In Aula nessun Segretario di Stato: annullata la Commissione Consiliare mentre si discute il Pdl sul “DASPO”

da | 27 Feb 2026

Nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio ripartono i lavori della IV Commissione Consiliare Permanente. Termina l’esame del comma 2 (“Audizione del Comitato Esecutivo ISS”) con la votazione dell’ordine del giorno presentato dalla maggioranza, approvato con 11 voti favorevoli e 4 contrari. L’ordine del giorno dà mandato al Governo di: “a) procedere all’aggiornamento del fabbisogno dell’ISS; b) presentare un progetto di legge per regolamentare la libera professione medica del personale sanitario, assicurando che sia subordinata all’interesse del sistema pubblico; c) aggiornare mediante decreto delegato le regole di copertura dei PDR sanitari e sociosanitari; d) adottare un intervento normativo volto ad aggiornare e consolidare in un unico testo la disciplina delle prestazioni che esulano dalla normale attività dei servizi dell’ISS; e) predisporre le linee guida del nuovo Piano Sanitario Sociosanitario con conseguente aggiornamento dell’atto organizzativo e del fabbisogno”.  Inoltre viene dato mandato al Segretario di Stato alla Sanità di trasmettere al Comitato Esecutivo dell’ISS una serie di indirizzi tra cui “interventi di riduzione delle liste d’attesa attraverso la revisione degli orari di lavoro e di servizio della dirigenza medica e del personale sanitario, finalizzata anche all’ottimale utilizzo di locali, macchinari e attrezzature diagnostiche, nonché tramite un’azione di rimodulazione delle autorizzazioni all’esercizio della libera professione” Miriam Farinelli (RF) motiva il voto contrario sostenendo che quasi tutte le riunioni si chiudono con ordini del giorno che “non risolvono mai nulla” e dai quali “portiamo a casa sempre molto poco”, denunciando scarsa condivisione e collaborazione. Emanuele Santi (Rete) parla di “ennesimo ordine del giorno che rimarrà lettera morta” e afferma che il problema è “solo ed esclusivamente politico”: secondo lui dentro la maggioranza e nell’ISS manca una visione condivisa e la politica continua a interferire in scelte che dovrebbero essere tecniche, mentre le liste d’attesa non migliorano nonostante l’aumento delle risorse. Andrea Ugolini (PDCS), a nome della maggioranza, rivendica invece un documento frutto di mediazione che individua obiettivi su liste d’attesa, spesa ed efficientamento e rappresenta uno strumento per dare linee guida al Governo in vista del nuovo piano sanitario. Mirko Dolcini (D-ML), pur apprezzando l’analisi del comitato esecutivo e riconoscendo un “cambio di passo”, vota contro perché vede ancora “una volontà continua di volere la politica in mezzo a scelte che devono essere tecniche” e contesta la mancata condivisione con l’opposizione. 

Al comma 3 si svolge il riferimento sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’arengo al fine di garantire sostegno economico agli ipovedenti per l’acquisto dei presidi a loro utili (Istanza d’Arengo n.24 del 6 aprile 2025). Il confronto prende le mosse dal riferimento del Segretario di Stato Alessandro Bevitori che ricostruisce il quadro normativo, ricordando che per i titolari di pensione sociale è già prevista la fornitura gratuita degli ausili inseriti nel nomenclatore ISS e annuncia come novità imminente la possibilità di acquistare i bastoni bianchi direttamente presso la farmacia dell’ospedale, evitando così di doversi recare fuori territorio e con prezzi inferiori. Sul sostegno economico più ampio riferisce che sono in corso valutazioni per estendere il contributo, anche attraverso lo strumento dell’ICEE. Miriam Farinelli (RF) chiede chiarimenti sulla natura della “fornitura” e sottolinea che la prescrizione degli occhiali è un atto medico, mentre Matteo Casali (RF) richiama il testo dell’istanza, ricordando che si chiedeva esplicitamente il “riconoscimento del sostegno economico” e non soltanto la disponibilità dei presidi, sostenendo che così “il senso dell’istanza non risulta rispettato”. Emanuele Santi (Rete) insiste sul fatto che “il sostegno economico non c’è” e afferma che il Governo non ha dato seguito a quanto approvato dal Consiglio, chiedendo un impegno preciso a inserire uno stanziamento in assestamento di bilancio. Anche Mirko Dolcini (D-ML) si associa alle critiche, parlando di un problema di credibilità istituzionale: se un’istanza viene accolta, deve essere attuata integralmente e non “solo a metà”, sollecitando una risposta concreta e rapida. Dalla maggioranza, Guerrino Zanotti (Libera) invita a distinguere tra la gratuità già prevista per i titolari di pensione sociale e l’eventuale estensione del contributo ad altre categorie, suggerendo un approfondimento tecnico, mentre Aida Maria Adele Selva (PDCS) riconosce che l’aspetto economico va definito meglio ma difende il percorso avviato, sottolineando l’importanza di rendere disponibili i presidi in territorio e di quantificare presto il contributo. Il clima resta teso, con Casali che parla di “inadempienza” e chiede un impegno formale messo a verbale. In chiusura Bevitori accoglie la richiesta e dichiara di non avere difficoltà a prendersi l’impegno di verificare con le Segreterie competenti l’estensione del contributo, anche intervenendo in assestamento se necessario, riconoscendo che il principio dell’istanza comprende entrambe le richieste e assumendo formalmente l’obbligo di darvi seguito.

Al comma 4 si svolge il riferimento sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo affinché la Repubblica di San Marino riconosca il 29 ottobre quale Giornata Nazionale della Cura e del Sostegno. Il Segretario di Stato Matteo Ciacci richiama il quadro internazionale, ricordando che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2023 ha istituito la Giornata internazionale della cura e del sostegno, e afferma che la Repubblica di San Marino si riconosce pienamente in quei principi, considerando il prendersi cura degli altri un elemento fondante di una società equa e solidale. Sottolinea quindi la volontà del Governo di formalizzare il riconoscimento del 29 ottobre anche a livello nazionale e di promuovere iniziative di sensibilizzazione e informazione, anticipando che un ordine del giorno della maggioranza rafforzerà ulteriormente l’attuazione dell’istanza. Francesca Civerchia (PDCS) procede quindi alla lettura dell’ordine del giorno, condiviso da tutte le forze politiche, che istituisce formalmente la Giornata nazionale della cura e del sostegno il 29 ottobre di ogni anno e impegna il Congresso di Stato a promuovere iniziative istituzionali per accrescere la consapevolezza sul valore della cura come responsabilità collettiva, coinvolgendo anche il mondo del volontariato. L’ordine del giorno è approvato all’unanimità con 13 voti favorevoli. 

Si procede con l’esame in sede referente del progetto di legge “Disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive” (presentato dalla Segreteria di Stato per l’Industria con delega allo Sport). Dopo gli interventi del Segretario di Stato Matteo Ciacci e dei commissari Casali e Dolcini, alle 15.20 viene annunciata dalla presidente Denise Bronzetti la sospensione della Commissione “per cause di forza maggiore”, a fronte dell’assenza in aula di Segretari di Stato. 

