Ilaria Baciocchi (PSD): «Accogliere non toglie nulla ai sammarinesi: è una scelta di dignità e coerenza»

da | 22 Gen 2026

Ilaria Baciocchi (PSD) ha affermato che accogliere persone in fuga da un conflitto non può essere considerato né una misura di politica sociale né una semplice gestione dell’emergenza, ma rappresenta una scelta che misura la coerenza di una comunità con i principi che dichiara di avere. A suo avviso, accogliere significa riconoscere la dignità di chi non ha alternative immediate. Ha ricordato come, per San Marino, questo tema non sia affatto estraneo, poiché la Repubblica ha costruito la propria identità sulla libertà, sull’asilo e sulla protezione di chi era perseguitato o in pericolo, senza mai usare la propria dimensione ridotta come alibi per sottrarsi alle responsabilità.

Ha richiamato l’esperienza dell’accoglienza delle persone ucraine in fuga dalla guerra, una scelta che all’epoca fu riconosciuta come un gesto di responsabilità e di civiltà, sottolineando come oggi la vera domanda da porsi sia che cosa cambi quando mutano il luogo di provenienza, la lingua, la cultura o la religione, se i criteri restano quelli della protezione e della dignità umana, che non possono valere a intermittenza.

Baciocchi ha poi affrontato una delle preoccupazioni più diffuse, ossia l’idea che l’accoglienza sottragga risorse ai cittadini sammarinesi, in particolare a chi vive difficoltà economiche. Su questo punto ha evidenziato come vi sia un errore di fondo nel mettere a confronto due situazioni non comparabili. Da un lato esistono famiglie sammarinesi in difficoltà, rispetto alle quali è legittimo e doveroso pretendere un maggiore impegno dello Stato; dall’altro vi è la condizione del rifugiato, che è profondamente diversa, perché nel Paese anche chi è in difficoltà dispone comunque di una rete di protezione, mentre il rifugiato ha perso tutto tranne la propria vita. Ha chiarito che queste condizioni non competono tra loro e rispondono a politiche, strumenti e responsabilità differenti.

Secondo la consigliera, i problemi dei cittadini sammarinesi non derivano dall’accoglienza, ma da come vengono organizzate e finanziate le scelte pubbliche, ribadendo che uno Stato serio è in grado di occuparsi dei propri cittadini senza negare aiuto a chi si trova in condizioni estreme. Ha inoltre precisato che il decreto in discussione non rappresenta un’apertura indiscriminata, non riguarda numeri ingestibili né l’assenza di regole, ma introduce un permesso di soggiorno temporaneo inserito in un quadro definito e responsabile, che grazie agli emendamenti risulterà ancora più chiaro.

Baciocchi ha invitato ad affrontare anche il tema della sicurezza senza negare le preoccupazioni esistenti, ma evitando di trasformare la paura in un sospetto generalizzato, poiché la diversità non può diventare un criterio politico. Ha riconosciuto la legittimità del dissenso, sottolineando però come non sia accettabile un metodo che colpisce le persone anziché le idee, esprimendo per questo solidarietà istituzionale al Segretario di Stato Beccari per gli attacchi personali subiti.

In conclusione, ha affermato che l’Aula è chiamata a dare un segnale di unità sul metodo e su alcuni valori di fondo, ricordando che accogliere non significa rinunciare alla propria identità, ma dimostrare di averne una. Ha infine richiamato la storia di San Marino, che ha già dimostrato di saper fare la propria parte, paragonando questo impegno al gesto del colibrì che porta la sua goccia d’acqua senza voltarsi dall’altra parte.

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