cittadini sammarinesi,

di fronte ad una società che sta inesorabilmente invecchiando, a seguito del calo delle nascite e dell’aumento delle aspettative di vita, consci del fatto che anche nella popolazione sammarinese la percentuale di persone anziane è alta ed in continua crescita, ritengono che questo fenomeno demografico richieda un ripensamento dei bisogni e dei ruoli degli anziani, promuovendo l’invecchiamento attivo – sviluppando iniziative e politiche per incoraggiare gli anziani a rimanere attivi ed a contribuire alla società partecipando alla vita sociale – e sfruttando l’esperienza delle generazioni più anziane come risorsa e non come peso sociale.

Tuttavia, consci del fatto che tali interventi sono dedicati alle fasce più fortunate ovvero per quelle persone il cui invecchiamento consente loro di mantenere un certo grado di socializzazione, attivo ed indipendente, a livello sociale i problemi più grandi si rilevano quanto l’anziano non è più autosufficiente, sia per problemi di mobilità, sia per diminuzione dell’aspetto cognitivo.

In tali casi è pressoché impossibile per l’anziano vivere da solo, e difficile è, nella società odierna, pretendere che i figli o anche altri parenti possano farsene pieno carico, quantomeno per problemi lavorativi che consentono solo in misura limitata dedicare a loro il tempo dovuto per l’assistenza.

Lo Stato di San Marino si è corredato di normative atte a sollevare le famiglie con interventi nei confronti delle persone non autosufficienti che si avvalgono di assistenza continua, prima fra tutte la Legge 24 febbraio 2016 n.21, comunque soggetta a modifiche.

Tuttavia, diversi sono i problemi concreti che si stanno delineando attualmente, fra cui le minori entrate contributive di cui lo Stato si fa carico, ma che non comprendono altresì le entrate a titolo di futura pensione.

Tale situazione comporta una evidente differenziazione con i lavoratori fuori territorio, che sono nella differente condizione di maturazione del diritto alla pensione esponendo gli anziani del nostro Paese ad evidenti difficoltà di reperimento di forza lavoro per assistenza.

È evidente che una modifica normativa potrebbe condurre ad un maggiore costo per le famiglie, le quali oggi non sono obbligate al versamento pensionistico per tali lavoratori, ma ciò ha non solo l’effetto già menzionato, ma altresì la perdita di un diritto economico del lavoratore, non sopprimibile.

I contributi potranno essere pagati dalle famiglie ma con il contributo dello Stato, quantomeno nei casi di redditi che non consentano differentemente.

A tale valutazione si aggiunge la difficoltà che tali lavoratori hanno in territorio a fronte delle normative per stranieri, dei permessi di soggiorno e quant’altro, normative che vanno senz’altro semplificate.

È evidente che necessiti una semplificazione della normativa, che peraltro consenta altresì che tali lavoratori possano essere iscritti alle liste di cui all’art.5 del Decreto delegato 24 febbraio 2016 n.21 senza pagamento di oneri.

Di converso la politica deve valutare che, visto il progressivo invecchiamento della popolazione, necessiteranno altre strutture socio-assistenziali e residenziali per anziani, con investimenti enormi.

Si ritiene che intervenendo intelligentemente su atti legislativi e regolamentari sia possibile se non eliminare, quantomeno contenere il fenomeno del ricovero nei nostri anziani in strutture.

Pertanto si ritiene presentare la seguente ISTANZA D’ARENGO con la quale si chiede:

  • la modifica della normativa affinché sia consentito ai lavoratori di persone anziane e/o con disabilità e non autosufficienza (badanti) di maturare il trattamento pensionistico rapportato al lavoro svolto;

  • che tali lavoratori siano soggetti a controlli periodici da parte di personale qualificato, nonché all’obbligo di seguire corsi di formazione adeguati alle loro mansioni.

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