Comma 2 –  Audizione del Comitato Esecutivo ISS

Ordine del giorno presentato dalla maggioranza – Dichiarazioni di voto 

Miriam Farinelli (RF): Il gruppo di Repubblica Futura ha deciso di votare contrariamente all’ordine del giorno per una motivazione: perché quasi tutte, se non tutte, le riunioni della quarta commissione finiscono con un ordine del giorno che non risolve mai nulla, un lungo elenco di intenti che però portiamo a casa sempre molto poco e la questione del metodo è sempre di attualità, scarsa condivisione e collaborazione, per cui abbiamo deciso di lasciare un segno e di votare contrario.

Emanuele Santi (Rete): Al termine di questo dibattito avete presentato un ordine del giorno che, come abbiamo visto ieri, è stato oggetto in maggioranza di molta discussione. Noi come Rete non lo sosterremo, voteremo contro. Non perché non ci siano cose condivisibili, ma perché crediamo che sia l’ennesimo ordine del giorno che rimarrà lettera morta. Il problema, a mio avviso, è solo ed esclusivamente politico.  C’è una diversa visione in maggioranza sull’atto organizzativo e anche all’interno del comitato esecutivo su quella che è la sanità.  È emerso chiaramente: da una parte il dottor Canti ha detto sì, lo faremo forse, ma prima bisogna guardare, valorizzare i processi interni, vedere cosa fa la struttura; quindi è un rimando e non lo si vuole fare adesso. Dall’altra parte il dottor Bertolini si è detto possibilista, ma se non c’è accordo in maggioranza e non c’è accordo dentro il CE su quale strada prendere e da dove partire con l’atto organizzativo, non andiamo lontano.  Le dinamiche sono sempre le stesse, quelle di 10-15 anni fa, quelle che abbiamo vissuto quando Rete aveva l’onere e l’onore di condurre quella segreteria. C’è una politica un po’ troppo oppressiva che vuole mettere becco in tutte le decisioni. Possiamo avere il migliore comitato esecutivo, possiamo continuare a cambiarlo, arriveranno nuovi dottori, ma se la politica non esce e non fa lavorare chi a livello tecnico dovrebbe mettere in campo le soluzioni, non si va avanti. I problemi sono davanti a tutti da anni e anche le possibili soluzioni; però quando si vuole percorrerle, arriva il nodo politico e ci si ferma.  Il problema è serio ed è politico. Le dinamiche dentro l’ISS non sono cambiate e in un anno e mezzo, due, che siete al governo le liste d’attesa non sono migliorate, a fronte di una spesa che è aumentata. La contribuzione dello Stato è aumentata di 60 milioni; ci sono stati anche 40 milioni di entrate, ma il gap è aumentato a 20 milioni, il finanziamento è passato da 85 a 105. A fronte di queste spese in più non vediamo miglioramenti.  Non è che tifiamo contro, i miglioramenti devono esserci. Le soluzioni ci sono e credo che anche questo comitato esecutivo ne abbia in campo. Ma se le soluzioni vengono bloccate politicamente perché si va a danneggiare l’orticello di uno o dell’altro, l’ISS continuerà ad andare avanti così, per difese di non si sa che cosa. Intanto il servizio lo tocchiamo tutti con mano: ci sono tantissimi professionisti che lavorano benissimo, chi è curato dai nostri professionisti sa che il servizio è all’avanguardia e di qualità. Però ci sono problematiche che rimangono sul tappeto e non possono essere toccate perché altrimenti nascono questioni politiche. Siamo qui da 6-7 anni a raccontarci le stesse cose. Fate gli ordinidel giorno, poi vedremo cosa viene fuori.

Andrea Ugolini (PDCS): Intervengo a nome della maggioranza per esprimere il parere favorevole all’ordine del giorno che abbiamo preparato, frutto di una condivisione e di una mediazione fra noi. Alla fine di un dibattito ricco e degli elementi nuovi portati dagli esponenti del comitato esecutivo nella giornata di ieri, è giusto concludere e dare uno strumento di sintesi al Segretario di Stato alla Sanità e al Governo, per fornire linee di indirizzo politiche da mettere in campo per migliorare il sistema sanitario in base alle nuove richieste e ai nuovi bisogni di salute.  L’ordine del giorno è ricco, ma si può ricondurre a obiettivi a breve, medio e lungo termine. Per dare una risposta tangibile e immediata ai nostri assistiti, occorre intervenire sulla riduzione delle liste d’attesa, sulla razionalizzazione delle spese, sulla revisione degli orari del personale sanitario, sull’efficientamento, sulla correttezza prescrittiva e sull’appropriatezza, e sulla prevenzione. Sono temi già sentiti, ma dal comitato esecutivo abbiamo colto una determinazione nel mettere in pratica le nuove linee di indirizzo.  Un esempio è l’attivazione di gruppi di lavoro per lo studio della creazione dell’hospice, per dare risposta sia all’occupazione dei posti letto sia a un servizio che oggi manca ed è stato richiesto anche recentemente da un’istanza d’Arengo approvata. Ci sono interventi gestionali forse meno visibili all’esterno rispetto a quelli strutturali, ma importanti perché innescano un meccanismo che porterà, e sono ottimista, a risposte più concrete ai cittadini.  Sull’atto organizzativo abbiamo detto più volte che l’ultimo è durato 15 anni e oggi è impensabile che sia scritto sulla pietra con durata quindicennale. Deve essere conseguente a una visione di insieme che si sta impostando attraverso le linee guida del nuovo piano sanitario e sociosanitario, considerando che quello in corso scade nel 2026. Da lì si farà un’analisi dettagliata del nuovo atto organizzativo e del fabbisogno conseguente, definendo la nuova struttura che conterrà i servizi da erogare ai cittadini.  Il voto della maggioranza sarà favorevole. Daremo mandato al Segretario di Stato e al Congresso di Stato di inviare questo ordine del giorno al comitato esecutivo per incidere nel breve, medio e lungo periodo sulle politiche sanitarie.

Mirko Dolcini (D-ML): Io devo essere sincero, ho apprezzato la relazione del comitato esecutivo. L’ho apprezzata da un punto di vista analitico, in base a quello che sembra si voglia fare. Ci sono alcuni elementi che ancora mi lasciano un po’ perplesso, però diciamo diamo anche tempo al tempo.  Ad esempio il discorso sulle liste: adesso si partirà, come è giusto che sia, sull’aspetto oncologico e questo è importante. Avrei però preferito sentire un maggiore approfondimento su come riuscire ad accorciare le liste in tutti gli altri settori. Devo comunque dire che a molti dubbi e a molte domande è stata data risposta. Chiaramente è una risposta ancora sulla carta, poi vedremo se le idee e i provvedimenti che sono stati dichiarati di voler mettere in campo si metteranno effettivamente in campo.  Ho anche notato un cambio di passo rispetto al passato e si è compreso come alcune scelte della scorsa legislatura siano state sbagliate o comunque potevano essere migliori. Faccio un esempio tra gli altri: il robochirurgico. Ricordo che Domani Motus Liberi non votò a favore di quello strumento, mentre il resto della maggioranza, con esplicite parole, si assunse la responsabilità politica di quella scelta.  Al di là di questo, comunque, in rappresentanza di Domani Motus Liberi, il mio voto sarà contrario all’ordine del giorno. Primo, perché traspare dall’ordine del giorno una volontà ancora continua di volere la politica in mezzo a scelte che devono essere tecniche, quindi nella gestione della struttura ospedaliera che deve essere tecnica. È chiaro che deve avere degli indirizzi politici, ma la politica è presente in maniera troppo partitica.  Inoltre l’ordine del giorno è stato presentato dalla maggioranza senza alcuna condivisione e partecipazione con l’opposizione. Per questi motivi il mio voto sarà contrario.

