All’alba Israele, con il supporto degli Stati Uniti, ha avviato un’azione militare contro l’Iran definita “preventiva”. A Teheran sono state segnalate forti esplosioni e dense colonne di fumo, mentre in Israele sono tornate a suonare le sirene d’allarme per la prima volta dopo mesi. Il governo israeliano ha dichiarato lo stato di emergenza e invitato la popolazione a restare vicino ai rifugi.
Il ministro della Difesa israeliano ha spiegato che l’operazione è stata lanciata per anticipare possibili minacce, ma ha avvertito che si teme una risposta iraniana con missili e droni. Anche Washington avrebbe preso parte ai raid: secondo fonti americane e israeliane, tra gli obiettivi colpiti ci sarebbe una struttura legata alla presidenza iraniana.
In Iran, secondo indiscrezioni, la guida suprema Ali Khamenei sarebbe stata trasferita in un luogo sicuro. La tensione resta altissima e l’intera area mediorientale è ora in stato di massima allerta, con il rischio di un rapido allargamento del conflitto.




