Intervista a Lorenzo Busignani – Il volto dietro Viridis, il progetto che cambia il modo di abitare a San Marino

da | 11 Apr 2026

Intervista a Lorenzo Busignani – Il volto dietro Viridis, il progetto che cambia il modo di abitare a San Marino


Che cos’è davvero Viridis e perché se ne parla come di qualcosa di unico?

Viridis è un progetto innovativo perché a San Marino, di fatto, non esiste un vero parco urbano. L’area in questione si estende per circa 12.000 metri quadrati, completamente recintata e chiusa, con all’interno sei condomini da circa dieci appartamenti ciascuno, distanziati mediamente di 30 metri l’uno dall’altro. Ogni appartamento dispone di circa tre posti auto più garage. È un modo di vivere che qui non si è mai visto: a due passi dal centro, ma immersi nel verde, con il parco davanti. È come vivere in campagna, senza rinunciare ai servizi.


Un progetto che nasce anche da una scelta controcorrente, giusto?

Assolutamente sì. Nei primi anni 2000, su quell’area era previsto un complesso enorme, quello che oggi definiremmo un ecomostro: circa 150 appartamenti e 2.000 metri quadrati di negozi. L’area era stata individuata già allora, ma non c’erano le condizioni economiche per acquisirla. Con il tempo, la situazione si è evoluta: grazie a una quota del 12% ereditata dalla moglie, è stato possibile rilevare progressivamente tutte le altre quote dai parenti che non credevano nel progetto. A quel punto è stata fatta una scelta precisa: invece di costruire tanto, si è deciso di costruire meno. Dopo aver osservato modelli residenziali all’estero, è nata l’idea di replicare un concept basato sulla qualità della vita. È stato ridotto l’indice edificatorio, cosa che normalmente non si fa a San Marino, perché la vivibilità coincide anche con la vendibilità. L’area è stata trasformata da potenzialmente invivibile a altamente desiderabile.


Parliamo del parco Laiala: c’è chi teme che possa diventare privato o edificabile. Cosa risponde?

È una paura completamente infondata. Il parco Laiala è demanio pubblico e resterà per sempre della collettività. È un’area protetta, sulla quale non sarà mai possibile costruire. È una garanzia assoluta, paragonabile all’impossibilità di trasformare un edificio istituzionale in una struttura privata. L’intervento previsto riguarda esclusivamente il completamento: piantumazione di decine di alberi, realizzazione dei percorsi, installazione dell’illuminazione e completamento della pista ciclabile. Diventerà una naturale estensione delle aree di svago già presenti, come Parco Laiala stesso e Parco Ausa.


Qui entra in gioco anche un elemento nuovo per San Marino: la collaborazione tra pubblico e privato.

Esatto, ed è uno degli aspetti più rilevanti. Per la prima volta viene realizzato un vero patto tra pubblico e privato: da una parte il privato interviene con risorse proprie per completare una parte significativa del parco, dall’altra lo Stato mantiene la proprietà, la tutela e la gestione dell’area attraverso i propri organismi. Si tratta di un modello consolidato a livello internazionale, ma finora mai applicato a San Marino. Questo apre nuove prospettive, dove il privato può contribuire concretamente allo sviluppo pubblico, immettendo risorse e accelerando interventi strategici.


Dal punto di vista di chi andrà a vivere a Viridis, cosa cambia davvero?

Cambia radicalmente la qualità della vita. Chi vivrà nel complesso avrà a disposizione un parco urbano a pochi passi da casa, completamente illuminato e sicuro, fruibile sia di giorno che di notte. Sarà possibile passeggiare in tranquillità, in un ambiente curato e integrato con il contesto residenziale. La percezione sarà quella di vivere in una dimensione simile a un grande parco urbano internazionale, ma con un livello di sicurezza e vivibilità più elevato.


Oltre alla qualità abitativa, c’è anche un ritorno concreto per la collettività?

Certamente. Il progetto ha già garantito un contributo economico significativo: oltre 900.000 euro come oneri di convenzione e circa 300.000 euro come oneri legati alla costruzione. A questo si aggiunge l’investimento diretto per il completamento del parco. Si tratta quindi di un intervento che non genera valore solo per chi vi abiterà, ma anche per l’intera collettività, sia in termini economici sia infrastrutturali.


Non è stato però un percorso semplice. Ci racconta le difficoltà?

È stata una vera e propria battaglia durata tre anni. L’area presentava criticità importanti, tra cui la presenza di un capannone di 700-800 metri quadrati con copertura in eternit. È stata effettuata una bonifica completa, con un investimento superiore ai 200.000 euro, per garantire condizioni ambientali sicure. Parallelamente si è affrontato un lungo iter burocratico, superato anche grazie alla scelta di ridurre significativamente i volumi edificati. Il progetto ha ottenuto il consenso trasversale delle forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione.


E sul fronte economico e finanziario?

Anche questo è stato un passaggio cruciale. Il progetto è sostenuto principalmente da capitali propri, ma è stato scelto di affiancarsi a un partner bancario per garantire maggiore solidità e velocità operativa. In questo senso, la Banca di San Marino ha accompagnato il percorso, offrendo un supporto importante.


Oggi, a che punto siete?

Dopo tre anni di lavoro, tutte le principali criticità sono state superate: dagli aspetti ambientali a quelli burocratici e finanziari. La fase progettuale è conclusa e il cantiere è partito. Viridis è entrato nella sua fase concreta.


Se dovesse riassumere in una frase il senso di questo progetto?

È la dimostrazione che costruire meno, ma meglio, può generare più valore per tutti: per chi vive gli spazi, per chi investe e per l’intera comunità.

 

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