L’ordine del giorno è messo in votazione e approvato con 11 voti favorevoli e 4 contrari.

  1. Riferimento, ai sensi dell’articolo 7, secondo comma della Legge 24 maggio 1995 n.72, sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’arengo al fine di garantire sostegno economico agli ipovedenti per l’acquisto dei presidi a loro utili (Istanza d’Arengo n.24 del 6 aprile 2025) 

Segretario di Stato Alessandro Bevitori: A seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo per il sostegno economico nell’acquisto di presidi utili agli ipovedenti, avvenuta nella seduta consiliare del 17 luglio 2025 con delibera numero 22, si conferma innanzitutto che l’attenzione ai bisogni specifici dei cittadini, e nel caso specifico di coloro che convivono con condizioni visive parzialmente compromesse, rappresenta un elemento imprescindibile nelle politiche di equità e inclusione promosse e messe in campo dal sistema sanitario sammarinese.  Si riferisce quanto segue.  Premesso che, in base alla definizione dell’OMS, per ipovedente si intende la persona la cui acuità visiva nell’occhio migliore sia compresa fra 3 decimi e 1 decimo dopo la correzione.  Premesso che l’ipovisione è considerata malattia invalidante e dà diritto a San Marino a una serie di benefici economici, quali pensione di invalidità, in alcuni casi assegno di accompagnamento e congedi retribuiti ai familiari lavoratori che si prendono cura dell’ipovedente.  Premesso che gli ausili ottici sono previsti nel nomenclatore tariffario ISS, sia occhiali che bastoni, con tempi minimi di rinnovo stabiliti nel nomenclatore stesso, con fornitura gratuita in base alla vigente normativa in favore dei soggetti titolari di pensione sociale.  Si rappresenta che, per quanto attiene agli ausili ottici per ipovedenti, trattandosi di dispositivi delle più svariate tipologie con caratteristiche specifiche per compensare la riduzione del visus, devono essere gestiti da ottici o da sanitarie con personale specializzato in ottica.  Per quanto concerne invece la fornitura di bastoni bianchi per ipovedenti, si comunica che la Direzione e i competenti servizi dell’Istituto per la Sicurezza Sociale hanno riferito che a breve questi potranno essere acquistati presso la farmacia dell’ospedale, configurando tale possibilità come un intervento di rilevante utilità sociale, in quanto volto a facilitare l’accesso a un ausilio essenziale per l’autonomia, la sicurezza e la mobilità delle persone ipovedenti, con ricadute positive anche per i parenti e i familiari che quotidianamente le assistono.  Ciò permetterà di reperire tali dispositivi senza doversi recare in sanitarie specializzate fuori San Marino e con costi inferiori, con conseguente semplificazione delle procedure di acquisto, maggiore tempetività nella disponibilità del presidio e miglioramento complessivo della qualità della risposta ai bisogni dell’utenza.

 

Miriam Farinelli (RF): Ovviamente non si può che essere d’accordo sulla posizione di aiutare i cittadini che ne hanno veramente la necessità. Mi permetto però di eccepire che, siccome si tratta di un atto medico, la prescrizione degli occhiali deve essere fatta da un medico e non da un ottico, perché c’è una differenza fondamentale tra la competenza di un oculista e quella di un ottico.  Inoltre non ho capito: fornitura vuol dire gratuita oppure solo che, ad esempio nelle strutture sanitarie dell’ISS, lo si trova per acquistarlo? È una domanda.  

Matteo Casali (RF): A sostegno di quanto appena sostenuto dalla collega Farinelli, evidenzio che la richiesta dell’istanza d’Arengo recitava: i sottoscritti cittadini sammarinesi chiedono, tutti insieme, sia ipovedenti che familiari e amici che li sostengono, la possibilità di vedere riconosciuto il sostegno economico nell’acquisto dei presidi utili agli ipovedenti e degli occhiali speciali per ipovedenti.  In subordine si aggiungeva che le farmacie statali potrebbero essere interessate ad approvvigionarsi. Il Segretario ci ha riferito che a breve questi presidi saranno disponibili presso le farmacie per l’acquisto, se ho capito bene. In questo modo si ovvierebbe alla difficoltà di reperimento dei presidi, ma gli istanti chiedono un’altra cosa: chiedono il riconoscimento del sostegno economico nell’acquisto e non semplicemente la disponibilità.  Fra l’altro segnalano anche la difficoltà nel reperire questi presidi. Se stiamo discutendo dei provvedimenti in attuazione di un’istanza d’Arengo approvata, il senso dell’istanza non risulta rispettato per come lo posso capire io.

Emanuele Santi (Rete): Non posso che essere d’accordo con quanto asserito dal collega Casali. L’istanza chiedeva un sostegno economico e, in subordine, la possibilità di acquistare i presidi presso le farmacie sammarinesi. Nel riferimento fatto dal Segretario si dice che i presidi saranno disponibili, ma il sostegno economico non c’è. È evidente che non sono stati fatti i compiti.  Parliamo di un sostegno economico per una categoria, quella degli ipovedenti, ma sono tante le categorie che necessitano di sostegno per presidi di uso quotidiano, come bastoni e occhiali, che costano anche qualche centinaio di euro.  Quando si approva un’istanza bisogna portarla nella legge di bilancio, fare un articolato e stanziare delle risorse a sostegno degli ipovedenti. Altrimenti facciamo la figura che abbiamo fatto oggi: il Segretario dice che i presidi sono a disposizione, ma lo stanziamento economico non c’è, quindi l’istanza votata viene di fatto disattesa.  Veniamo in Aula a dire che abbiamo ascoltato le esigenze dei cittadini, ma apprendiamo che il sostegno non è stato dato. Questa è un’istanza a cui il Governo non ha dato seguito. Solitamente il Governo porta le istanze dove è sicuro di aver fatto bella figura; qui partiamo subito con una in cui di fatto cadiamo in un non fatto.  Ieri sera non abbiamo fatto la seduta di questa commissione perché dovevamo farla oggi, ma abbiamo visto che i Segretari che avevano chiesto la commissione d’urgenza erano a Sanremo. Diteci quanti sono questi ipovedenti, qual è l’importo da stanziare; se sono tanti e le risorse non sono molte, si può destinare una cifra fissa per ciascuno. Ma il minimo è prendersi un impegno per farlo.  Oggi la figura fatta è misera, è chiaro che non è stato dato corso all’istanza per quello che chiedevano gli istanti. Mi sento di dire ai Segretari, per voce della Segreteria alla Sanità, di prendersi l’impegno di stanziare questo capitolo nella prossima legge di bilancio.

