Si aggrava ulteriormente la crisi in Medio Oriente. Nelle ultime ore dodici militari statunitensi sono rimasti feriti in un attacco missilistico iraniano contro una base aerea americana in Arabia Saudita, mentre Israele ha segnalato il lancio di un missile proveniente dallo Yemen, poi rivendicato dagli Houthi.
Secondo le informazioni diffuse nella notte, il raid iraniano ha colpito la base aerea Prince Sultan, provocando il ferimento di 12 soldati americani, di cui due in condizioni gravi, anche se nessuno risulterebbe in pericolo di vita. Nell’attacco sarebbe stato danneggiato anche almeno un velivolo.
Intanto a Washington cresce la preoccupazione per l’evoluzione del conflitto. Il Pentagono starebbe valutando il possibile invio di altri 10 mila soldati nell’area, in un quadro che potrebbe portare la presenza militare americana in Medio Oriente fino a circa 17 mila unità.
Sul fronte israeliano, nelle prime ore del mattino l’esercito ha annunciato di aver intercettato un missile lanciato dallo Yemen verso il territorio dello Stato ebraico. Poco dopo è arrivata la rivendicazione degli Houthi, che parlano del loro primo attacco diretto contro Israele dall’inizio della guerra.
L’episodio conferma il rischio di un allargamento regionale del conflitto, con nuovi attori che entrano in campo in modo sempre più diretto. Nel frattempo, restano alte anche le tensioni tra Israele e Iran, con nuovi attacchi segnalati nella notte.
Dal fronte politico e diplomatico, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che la guerra in Iran, a suo avviso, “finirà in settimane, non in mesi”. Un messaggio che prova a rassicurare, ma che arriva mentre sul terreno la situazione appare ancora in piena escalation.




