Il conflitto tra Iran e Israele si allarga e travolge l’intera regione. Nella notte l’aviazione israeliana ha bombardato obiettivi nel sud del Libano e nella periferia di Beirut, in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord di Israele. Secondo il ministero della Salute libanese si contano 31 morti e 149 feriti, mentre almeno dieci vittime sarebbero state registrate nella capitale.
Migliaia di persone hanno lasciato in fretta i quartieri meridionali di Beirut e diverse città del sud dopo gli ordini di evacuazione diffusi dall’esercito israeliano, che ha invitato la popolazione ad allontanarsi dalle aree vicine a strutture attribuite a Hezbollah. Le autostrade verso nord risultano congestionate, con famiglie in fuga tra macerie e colonne di fumo.
Parallelamente, l’Iran ha lanciato nuovi attacchi missilistici verso Gerusalemme e contro obiettivi nel Golfo, con esplosioni segnalate a Dubai e Doha. In Bahrein si registra almeno una vittima. Sistemi di difesa aerea sono entrati in azione anche nei pressi dell’aeroporto iracheno di Erbil, dove sono stati abbattuti droni diretti verso la base che ospita truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti.
L’esercito israeliano ha annunciato che “intensificherà gli attacchi sul Libano”, mentre Hezbollah ha parlato di rappresaglia per la morte di Ali Khamenei. Intanto il presidente americano Donald Trump ha sostenuto che decine di leader iraniani sarebbero stati eliminati e ha ipotizzato contatti con una nuova leadership, ipotesi però smentita da Teheran.
Con oltre mille bombe sganciate su obiettivi iraniani e centomila riservisti richiamati da Israele, lo scenario appare sempre più quello di una guerra regionale su larga scala, con effetti già visibili da Beirut al Golfo Persico.