Mirko Dolcini (D-ML): Qui purtroppo non posso che associarmi alle critiche e alle lamentele dei colleghi di opposizione, non perché si faccia parte dell’opposizione, ma perché è un problema reale. È stato chiesto un contributo economico e invece viene soltanto facilitata, e ben venga per carità, la possibilità di raggiungere e ottenere questi presidi utili alle persone con disabilità, nello specifico gli ipovedenti.  Sorge però una domanda: perché non è stato previsto questo supporto economico che era stato chiesto in accoglimento dell’istanza? Sarebbe utile sapere quanti sono gli ipovedenti che necessitano di questi presidi a San Marino, così come sarebbe utile sapere quante sono in generale le persone con disabilità, proprio per fare una programmazione di aiuto in maniera organica.  Mi sovviene anche una riflessione: gli istanti chiedono un aiuto economico ed è legittimo, ma purtroppo le persone con disabilità, in questo caso gli ipovedenti, fanno già i conti con una situazione difficile in partenza. Vengono messe in pensione con poco più di 1.000 euro al mese e questo denota un aspetto culturale che andrebbe modificato, perché ci sono disabilità e disabilità.  Esistono situazioni in cui la persona con disabilità non può effettivamente contribuire allo sviluppo del Paese, ma ci sono anche persone, ed è spesso il caso degli ipovedenti, che se messe nelle condizioni di lavorare con gli strumenti adeguati potrebbero essere un investimento per la società. Sono tante le persone che hanno questa disabilità e vorrebbero mettersi in gioco, ma non riescono perché viene riconosciuta una pensione di poco più di 1.000 euro e non si permette loro di lavorare.  Quando chiedono un supporto economico per ottenere presidi che possono consentire autonomia e lavoro, sarebbe da facilitare senza badare a spese, perché possono essere un investimento per la società e per lo sviluppo economico. Venire a scoprire che si facilita il reperimento dei presidi, ma si trascura l’aspetto economico, significa fare finta di accogliere un’istanza che in realtà non viene accolta. Concludo sollecitando un cambio culturale che deve partire dalle istituzioni nell’affrontare l’aiuto alle persone con disabilità, perché spesso possono dare ancora molto alla società e non vanno relegate in un angolo. Spero di avere una risposta e un chiarimento su quale tipo di accoglimento sia stato dato a questa istanza.

Guerrino Zanotti (Libera): Dal riferimento non si evince chiaramente se sia stata percorsa la strada dell’intervento economico per l’acquisto dei presidi per gli ipovedenti. Credo sia necessario un approfondimento con la Segreteria competente per verificare quali siano gli adempimenti posti in essere per l’accoglimento fattivo dell’istanza d’Arengo.  Va fatta una precisazione, perché negli interventi precedenti non è stato del tutto chiarito che, come indicato nella relazione letta dal Segretario Bevitori, già oggi è prevista la fornitura gratuita dei presidi per i titolari di pensione sociale. Evidentemente l’istanza chiede l’estensione di un sostegno economico anche a chi non rientra in quella categoria.  Il sostegno economico potrebbe configurarsi come un rimborso anche parziale per l’acquisto o eventualmente come prezzi calmierati degli ausili. Oggi è gratuito solo per i titolari di pensione sociale, quindi bisognerà verificare la possibilità di estendere un sostegno economico più ampio e dare seguito all’istanza.  Una precisazione rispetto all’intervento del collega Dolcini: non è corretto dire che tutti gli ipovedenti vadano in pensione con poco più di 1.000 euro. La pensione, per chi ha svolto un’attività lavorativa, dipende dai versamenti contributivi effettuati e può essere anche superiore. Se si tratta di persone che non hanno mai svolto attività lavorativa, può configurarsi anche l’assegno di accompagnamento, con cui si arriva anche a 1.500 euro. Quindi dipende dalle situazioni individuali.  Concludo chiedendo al Segretario Bevitori di farsi portatore della richiesta di approfondimento affinché venga chiarito in modo puntuale quale seguito si intenda dare all’istanza.

Aida Maria Adele Selva (PDCS): Ricordo che quando è stata approvata questa istanza il problema riguardava anche il fatto che i bastoni bianchi per ipovedenti, in quel periodo, si andavano a comprare autonomamente fuori territorio. Adesso arriveranno nelle farmacie dello Stato e verranno forniti a tutti coloro che ne avranno bisogno dello stesso tipo, perché ovviamente uno potrebbe anche decidere di prendersene uno di tipo magari più pregiato rispetto a un altro. In questa maniera verrà fornito un modello definito e chi ha diritto sarà dotato del bastone bianco per ipovedente. Quando si parla di persone ipovedenti, come ha già letto il Segretario, si intende chi ha un’acuità visiva nell’occhio migliore compresa tra 3 decimi e un decimo dopo la correzione. Per quanto riguarda gli occhiali, è ovvio che la farmacia non può fare il lavoro dell’ottico. Nella relazione è scritto che devono essere gestiti da ottici o da sanitarie con personale specializzato in ottica. Non è che in farmacia si fa anche il lavoro dell’ottico. Per quanto riguarda l’occhiale, si dovrà definire un contributo sulla base del nomenclatore tariffario, perché uno può scegliere una montatura rispetto a un’altra, quindi verrà stabilito il contributo da dare alle persone che hanno questo problema. Dal mio punto di vista il Consiglio ha fatto bene ad approvare questa istanza e non mi risultano particolari perplessità, anche se sono arrivato in ritardo e forse ho seguito poco le osservazioni. Penso che chi è preposto ad autorizzare questi ausili avrà tutti gli elementi per valutare un adeguato contributo per chi ne ha bisogno. È stato già ricordato dal collega Zanotti che per i titolari di pensione sociale questi presidi sono gratuiti.

Segretario di Stato Alessandro Bevitori: L’istanza d’Arengo dice testualmente: i sottoscritti cittadini sammarinesi chiedono la possibilità di veder riconosciuto il sostegno economico nell’acquisto dei presidi utili agli ipovedenti e degli occhiali speciali per ipovedenti. Le farmacie statali potrebbero in questo modo essere interessate ad approvvigionarsi di tali presidi, vista la difficile reperibilità nelle strutture private e sanitarie presenti in territorio.  È vero che c’è una doppia richiesta: una riguarda il sostegno economico, l’altra la disponibilità dei presidi in territorio. La relazione risponde sicuramente alla seconda richiesta e credo sia un’ottima notizia il fatto che la farmacia di Stato sarà fornita dei bastoni bianchi per ipovedenti, che dall’istanza risultavano di difficile reperibilità, con difficoltà che si ripresentavano anche ogni sei mesi.  Per quanto riguarda il sostegno economico, è stato ricordato che la fornitura gratuita oggi esiste per i titolari di pensione sociale. Posso riferire che sono in corso valutazioni e approfondimenti per capire come poter estendere il contributo e allargare la platea, oggi limitata ai titolari di pensione sociale.  È chiaro che introdurre contributi generalizzati richiede uno strumento adeguato. Oggi abbiamo lo strumento dell’ICEE, recentemente approvato in Aula, e si sta valutando anche sotto questo profilo la possibilità di ampliare la platea dei beneficiari.  Mi sento comunque di confermare che il principio dell’istanza d’Arengo è stato recepito per due motivi: la possibilità di acquistare i presidi in San Marino e il fatto che sarà garantito un prezzo inferiore rispetto a quello attualmente presente sul mercato. Sono quindi già raggiunti sia l’abbassamento del prezzo sia il superamento della necessità di recarsi fuori territorio per l’acquisto.

