ISS e nuovo ospedale, RF: “Scelte senza trasparenza”

da | 28 Feb 2026

L’audizione del Comitato Esecutivo ISS in IV Commissione si è chiusa tra tensioni e polemiche. A intervenire con un comunicato duro è Repubblica Futura, che punta il dito contro metodo e contenuti emersi durante la seduta.

Il partito parte da un dato politico chiaro e scrive: “Che governo e maggioranza non avessero affatto le idee chiare in tema di sanità, fra Atti Organizzativi, Fabbisogni spartitori e Piani Sanitari più simili a liste dei desideri, era cosa ormai tristemente nota; ma la conferma è arrivata dalla declaratoria del Segretario di Stato Gatti (facente funzione) degli indirizzi dettati dal Congresso al Comitato Esecutivo”.

Secondo RF, gli indirizzi elencati dal Segretario – dall’accorciamento delle liste di attesa alla leggibilità del bilancio, fino all’utilizzo della firma elettronica – sarebbero richieste di ordinaria amministrazione. Il comunicato parla di “una sequela di richieste di scontata caratura amministrativa e che ben poco hanno a che fare con quegli indirizzi politici di lungo respiro che un governo dovrebbe fornire alla governance tecnica della nostra sanità”.

Anche il primo approccio del Comitato Esecutivo viene descritto in termini critici. RF osserva che la relazione sarebbe stata segnata da un impatto soprattutto burocratico, con l’adozione di strumenti “mediati troppo direttamente dalla Pubblica Amministrazione”.

Tra i punti sollevati in Commissione, il taglio lineare delle retribuzioni ai medici consulenti. Per Repubblica Futura questa scelta rischia di aggravare la situazione di un sistema già in difficoltà per la carenza di personale. Viene segnalata l’assenza di un piano alternativo in caso di defezioni e si ribadisce che la revisione della spesa non può tradursi in un taglio indiscriminato delle prestazioni di eccellenza.

Nel comunicato si legge che “la sacrosanta revisione della spesa, che dovrebbe però consistere in una rivisitazione strutturale e non in un approccio meramente algebrico, non debba iniziare dal taglio delle prestazioni di eccellenza che, in ultima analisi, costituiscono il prodotto offerto alla cittadinanza”.

RF segnala poi la mancanza, nella Casa di Riposo, di una dirigenza medica prevista dall’Atto Organizzativo, interviene sul tema dell’Hospice – che si auspica venga realizzato fuori dalla struttura ospedaliera – e denuncia le condizioni della camera ardente, definita “squallida e caratterizzata da una inaccettabile promiscuità nella ostensione dei feretri”.

Le risposte ricevute su questi temi, viene sottolineato, sarebbero state all’insegna del “vedremo… faremo…”.

Il nodo centrale resta però quello del nuovo ospedale e della scelta della Finanza di Progetto come modalità di finanziamento. Repubblica Futura chiarisce: “Repubblica Futura non è assolutamente a priori contraria al moderno strumento della Finanza di Progetto, ma la delicatezza e complessità del tema devono indurre alla massima cautela”.

Seguono una serie di interrogativi posti nero su bianco: “Quali approfondimenti e confronti sono stati condotti prima di decidere sulla Finanza di Progetto? Quali casi di studio sono stati presi ad esempio? Quali servizi verranno esternalizzati?”. E ancora: “Certamente non quelli primari di direzione e cura, di questo abbiamo esplicitamente chiesto rassicurazione”.

Il comunicato insiste sull’assenza di risposte e parla di una situazione in cui “nella consueta asimmetria di informazioni, in pochi stiano decidendo quali prestazioni si esternalizzeranno, quali rimarranno in capo al pubblico, cosa sarà negoziabile e, in definitiva, come sarà organizzato e costruito il nuovo ospedale”. Una gestione definita “inaccettabile per un asset, quello sanitario, che coinvolge trasversalmente le persone tutte e che impegnerà, in termini di obiettivi da raggiungere, una quantità di esecutivi ben oltre il corto orizzonte di quello attuale”.

Sul fronte politico, RF richiama anche la questione dell’Atto Organizzativo ISS. Nel corso dell’audizione, viene riportato, il Direttore Amministrativo avrebbe chiarito che la modifica non è una priorità. Da qui l’affondo finale: “Libera, ammesso che ci abbia mai realmente creduto, si metta il cuore in pace: l’Atto Organizzativo non si cambierà”.

La chiusura è affidata a una frase che sintetizza il giudizio complessivo: “La sanità continua ad essere tristemente trattata come il gioco del Monopoli nel quale, come prevedibile, i dadi continua a lanciarli solo la Democrazia Cristiana.”

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