Matteo Casali (RF): Noi non siamo qui a farci prendere in giro. Il Segretario si arrampica sugli specchi e anche gli interventi arrivati a corredo non chiariscono il punto centrale. L’istanza per la quale si chiedeva un riferimento in Commissione doveva servire a rendere edotta la Commissione sugli adempimenti messi in atto per soddisfare l’istanza d’Arengo approvata in Consiglio Grande e Generale.  Qui non si fa l’esegesi dell’istanza. Qui si devono dimostrare gli adempimenti adottati per dare seguito a una richiesta approvata dal Parlamento. Non è accettabile sentirsi dire che sono in corso approfondimenti. Gli approfondimenti si fanno prima e poi si viene in Commissione a riferire cosa è stato fatto.  Non possiamo accettare il ragionamento per cui, siccome forse in farmacia costeranno meno, allora quello sarebbe già un contributo economico. Non vogliamo essere offesi nella nostra intelligenza. Questa è clamorosamente una inadempienza.  Allora, delle due l’una: o il Segretario si prende un impegno chiaro, messo a verbale, che nel prossimo stanziamento di bilancio verrà previsto un sostegno economico, e allora consideriamo adempiuta la richiesta del Consiglio Grande e Generale, oppure si dice con dignità che è stato preso un granchio, che è sfuggita la questione e si ritira il comma, si fanno gli approfondimenti e si riporta quando saranno completati.  Mi sembra più rispettoso dire che si è fatto un errore piuttosto che arrampicarsi sugli specchi. O ci si prende un impegno formale, oppure si ritira il riferimento. Ditemi come si esce da questa situazione, ma non con tarallucci e vino, perché altrimenti offendiamo noi stessi e la nostra intelligenza.

Emanuele Santi (Rete): Questa istanza non va interpretata. Il Segretario si prenda l’impegno di portare nella prossima legge di assestamento un articolo che preveda un contributo per questa categoria. È l’unico modo per uscire da questa situazione.  Solitamente, quando si portano le istanze d’Arengo in Commissione, soprattutto se approvate dal Consiglio Grande e Generale, il Congresso di Stato viene a dire che il Consiglio ha accolto l’istanza dei cittadini e che essa è stata attuata. Oggi siete venuti a dirci che non è stato fatto, perché chiedevano un sostegno economico e il sostegno economico non è stato dato.  L’unico modo per migliorare questa figura è prendere un impegno: in assestamento portate un sostegno economico. Poi decidete voi quanto stanziare, ma dovete dirci anche quanti sono questi ipovedenti.  Il Consiglio Grande e Generale ha approvato l’istanza. Non ci sono valutazioni ulteriori: il Congresso di Stato deve attuarla. Può decidere l’importo da destinare, ma deve dare seguito al principio approvato. Qui si chiede un sostegno economico per l’acquisto dei presidi utili agli ipovedenti. È stato fatto? No.  Quindi non giriamo attorno alle parole. Prendetevi l’impegno, anche a nome della Segreteria competente, di portare questo stanziamento in assestamento. Altrimenti oggi non avete fatto i compiti.

Aida Maria Adele Selva (PDCS): Capisco le vostre considerazioni, ma secondo me sono giuste a metà. Per quanto riguarda la fornitura dei bastoni bianchi per ipovedenti, la Segreteria ha detto che a breve saranno disponibili nelle farmacie di Stato. Non stiamo parlando di anni trascorsi, ma di un percorso che si sta completando; immagino che l’ordine sia stato fatto e che si stia attendendo la consegna. Se poi si ritiene che dovessero essere già disponibili oggi, è un’altra valutazione, ma su questo credo che la Segreteria possa verificare e confermare le tempistiche.  Sul sostegno economico, invece, è vero che dall’istanza emerge una richiesta più ampia e che questo aspetto non risulta ancora definito in maniera compiuta. Le motivazioni non le conosco nel dettaglio. Provo però a fare una riflessione anche in modo corretto nei vostri confronti: probabilmente, se fossi all’opposizione, farei le stesse considerazioni e mi aspetterei una risposta come quella che sto cercando di dare.  Premesso che si poteva attuare in modo più completo, qui parliamo di una patologia molto invalidante. Lo dico anche per esperienza personale familiare: per queste persone l’aiuto e il sostegno sono fondamentali. Proprio per questo credo che, dal momento in cui l’istanza è stata approvata e il principio del sostegno è stato condiviso, non sia tanto una questione di creare un capitolo ad hoc, anche perché non mi risulta che a San Marino vi sia un numero tale di ipovedenti da richiedere stanziamenti ingenti.  Se, come è stato riferito, il capitolo relativo a farmaci e presidi è già ampio e capiente, potrebbe ricomprendere anche questi ausili. L’importante è che il sostegno venga quantificato quanto prima e reso operativo. Comprendo le vostre motivazioni, ma credo che la priorità sia sollecitare la definizione concreta del contributo economico e procedere rapidamente

Mirko Dolcini (D-ML): Mi collego all’intervento del commissario Selva che ha detto che non c’è una grande quantità di ipovedenti a San Marino. È proprio questo uno dei punti: abbiamo chiesto di sapere quanti siano, ma questo dato non ci è stato fornito. Anche questo è un elemento da chiarire.  Il problema però è di livello istituzionale. Non si tratta solo di aiutare le persone ipovedenti, cosa su cui siamo tutti d’accordo. Tante volte le istanze d’Arengo non vengono accolte perché non sono perfettamente formulate o perché non si possono accogliere integralmente. Si dice sempre che un’istanza deve essere accolta nella sua globalità.  A maggior ragione, quando viene accolta, deve essere attuata integralmente. Se oggi ci troviamo in Commissione a constatare che l’istanza è stata accolta solo a metà, abbiamo un problema di credibilità istituzionale. Anche per i cittadini che ci ascoltano, un’istanza approvata deve ricevere una risposta completa.  Non sto indicando una soluzione tecnica specifica. La soluzione è muoversi, e muoversi in fretta: o prevedendo uno stanziamento in bilancio, o sospendendo il riferimento e tornando con una risposta completa. Il ritardo non è imputabile alla Commissione, ma a chi doveva dare attuazione all’istanza. Dimostriamo quindi concretamente la volontà di intervenire.

Segretario di Stato Alessandro Bevitori: Non ho difficoltà a prendermi l’impegno richiesto. Mi impegno a riferire ai colleghi competenti, in particolare Sanità e Finanze, per verificare l’estensione del contributo oggi previsto in forma gratuita solo per i titolari di pensione sociale.  L’obiettivo è allargare la platea dei beneficiari, prevedendo un contributo economico che possa riguardare anche chi percepisce la pensione minima o rientri in determinate soglie, eventualmente utilizzando lo strumento dell’ICEE. Questo impegno può essere messo a verbale.  Se il capitolo già esistente presso l’ISS per protesi e ausili risultasse sufficiente, si potrà intervenire senza ulteriori modifiche; diversamente, informerò il collega alle Finanze e, se necessario, si procederà in assestamento di bilancio per incrementare lo stanziamento.  Condivido che il principio dell’istanza, votata dal Consiglio Grande e Generale, comprende entrambe le richieste e quindi mi assumo formalmente l’impegno di darvi seguito nei termini indicati.

  1. Riferimento, ai sensi dell’articolo 7, secondo comma della Legge 24 maggio 1995 n.72, sui provvedimenti adottati a seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo affinché la Repubblica di San Marino riconosca il 29 ottobre quale Giornata Nazionale della Cura e del Sostegno (Istanza d’Arengo n.13 del 6 aprile 2025) 

Segretario di Stato Matteo Ciacci: A seguito dell’approvazione dell’istanza d’Arengo affinché la Repubblica di San Marino riconosca il 29 ottobre quale Giornata nazionale della cura e del sostegno, si ricorda che la Repubblica di San Marino da sempre promuove e sostiene i principi ispiratori della Giornata internazionale della cura e del sostegno, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2023, per affermare l’importanza cruciale del prendersi cura degli altri come elemento fondante di una società equa, solidale e sostenibile.  Il Governo è pienamente rispondente a questi principi e ha la volontà di riconoscere formalmente questa giornata, condividendone l’impostazione culturale e sociale che valorizza il lavoro di cura, sia retribuito sia non retribuito, riconoscendone la centralità per la coesione sociale, per il benessere della comunità e per la sostenibilità del sistema sociosanitario.  In tale prospettiva, si andranno ad adottare tutte le azioni necessarie per formalizzare il riconoscimento del 29 ottobre quale Giornata nazionale della cura e del sostegno, promuovendo anche, in collaborazione con gli enti competenti, iniziative di informazione e sensibilizzazione sul tema e attività collegate a questa iniziativa.  Credo inoltre che i gruppi di maggioranza abbiano presentato un ordine del giorno che andrà a recepire ulteriormente quanto il Governo intende fare per dare attuazione all’istanza.

 

Miriam Farinelli (RF): Solo per sottolineare il sostegno a questa istanza. Prendersi cura delle persone significa andare incontro ai loro bisogni, rispettarle, costruire una comunità civile e inclusiva. Cura, affetto e rispetto sono fondamentali per una società che voglia dirsi tale.

Emanuele Santi (Rete): Rispetto all’istanza d’Arengo, il mio gruppo l’ha sostenuta in maniera convinta al momento dell’approvazione. Quando si riconosce con una giornata l’impegno di chi ogni giorno si prende cura e sostiene i malati, credo sia un atto dovuto. Ricordo che in quella sede l’Aula aveva unanimemente detto che bisognava istituire questa giornata.  Oggi sosterremo l’ordine del giorno, che abbiamo firmato. Voglio però fare una precisazione. Solitamente, quando le istanze d’Arengo vengono votate dal Consiglio Grande e Generale, il Congresso di Stato ha già la possibilità di attuarle. Se il Consiglio dice che il 29 ottobre è la Giornata della cura e del sostegno e accoglie l’istanza, il Congresso, attraverso una delibera, potrebbe istituirla.  Siccome c’è la prassi per cui l’istanza torna in Commissione e la Commissione dà un ulteriore mandato al Congresso, a mio avviso non sarebbe neanche necessario. Se si fosse fatto subito al momento dell’approvazione, avremmo già celebrato la prima giornata il 29 ottobre 2025. Così probabilmente si farà nel 2026.  In ogni caso, l’importante è che questa giornata parta, perché tutti convintamente abbiamo sostenuto l’istanza, anche per ribadire l’impegno di tanti professionisti e familiari che ogni giorno si prendono cura e sostengono i propri cari.

Denise Bronzetti (AR): Ne approfitto per ribadire il pieno sostegno anche del nostro gruppo consiliare di Alleanza Riformista. Ricordo che questa istanza era stata votata all’unanimità dei presenti di allora, ma le sottolineo anche, commissario Santi, che in realtà è il regolamento consiliare che, a seguito di un’approvazione da parte del Consiglio di un’istanza d’Arengo, prevede necessariamente il passaggio in commissione. Quindi quello che potrebbe essere anche condivisibile rispetto a quello che lei sosteneva necessita però di una modifica del regolamento consiliare.

Gian Carlo Venturini (PDCS): Anch’io concordo sull’importanza di chiarire il percorso. Il Consiglio accoglie un’istanza, poi si dice che serve un ordine del giorno. Qui l’istanza è stata accolta l’anno scorso e sono passati sei mesi. In altri casi, come per l’istituzione della Giornata dei nonni, tra accoglimento e ordine del giorno sono passati anni.  Questo non può accadere. Se l’istanza viene accolta, deve avere esecuzione nei tempi previsti o almeno si deve riferire cosa è stato fatto. In alcuni casi servono passaggi più complessi, ma in questo caso si tratta di istituire una giornata.  Siamo tutti d’accordo sull’importanza della Giornata nazionale della cura e del sostegno. L’istanza è stata accolta all’unanimità. Va chiarito se occorre sempre un ordine del giorno della Commissione o se sia necessario modificare il regolamento per rendere il procedimento più rapido. In questo caso il ritardo è di sei mesi, in altri casi è stato ben più lungo.

Paolo Crescentini (PSD): Esprimo, anche da parte del PSD, il pieno sostegno all’istanza d’Arengo e ringrazio il Presidente per aver illustrato il regolamento consiliare in merito ai passaggi di competenza delle Commissioni. Concordo con quanto detto dal collega Venturini: o mettiamo mano al regolamento consiliare oppure agiamo diversamente. Tuttavia, poiché esiste un regolamento che prevede determinati passaggi anche per quanto riguarda l’approvazione, in questo caso, dell’istanza d’Arengo, sarebbe forse opportuno, visto che dovremo intervenire sul regolamento, recepire che una volta che l’istanza d’Arengo è stata accolta e votata, debba avere piena attuazione. Eviteremmo così un’ulteriore burocrazia, perché altrimenti per fare qualcosa che richiede poco tempo rischiamo di impiegarne sei mesi. La speranza è quindi quella di modificare il regolamento consiliare per recepire questo aspetto che può sembrare piccolo ma non lo è, perché rallenta l’operazione successiva. Una modifica permetterebbe che, una volta accolta un’istanza, si proceda direttamente alla sua piena attuazione. 

Guerrino Zanotti (Libera): Al di là della discussione sullo strumento con cui raggiungere il risultato del riconoscimento dell’istituzione della giornata internazionale della cura e del sostegno, credo vada affermata la volontà di questa Commissione, così come lo è stata del Consiglio Grande e Generale, di dare visibilità e riconoscimento a tutti coloro che nella società odierna hanno la volontà, la forza e la capacità di dedicare tempo, risorse ed energie al sostegno e all’assistenza delle persone disabili, anziane o comunque non autosufficienti. Il riconoscimento di una giornata che ricordi quanto sia preziosa questa attività è assolutamente necessario. Ritengo tuttavia che si debba andare oltre il mero riconoscimento formale di una giornata dedicata, attraverso atti concreti. Proprio la settimana scorsa il Segretario Canti ha annunciato il deposito della legge di modifica delle norme a sostegno delle famiglie, nella quale verrà dedicato un capitolo ai caregiver, a coloro che si occupano dell’assistenza dei familiari e delle persone non autosufficienti. Credo che, oltre al riconoscimento istituzionale, anche una norma che sostenga chi dedica tempo ed energie all’attività di cura sia il modo migliore di procedere. In questo senso siamo favorevoli all’ordine del giorno che sosterremo in questa occasione, ma riteniamo si debba andare oltre e confidiamo di riuscirci con i prossimi provvedimenti. 

Mirko Dolcini (D-ML): Confermo che il gruppo Domani Motus Liberi era favorevole all’istanza d’Arengo all’epoca e sostiene l’ordine del giorno che istituisce la giornata nazionale della cura e del sostegno. L’auspicio è che, oltre all’istituzione della giornata, vengano poste in essere, da parte istituzionale, attività di formazione, corsi, sensibilizzazione e momenti di riflessione coerenti con le finalità della giornata, così da offrire un aiuto concreto alle persone più fragili e a chi ne ha bisogno. Per quanto riguarda la discussione sui tempi e sul passaggio in Commissione, il regolamento lo prevede ed è quindi corretto seguirlo. Tuttavia, per un principio di speditezza che spesso richiamiamo anche in ambito politico, quando l’istanza non presenta particolari complessità sarebbe forse opportuno, anziché tornare in Commissione, passare direttamente al Congresso.

Francesca Civerchia (PDCS): Solo due parole su questa istanza, che merita particolare attenzione, anche per il valore civico del messaggio che si vuole trasmettere con l’istituzione di questa giornata per la cura e il supporto delle persone, soprattutto in una società sempre più liquida, caratterizzata da un numero crescente di famiglie monofamiliari e di persone che vivono da sole. È importante promuovere il sentimento della solidarietà, della reciprocità e dell’aiuto, ricordando di non lasciare mai sole le persone fragili che necessitano di supporto nella propria solitudine, nel disagio o nella difficoltà. Procedo quindi alla lettura dell’ordine del giorno, condiviso da tutte le forze di maggioranza e opposizione.

La Commissione Consiliare Permanente Igiene, Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, in riferimento all’istanza d’Arengo numero 13 del 6 aprile 2025 per il riconoscimento del 29 ottobre quale giornata nazionale della cura e del sostegno, approvata dal Consiglio Grande e Generale con delibera numero 21 del 16 luglio 2025, vista la risoluzione A/RES/77/317 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che nel 2023 ha proclamato il 29 ottobre quale giornata internazionale della cura e del sostegno, affermando l’importanza cruciale del lavoro di cura come elemento fondante per una società equa, solidale e sostenibile, considerato che il riconoscimento del valore del prendersi cura degli altri, sia in ambito familiare sia comunitario, rappresenta un passaggio significativo verso il rafforzamento del senso di solidarietà e responsabilità collettiva, promuovendo al tempo stesso una maggiore consapevolezza rispetto al contributo quotidiano offerto da coloro che garantiscono assistenza e supporto alle persone più fragili, e che la cura in tutte le sue forme va sempre sostenuta come dimensione centrale del benessere sociale, della salute pubblica e dello sviluppo economico sostenibile, istituisce la giornata nazionale della cura e del sostegno quale occasione per promuovere momenti di riflessione, formazione e sensibilizzazione della cittadinanza, da celebrarsi il 29 ottobre di ogni anno; impegna il Congresso di Stato alla promozione di iniziative istituzionali idonee alla celebrazione di tale ricorrenza, al fine di aumentare la consapevolezza sociale sul tema della cura quale dovere e valore collettivo; invita le associazioni di volontariato a proseguire la fattiva collaborazione alle iniziative sociali pubbliche.

L’ordine del giorno è messo in votazione e approvato all’unanimità con 13 voti favorevoli. 

  1. Esame in sede referente del progetto di legge “Disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive” (presentato dalla Segreteria di Stato per l’Industria con delega allo Sport) 

Segretario di Stato Matteo Ciacci: Credo che alcune considerazioni di carattere generale vadano compiute. Innanzitutto è innegabile che questo progetto abbia come obiettivo quello di introdurre azioni preventive che si inseriscono nella tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza pubblica, azioni che immagino, anzi ne sono convinto, siano state ampiamente condivise con gli organismi competenti, in particolare con il Comando della Gendarmeria e con il Tribunale. È chiaro che la norma risponde alla crescente esigenza di assicurare elevati standard di sicurezza durante le manifestazioni sportive, manifestazioni che fortunatamente sul nostro territorio hanno sempre maggiore frequenza e una presenza significativa di appassionati e operatori, e che devono essere gestite in maniera assolutamente corretta.  Crediamo che, per fare passi in avanti sul tema delle manifestazioni sportive portate avanti dalle Federazioni ma anche dalle società sportive private, che fortunatamente creano un forte stimolo sul territorio con ricadute dirette e indirette anche a livello turistico, il tema della sicurezza non possa assolutamente passare in secondo piano. Potrei fare molti esempi delle iniziative sportive che vengono organizzate sul nostro territorio: dall’attività più frequente e strutturata della Federazione Calcio, che consente di ospitare partite di livello internazionale presso il San Marino Stadium almeno sei o sette volte all’anno, fino alla prospettiva di ampliare l’attività sportiva presso il campo da golf, su cui si sta lavorando per un ampliamento, così da avvicinare nuove attività e piccole federazioni, fino ad arrivare agli eventi più importanti come il Rally Legend, che negli ultimi anni ha raccolto un numero elevato di appassionati e che merita di essere regolamentato, consentendogli al tempo stesso di esprimere la propria forza propulsiva.  Per questo credo che ci confronteremo su un testo che consente di compiere un passo in avanti nell’introduzione di norme che, da un lato, hanno finalità preventiva, mirando a impedire che soggetti giudicati pericolosi possano avvicinarsi a luoghi o eventi in cui la loro presenza potrebbe generare tensioni, disordini o atti di violenza. L’accesso alle manifestazioni sportive è uno dei contesti maggiormente esposti sotto questo profilo. Dall’altro lato, si prevede che il provvedimento amministrativo emesso dal Comandante della Gendarmeria o da un suo delegato venga applicato a individui considerati dalla legge soggetti pericolosi, che abbiano avuto condotte rilevanti o che risultino denunciati per aver partecipato a episodi di violenza in vari ambiti, oppure che abbiano posto in essere comportamenti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica o turbativi dell’ordine pubblico.  Sui tecnicismi entreremo successivamente nell’ambito dell’esame del progetto di legge. Per il resto, ritengo che questa normativa consenta di intervenire in maniera rapida, mirata e flessibile nei confronti di soggetti potenzialmente pericolosi, contribuendo a creare un clima di maggiore serenità e sicurezza nelle manifestazioni sportive.

Matteo Casali (RF): Ci apprestiamo a discutere questa legge e queste disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive. Noi, come abbiamo già riconosciuto in prima lettura, rileviamo che vi è stata una volontà, portata a termine anche abbastanza celermente, da parte del Segretario Fabbri, che si era assunto questo impegno.  Vorremmo però ribadire alcune considerazioni che, molto brevemente e per ragioni di tempo, avevamo già svolto in sede di prima lettura. Innanzitutto un’osservazione di carattere generale, sulla quale tornerò anche in chiusura. Qui si parla di disposizioni in materia di sicurezza durante le manifestazioni sportive. Potrebbe invece essere il caso di iniziare a pensare ad aspetti normativi che trattino la sicurezza non esclusivamente in occasione di manifestazioni sportive, ma di manifestazioni in senso lato.  Potrebbe essere opportuno iniziare a ragionare su una disciplina organica delle manifestazioni e della sicurezza nelle manifestazioni, di cui la sicurezza e l’ordine pubblico rappresentano un aspetto, mettendo ordine tra disposizioni che riguardano ordinanze di chiusura, patrocini e altri profili collegati.  Evidenzio che gli aspetti relativi alla sicurezza delle manifestazioni in senso lato erano trattati dal Regolamento n. 19 del 2024, che parlava di sicurezza per le manifestazioni, incluse quelle sportive. Il Regolamento 19/2024 è stato però abrogato dal Regolamento 27/2025, rimanendo in vigore per circa un mese. Di conseguenza, ad oggi quegli aspetti che erano normati in senso lato sulla sicurezza delle manifestazioni non risultano più disciplinati.  Segnalo inoltre che all’articolo 8 di quel regolamento abrogato vi era il recepimento della nota istanza d’Arengo relativa alla tutela delle APAS, che vietava manifestazioni motoristiche attorno ai luoghi APAS. L’articolo 8 del Regolamento 19/2024 recepiva tale istanza. Ci è stato detto che quell’istanza era stata attuata tramite quel regolamento, ma il regolamento è stato abrogato dopo un mese. A San Marino abbiamo manifestazioni importanti: le Giornate Medievali, il Comics, eventi legati ai fumetti e altri appuntamenti di grande afflusso. Anche in questi casi potrebbe essere opportuno un regolamento che disciplini la sicurezza. Perché limitarlo alle sole manifestazioni sportive?  Sempre in termini generali, sarebbe interessante che una regolamentazione della sicurezza nelle manifestazioni fosse accompagnata da una visione complessiva dei mezzi a disposizione delle forze dell’ordine, inclusi strumenti tecnologici. Si potrebbe pensare, ad esempio, a un contributo più generale da parte degli organizzatori, finalizzato a dotare la Gendarmeria o strutture dell’amministrazione di mezzi come i droni, utilizzabili trasversalmente non solo per esigenze di sicurezza durante le manifestazioni, ma anche per il monitoraggio del territorio, delle pareti rocciose o per esigenze dell’Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici.  Un altro tema è quello della formazione del personale addetto alla sicurezza. In caso di manifestazioni sportive, si potrebbe pensare a corsi organizzati dal nostro CFP per la formazione degli steward a più livelli, perché la formazione del personale è un elemento centrale.  Richiamo quanto detto in prima lettura: questa norma sul DASPO rappresenta una gamba del tavolo, ma ne esistono almeno altre due. Anche limitandoci alle manifestazioni sportive, oltre al DASPO dovrebbero esserci norme che contemplino la dimensione degli eventi e la possibilità di calmierarne l’afflusso qualora l’evento superi la propria potenzialità positiva in termini turistici e diventi un problema. La seconda gamba riguarda le risorse e la dotazione di mezzi per le forze dell’ordine, anche con utilizzi trasversali.  Il provvedimento, non dobbiamo nascondercelo, è stato definito il “provvedimento Rally Legend”, perché è scaturito dai disordini registrati in occasione di quell’evento. Pur avendo plaudito al provvedimento, dobbiamo riconoscere che rispetto a quel tipo di manifestazione esso rischia di essere inefficace, proprio perché mancano le altre due gambe del tavolo. Inoltre, il Rally Legend, per sua natura, non è particolarmente sensibile al DASPO: il DASPO incide soprattutto sulla tifoseria di una squadra, che ha appuntamenti settimanali e si vede privata di un evento ricorrente. Il Rally Legend si svolge una volta all’anno e la distanza temporale riduce l’efficacia deterrente del provvedimento.  Vi è poi un ulteriore elemento: un evento all’aperto come il Rally Legend non ha tornelli o ingressi regolamentati. Risulta quindi complesso immaginare un controllo capillare in un evento che non si svolge in uno spazio chiuso o con accessi controllati.  Nei nostri emendamenti abbiamo provato a fornire alcune risposte a questi quesiti. Il tema rimane aperto e vi è molta materia su cui lavorare per giungere a una regolamentazione più complessiva e compiuta. Abbiamo offerto degli spunti, ci crediamo e auspichiamo che possano essere accolti

Mirko Dolcini (D-ML): Mi associo alle considerazioni del collega che mi ha preceduto e, detto questo, accogliamo con favore il progetto di legge che, seppure non esaustivo nel garantire una sicurezza completa per queste manifestazioni ed eventi nel Paese, rappresenta sicuramente un passo avanti.  Una breve riflessione: ricordiamoci che per questo progetto di legge era stata chiesta l’urgenza, che non è stata concessa per le modalità con cui era stata formulata la richiesta. Tuttavia oggi arriva subito in Commissione e questo è un bene, perché si tratta di provvedimenti che devono essere adottati con celerità, pur riconoscendo che vi sono anche altre norme che meriterebbero lo stesso trattamento.  Questo progetto di legge va votato favorevolmente nel suo complesso, ma ricordiamoci che è anche il frutto di una mancata attenzione precedente della politica, e non mi riferisco a un partito piuttosto che a un altro, ma alla politica nel suo insieme. È conseguenza di come è stata gestita la scorsa edizione del Rally Legend, durante la quale si sono verificati incidenti, feriti e danni. La politica avrebbe dovuto prevenire con maggiore tempestività. Oggi interveniamo per porre rimedio.  Desidero inoltre sottolineare che all’articolo 2 del progetto di legge, quando si definiscono le forze dell’ordine, si fa riferimento alla Gendarmeria, al Corpo di Polizia Civile e alla Guardia di Rocca – Nucleo Uniformato, ma non ai militi volontari. Presumo che sia una scelta voluta e condivisibile. Tuttavia, chiedo una precisazione affinché, nelle situazioni in cui intervengono le forze dell’ordine come definite, si possa eventualmente richiedere anche l’ausilio dei militi volontari, qualora disponibili e debitamente formati.

Alle 15.20 viene annunciata dalla presidente Denise Bronzetti la sospensione della Commissione “per cause di forza maggiore”.

Condividi su:

Puoi leggere questo articolo gratuitamente grazie al contributo di

Articoli correlati

Panoramica privacy
Insider.sm

Questo sito utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni essenziali, come riconoscerti quando torni sul nostro sito e aiutare il nostro team a capire quali sezioni trovi più interessanti e utili.

Cookie strettamente necessari

I cookie strettamente necessari dovrebbero essere sempre attivati per poter salvare le tue preferenze per le impostazioni dei cookie.